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Economia circolare: l’Italia va benino ma cosa serve in più?

economia circolare in italia
Foto da Pixabay

Cresce l’economia circolare nel nostro Paese, con Milano – che supera Londra e Madrid – insieme a Trento e Bologna sul podio della virtuosità Green; ma serve un ulteriore scatto in avanti perché delle 20 città analizzate dal Cesisp solo 8 passano l’esame

Bene, ma potrebbe andare meglio: l’economia circolare in Italia avanza e mostra una fotografia – realizzata dallo studio del Cesisp, il Centro studi in Economia e regolazione dei servizi, dell’industria e del settore pubblico dell’Università di Milano-Bicocca – in bianco e nero con soltanto 8 città sulle 20 considerate che ottengono la promozione.

Risulta così che Milano è la città più circolare d’Italia, mentre Trento risulta seconda e terza Bologna; la classifica dei centri urbani più e meno virtuosi sul piano dell’economia circolare – giunta alla sua seconda edizione – ha visto quest’anno l’introduzione di due novità di rilievo: è stato ampliato il numero delle città coinvolte – da 10 a 20, selezionate tra le città più popolose d’Italia e i capoluoghi di regione che disponessero delle informazioni richieste dall’indagine – ed è stato realizzato un confronto a livello europeo.

Le città italiane prese in considerazione sono state Aosta, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Roma, Torino, Trento, Venezia e Verona.

I ricercatori hanno individuato cinque cluster rappresentativi – input sostenibili, condivisione sociale, uso di beni come servizi, end of life, estensione della vita dei prodotti – comprendenti a loro volta 28 indicatori di circolarità, tra cui i dati sulla raccolta differenziata e sull’utilizzo dei trasporti pubblici o dei servizi di sharing mobility, il livello di concentrazione di PM10, la diffusione di eco-brevetti e di imprese ascrivibili alla categoria dei green job.

Per ognuno degli indicatori individuati è stata stilata una graduatoria parziale delle città, con punteggi da 0 a 10. Infine, la media ponderata dei punteggi parziali ha determinato un indice di circolarità urbana che ha determinato la classifica finale.

Milano, capitale dell’economia circolare italiana

Al primo posto, come già lo scorso anno, è risultata Milano, che ha totalizzato un punteggio di 7,7 su 10, seconda Trento (7,5), terza Bologna (7,2).

Le prime 10 città classificate si collocano geograficamente al Nord o Centro-Nord, mentre le ultime posizioni sono esclusivamente coperte da centri urbani del Sud Italia, con Catania (3,8) e Palermo (3,9) fanalini di coda.

Le uniche città del Nord Italia ad avere un punteggio al di sotto della sufficienza sono Genova (5,8 punti), Verona (5,7 punti) e Aosta (5,2 punti).

I risultati della graduatoria per indice globale di circolarità non sono incoraggianti: solo otto Comuni sui venti in esame riescono a raggiungere un valore di piena sufficienza.

La classifica dell’economia circolare in Italia

  1. Milano: 7,7
  2. Trento: 7,5
  3. Bologna: 7,2
  4. Bergamo: 6,7
  5. Firenze: 6,7
  6. Brescia: 6,5
  7. Torino: 6,3
  8. Venezia: 6,0
  9. Genova: 5,8
  10. Verona: 5,7
  11. Cagliari: 5,6
  12. Roma: 5,5
  13. Perugia: 5,3
  14. Aosta: 5,2
  15. Napoli: 4,3
  16. Reggio Calabria: 4,2
  17. Pescara: 4,0
  18. Bari: 4,0
  19. Catania: 3,8
  20. Palermo: 3,9

Per la prima volta la ricerca ha messo a confronto la città leader della circolarità in Italia, Milano, con altre grandi metropoli europee: Amsterdam, Berlino, Bruxelles, Copenaghen, Londra, Madrid, Parigi e Praga, utilizzando gli stessi criteri di analisi usati per il contesto italiano.

La città più circolare d’Europa è risultata Copenaghen con un punteggio medio di 3,26 su 5. Al secondo posto Parigi (3,21), al terzo Berlino (3,18). Milano è quarta con un punteggio medio di 3,13, lasciandosi alle spalle, tra le altre, Londra e Madrid (sesta e settima).

Un accordo per lo sviluppo di progetti dedicati alla sostenibilità, alla digitalizzazione, all’innovazione e alla gestione delle risorse umane

Lo scatto in avanti in direzione dell’economia circolare in Italia potrebbe arrivare dagli sforzi di aziende che si stanno impegnando per la crescita Green del nostro Paese.

Da qui nasce un accordo di collaborazione per lo sviluppo di sostenibilità, innovazione e gestione delle risorse umane tra Cisco, Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Innovation Center.

La collaborazione strategica si svilupperà in aree quali economia circolare, open innovation, cybersecurity e neuroscienze applicate, con l’obiettivo di realizzare iniziative e servizi che aiutino le imprese italiane ad adottare processi innovativi per dare nuovo impulso alla crescita del Paese.

Alleanza per l’economia circolare

In questo specifico ambito Cisco si impegna a fornire la tecnologia abilitante, Intesa Sanpaolo tramite la Banca dei Territori e la Divisione Imi Corporate & Investment Banking mette a disposizione l’accesso al plafond circular 2018-2021 – che prevede fino a 5 miliardi di euro per la transizione delle aziende verso nuovi modelli di business circolari – e Intesa Sanpaolo Innovation Center offre la propria consulenza tramite il Circolar Economy Lab, costituito a Milano in collaborazione con Cariplo Factory.

Adottando tecnologie digitali, le aziende potranno improntare più facilmente lo sviluppo del loro business secondo i principi dell’economia circolare, che favoriscono il riciclo, il ricircolo e il riuso di beni e materie prime.

Unire gli ecosistemi di open innovation

Per l’open innovation, la collaborazione prevede una serie articolata di collaborazioni, la più importante delle quali è rappresentata dall’adesione di Cisco, al fianco di Fca e Iren, allo Smart Mobility Corporate Club, iniziativa avviata lo scorso agosto da Intesa Sanpaolo Innovation Center a Torino che mira a rafforzare l’ecosistema dell’innovazione nell’ambito della smart mobility, facendo leva anche sul programma di accelerazione di startup internazionali condotto da Techstars.

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