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Chi ben comincia… è a metà della semina!

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seminare il prato
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Qual è il miglior periodo per seminare il proprio prato? Ecco i consigli dell’esperto per evitare malerbe e ottenere un tappeto erboso con uno splendido tono di verde

A dispetto di quanto si pensi di solito, il periodo di fine estate-inizio autunno è il momento migliore per seminare il prato: il suolo è ancora caldo, la crescita delle malerbe è oramai un ricordo, arrivano le prime piogge.

La varietà di miscugli in commercio è davvero infinita, vi suggerisco di optare per quelli con specie microterme, cioè quelle graminacee da tappeto erboso che crescono con maggiore vigore in autunno, resistendo molto bene ai freddi rigidi e alle calde estati, con una costante: un bel tono di verde.

A dirla tutta, c’è un’altra ragione per cui è utile fare adesso questa operazione: subito dopo la semina del prato bisognerebbe evitare di calpestare il terreno per un periodo di circa 15/20 giorni, dunque meglio farlo ora che l’estate finisce.

Prima di procedere con la semina, è buona cosa pulire il terreno eliminando i sassi, le erbe infestanti e tutti i residui che creano disordine. Eseguita la pulizia procediamo con il dissodamento; facciamoci aiutare da chi ha più esperienza di noi nell’utilizzare la motozappa o il motocoltivatore!

Il terreno dovrà risultare leggero e friabile per garantire la germinazione dei semi e lo sviluppo delle radichette.

È molto importante essere meticolosi in questa fase: garantiremo ottimi risultati estetici e l’erba crescerà in maniera uniforme, senza buchi. Adesso dobbiamo provvedere a livellarlo, prima con un grosso rastrello e poi con un rullo. Spargiamo anche dello stallatico pellettato biologico a spaglio o con uno spandiconcime carrellato.

Finalmente è giunto il momento della semina. Se decidiamo di procedere a mano, di prassi servono 40/50 grammi per mq. Io consiglio, per grandi superfici di noleggiare una seminatrice con operatore che, in poco tempo, si occuperà di distribuire uniformemente la semente.

Questa macchina dispone anche di un rullo che interra un pochino il seme facendolo aderire al terreno. La prima bagnatura è determinante per sancire l’inizio del processo di germinazione del seme e deve essere regolare e costante.

Il primo taglio si farà quando l’erba raggiungerà i 10 cm e comunque non prima di 12/14 giorni dall’avvenuta semina (il tosaerba deve essere efficiente e affilato, per evitare di strappare l’erba fine e giovane).

Il miscuglio che preferisco è quello che contiene le seguenti specie: l’Agrostis stolonifera, molto frequente nei campi da golf e che crea un tappeto fitto, la Festuca rubra sopporta la siccità e tollera grandiosamente l’ombra, il Lolium perenne forma rapidamente un bel manto ed è il primo a comparire dopo la semina con una percentuale di Poa pratensis, che rende il prato forte all’usura, al gioco e al calpestio.

Per chi vuole comunque rivitalizzare il prato, ma non è disposto a rifarlo in toto, l’arieggiatura seguita da trasemina, è il giusto compromesso tra costi e benefici e il prato ringrazia.

Stefano Pagano Stefano Pagano: laureato in Verde ornamentale e tutela del paesaggio alla Facoltà di Agraria di Bologna, collabora con lo Studio Tecnico Paesaggistico, studio che si occupa di progettazione di parchi, giardini e terrazzi ed è responsabile del team operativo La Giardineria | e-mail | Facebook
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