L’evoluzione della mobilità verso il mondo elettrico richiede personale meccanico specializzato. Le aziende si stanno già muovendo per formare chi riparerà i veicoli elettrici. Vediamo come
Un meccanico green che molto probabilmente avrà meno le mani sporche di olio, ma sarà circondato da strumenti elettronici diagnostici. Quasi come fosse un chirurgo.
Anzi, come degli ingegneri perché non è più sufficiente essere appassionati di macchine, ma bisogna capire l’ingegneria elettrica. È quello che si prospetta essere il lavoro del futuro per i meccanici di auto e moto. Le stesse che saranno sempre più a trazione elettrica.
I futuri meccanici, insomma, avranno a che fare con auto elettriche e quelle devono sapere riparare. Il problema semmai potrebbe essere per chi fa già questo lavoro da anni.
L’appello delle case automobilistiche è: bisogna rimanere al passo con i tempi, tornare anche in aula o comunque in un ambiente di formazione per aggiornare le proprie competenze.
Entrare in una nuova era della mobilità richiede anche tecnici formati e capaci di confrontarsi con le nuove sfide produttive e utilizzare al meglio gli strumenti digitali.
Nello stabilimento di Zwickau, la Volkswagen è in azione sia per produrre la Id.3 sia per formare i meccanici del futuro.
Le lezioni si fanno in quelle che vengono chiamate E-motion rooms e sono tre stanze in stile escape room in cui i partecipanti viaggiano nella storia della mobilità elettrica, dal 1800 a oggi.
Poi si passa alle varie stazioni di formazione, dove oltre a guardare video sulla produzione delle batterie e sulla ricarica rapida e fare quiz sulla sicurezza sul posto di lavoro, si familiarizza con la nuova piattaforma Meb – Modular electric toolkit – che sarà la base della prossima generazione di veicoli elettrici del Gruppo Volkswagen.
I tecnici meccatronici: meccanici green del futuro
Anche presso l’Audi Training Center di Ingolstadt (in Germania) vengono formati i futuri tecnici meccatronici. La lavagna su cui studiano è un pannello elettronico pieno di cavi, scatole e collegamenti: un laboratorio di misurazione dove si impara a gestire l’elettricità.
Il programma di formazione Audi per la mobilità elettrica viene definito ibrido, poiché unisce l’approccio analogico a quello digitale, così come la teoria alla pratica.
I test e le valutazioni vengono svolti a intervalli regolari, per favorire sia il feedback che il senso di soddisfazione dei partecipanti. Sebbene il processo di apprendimento sia orientato al singolo individuo, l’obiettivo del programma è sempre lo stesso: formare tecnici in grado di lavorare sui veicoli elettrici, di smontarli e di rimontarli.
E poi bisogna saperci fare anche con l’altro voltaggio. Il cammino di Seat verso il futuro elettrico diventa sempre più veloce. Una trasformazione che non riguarda solo i prodotti, ma anche e soprattutto le persone che li realizzano: per questo è nato l’electromobility Learning Center (eLC), una struttura completamente dedicata all’e-mobility.
È un centro di formazione situato in un nuovo edificio di 400 metri quadrati, costruito nel cuore dello stabilimento spagnolo di Martorell. Qui Seat sta preparando i tecnici anche un programma di corsi che ultimamente sono stati gestiti online.










