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Il cuore agricolo dell’Umbria è Green anche grazie all’UE

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umbria - agricoltura green e sostenibile
Foto da Pixabay

Innovazione sostenibile, binomio tra circolarità e sostenibilità, filiera corta, energia pulita, sono alcuni degli importanti ingredienti per la ripartenza green dell’agricoltura europea e italiana in particolare.

Si tratta quindi di saper sfruttare le ombre della crisi pandemica e cogliere l’opportunità per ripensare l’intero ecosistema agrifood.

Queste sono anche le peculiarità di una piccola regione, ma con grandi potenzialità, geograficamente posizionata al centro dell’Italia, l’Umbria, un piccolo ombellico del mondo, un territorio virtuoso che sta valorizzando al meglio l’ambiente e sta creando e facendo circolare valore per le imprese anche agricole, che investono in quei luoghi.

Parola d’ordine Sostenibilità

Sotto il cappello del termine Sostenibilità si trovano parole come rispetto, valorizzazione, sviluppo e inclusione che l’Umbria esplica al meglio, rispettando infatti l’ambiente che la caratterizza, valorizzando i territori nei quali i cittadini vivono e lavorano anche e soprattutto nel comparto agricolo.

Quello dell’agricoltura è il settore che meglio rappresenta la tendenza nei consumi del mondo agro-alimentare umbro: una sostanziale riscoperta della tradizione, dei prodotti stagionali, di filiera corta e del territorio.

Ma anche con uno sguardo concreto verso il futuro, fatto di tecnologia intelligente, macchinari all’avanguardia, e-commerce.

A confermarlo, anche quanto è emerso dal digital event organizzato dal Parlamento europeo e dalla Commissione europea sul tema del Green Deal e le nuove prospettive per le politiche industriali e agricole con un focus proprio sull’Umbria.

La centralità del settore agricolo e agroalimentare, in Europa come in Italia, è emersa con tutta la sua forza in questi mesi di emergenza legata al Coronavirus.

Ci sono evidenti ricadute sull’intera filiera dovute alla sospensione di alcune attività, alla generazione di sprechi ed eccedenze di prodotti rimasti invenduti o non serviti, alle difficoltà di scambio di materiali tra diverse parti del mondo e calo di manodopera disponibile.

A livello istituzionale, in Italia, si è cercato di garantire liquidità alle imprese agricole, di tutelare il made in Italy agroalimentare nel mondo con l’introduzione di sanzioni contro pratiche commerciali sleali e di sostenere i lavoratori del settore agricolo.

Promuovere quindi lo sviluppo rurale e la valorizzazione delle produzioni di qualità, favorendo l’integrazione di filiera, oltre a garantire la sicurezza alimentare e a salvaguardare il territorio e il paesaggio.

Ma la partita più interessante, se non altro per le cifre in campo, si sta giocando a livello europeo. Infatti, del bilancio dell’UE per il periodo 2021-2027, la cui dotazione complessiva si aggirerà intorno a 1.850 miliardi di euro, circa 380 miliardi di euro saranno destinati al fondo europeo agricolo di garanzia e al il fondo per lo sviluppo rurale.

La cifra sarà ridistribuita a sostegno delle nuove strategie Farm to fork e Biodiversità 2030. Questo anche nell’ottica di delineare una nuova Pac più efficace, con l’obiettivo di salvaguardare un modello agricolo europeo che tenga unite tutte le realtà, a partire da quelle più fragili che svolgono un importante ruolo come presidio del territorio e dell’ambiente, insieme agli obiettivi di tutela della salute e dell’occupazione.

I progetti Green umbri sono pionieri in Europa

L’agricoltura in Umbria rappresenta il paradigma di un modello di sviluppo coerente con le premesse che l’Europa pone a fondamento dell’utilizzo delle risorse del Recovery Fund, a cominciare dagli obiettivi della transizioni verde e del digitale, che rientrano in quella che viene definita la rivoluzione verde: la competitività del sistema alimentare; la produzione energetica da fonti rinnovabili, la riduzione delle emissioni e il miglioramento della sostenibilità dei processi produttivi; il miglioramento della capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzione del dissesto idrogeologico.

La meccanizzazione agricola in uso nelle imprese agricole umbre più evolute, è l’esempio lampante di come rendere concreti gli obiettivi di transizione verde e digitale, incentivando il ricorso alle più moderne tecnologie in materia di agricoltura di precisione, digitalizzazione, interconnessione, miglioramento delle prestazioni, riduzione dei consumi e delle emissioni e miglioramento della sicurezza sul lavoro.

Anche l’energia è un ambito che sta a cuore al territorio. Emissioni e interventi di efficientamento energetico delle strutture, il tutto a favore dell’energia verde, un esempio è Terni, dove Poste Italiane punta all’energia verde, pulita, mettendo a disposizione del proprio personale dei tricicli alimentati elettricamente al 100%, che quotidianamente circolano in un’area che copre la trentina di comuni della provincia.

La natura incontaminata, quella boschiva in particolare è al centro dei progetti e degli incentivi per la gestione forestale sostenibile, la filiera foresta-legno-energia, in aggiunta all’attività di rimboschimento e miglioramento dei boschi esistenti.

Tutto in funzione e nella logica di salvaguardare l’ambiente. In Italia sono oltre 400.000 le aziende che dal 2015 investono nel green, delle quali, sono oltre 5.000 le imprese umbre che hanno effettuato investimenti in prodotti e tecnologie green.

E la green economy è una leva per lo sviluppo. Le piccole e medie imprese manifatturiere che hanno investito negli ultimi tre anni in tecnologie green, oltre a fare del bene all’ambiente e al clima, prevedono anche un aumento del fatturato nel quasi 60% dei casi.

Agricoltura smart, occhio alla nuova Pac!

Con l’agricoltura smart, intelligente, gli imprenditori dovranno produrre di più, in maniera più sostenibile, sicura, di qualità, anche attraverso l’acquisizione di nuove competenze da parte dei giovani, garantendo un reddito adeguato.

Un aiuto concreto arriva dall’UE che, per il periodo di transizione fino al 2023, anno di avvio della nuova Pac, intende destinare, 8,2 miliardi di euro del Recovery Fund all’integrazione dei fondi dei Piani di Sviluppo Rurali (Psr).

La nuova Pac dovrà quindi favorire la modernizzazione e la diversificazione aziendale. Una digitalizzazione dell’agricoltura, dovrà essere quindi perseguita con maggiore decisione.

Un’esigenza che muove dalla necessità di rispondere alla crescente domanda alimentare, mantenendo alta la qualità della produzione, affrontando e adattandosi ai cambiamenti climatici.

La Pac sarà importante per l’agricoltura del futuro, quella 4.0, che punterà ancora di più quindi su qualità e distintività, con le imprese agricole indispensabili oltre che per la produzione di cibo, anche per la gestione del territorio.

E l’Umbria in questo si trova sulla giusta rotta! L’Umbria è un volano di nuova progettualità anche grazie agli influssi ed alle risorse che arrivano dall’UE, con una visione green a lungo termine, che può valorizzare tutte le produzioni del territorio attraverso un’agricoltura virtuosamente sostenibile da un punto di vista economico, sociale e ambientale, mantenendo alto il valore autentico del territorio.

E la combinazione tra agricoltura e turismo sostenibile, potrebbe anche essere la carta vincente per richiamare visitatori in Umbria e di conseguenza anche in tutto il territorio nazionale e dare vita a nuovi flussi economici, in un ottica di politica di welfare mirata alla promozione del territorio in veste green.

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