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Barbara Tavoso: l’architetto del riuso

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barbara tavoso - riuso
Foto dal profilo Instagram orbitarchitettura

Gli edifici dismessi sono la sua passione. E anche il riuso dei materiali. È per questo che l’architetto Barbara Tavoso entra nel nostro progetto Pink&Green, dedicato alle donne che hanno a che fare con l’economia circolare.

Laureata al Politecnico di Milano in Restauro Architettonico e progettista qualificata CQ, ovvero Costruire in Qualità, la Tavoso lavora anche come progettista nel mondo delle ristrutturazioni e riqualificazioni di edifici, con particolare attenzione e sensibilità ai temi della sostenibilità e del risparmio energetico e per diversi anni “parallelamente alla mia libera professione – ci racconta – sono stata anche responsabile tecnico di un vero e proprio impianto di frantumazione rifiuti edili, collaborando alla sua creazione, realizzazione e seguendo tutto l’iter progettuale e autorizzativo, mi sono avvicinata ancora di più al tema dell’importanza del riciclo e del riuso dei materiali in ambito edile e alla complessa normativa di settore“.

Legno e bioedilizia sono le sue parole chiave e soprattutto ammette: “mi diverto a sperimentare le potenzialità delle nuove tipologie edilizie in legno, piccoli moduli abitativi prefabbricati e strutture ricettive arboree“.

In poche parole, costruisce anche case sugli alberi. Come quella che ha battezzato Nido alla sughera, collocato su una splendida sughera nel grossetano, immerso in un uliveto.

Un bel progetto con alla base l’utilizzo di “materiali completamente naturali e durevoli – ribadisce – come il lamellare di larice proveniente da riforestazione Pefc, per promuovere la gestione sostenibile delle foreste, che ha dato vita al nido e che lo ha rivestito totalmente sia all’esterno: con listelli esagonali in larice che hanno creato le pareti ventilate, che all’interno: con assi di larice spazzolato sbiancato“.

L’attenzione e il fascino per il legno e per il riciclo e il riutilizzo – racconta – insieme alla passione per la lavorazione manuale del legno, mi hanno portato a realizzare personalmente, anche diversi arredi con assi da ponte recuperate e con legni di bancale“.

Nel 2019 fonda con un collega architetto, Roberto Bianchi, e con un esperto Hr, Luca Ornaghi, OrBiTa Architettura. Un mix di competenze che fanno bene all’ambiente.

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