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Save the Duck apre un negozio due volte eco

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Il brand di piumini animal free ha inaugurato un nuovo punto vendita monomarca a Milano: l’attenzione ai materiali usati per confezionare i capi è la stessa usata nell’allestimento del negozio, ovvero all’insegna dell’eco anche nelle modalità di acquisto: se vuoi lo visiti da remoto

Mercoledì 16 settembre, chi passava a Milano in zona piazza Cordusio non poteva non allungare il passo verso via Dante attratto da una miriade di paperelle arancioni, simbolo del marchio Save the Duck, famosa per i suoi capispalla imbottiti 100% cruelty free.

Una volta, Milano era solita vivere degli happening creati da marketing creativi. Ma dopo il lockdown, no. Che però l’evento fosse “diverso”, lo si capiva anche dalle tante mascherine nere con logo arancione che gli invitati sfoggiavano.

Che stava succedendo? Semplice, in controtendenza con tutti e tutto, proprio Save the Duck, azienda B-Corp ovvero attenta all’ambiente e al sociale, ha inaugurato a Milano un nuovo punto vendita monomarca (proprio in Via Dante 3), a pochi passi dal Duomo.

Un segnale di ottimismo in un momento in cui molti negozi purtroppo hanno chiuso, come ha affermato Nicolas Bargi, amministratore delegato del marchio da lui ideato nel 2011.

Il nuovo flagship store è stato realizzato in tempi record in un momento di emergenza sanitaria e crisi economica e vuole diventare punto di incontro fra offline e online.

Angelo Piero La Runa, senior partner di Progressio Sgr azionista di maggioranza della società ha spiegato la strategia del brand che punta all’omnicanalità:Al momento del nostro ingresso nel capitale di Save The Duck, nel marzo 2018, abbiamo avviato un importante programma di investimenti nei canali di vendita diretti per il triennio 2018-2020, caratterizzato dall’apertura di store in location strategiche abbinata a un significativo rafforzamento della presenza nel canale online. E nonostante la pandemia da Coronavirus e i suoi inevitabili impatti, stiamo rispettando in pieno il nostro programma focalizzato sull’omnicanalità”.

 Materiali naturali, di riciclo e sistemi modulari per gli store

Attenzione alla Sostenibilità anche nella scelta degli arredi e delle soluzioni per i negozi. Il nuovo store è stato realizzato dall’architetto Caterina Frazzoni di DcMlab su un concept in divenire di Antonio Pisanò del team di Marcel Mauer, così come gli altri tre negozi Save the Duck: quello di Milano in Via Solferino, a Venezia e quello a Hong Kong.

Ogni negozio è stato progettato seguendo principi di sostenibilità ambientale privilegiando materiali riciclabili e naturali, sistemi modulari flessibili che consentono di cambiare gli allestimenti in tempi rapidissimi e di riutilizzare gli elementi d’arredo.

I rivestimenti degli arredi sono realizzati con una malta a base di calce naturale e lolla di riso, scarto della produzione del riso di difficile smaltimento. Le pareti sono dipinte con una pittura murale a base di calce di fossa a lunga stagionatura e pula di riso.

Virtual remote shopping

Però, il negozio è visitabile anche in maniera virtuale. Ovvero è possibile fare il giro del negozio e accedere a una panoramica completa della merce esposta stando comodamente seduti sul divano a casa.

È la tecnologia che ce lo permette e Save The Duck ha scelto un nuovissima modalità: il personale di vendita del negozio di Via Dante, infatti, è dotato di occhialini realizzati ad hoc per il virtual remote shopping che consentono di mostrare da remoto in tempo reale ai potenziali clienti i capi esposti nello store e rispondere alle loro domande con la possibilità di ordinare da casa capi anche non presenti al momento dell’acquisto e ritirali.

(ha collaborato M.Cristina Ceresa)

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