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Gabbie: i cittadini europei chiedono meno crudeltà

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gabbie allevamenti intensivi
Foto di Animal Equality

Obbligo di stordimento prima della macellazione e abolizione delle gabbie negli allevamenti. Queste le richieste di associazioni, gruppi politici e cittadini che hanno firmato petizioni per porre fine a pratiche disumane e arretrate

Animal Equality ha realizzato un sondaggio tra i cittadini europei sul triste argomento che riguarda lo stordimento degli animali prima della macellazione.

Da questo sondaggio è emerso che 9 cittadini su 10 sono favorevoli allo stordimento e chiedono all’Unione Europea di intervenire per proteggere il benessere animale.

Il 92% degli intervistati che si è dichiarato favorevole allo stordimento ha inoltre chiesto agli Stati membri misure aggiuntive per garantire standard di benessere animale durante la macellazione più elevati.

Il sondaggio è stato realizzato da Eurogroup for Animals con il sostegno di Animal Equality. L’attuale legislazione dell’UE stabilisce che tutti gli animali allevati a scopo alimentare devono essere resi incoscienti, ovvero storditi con elettricità, gas o una pistola stordente, prima di essere uccisi.

Questo non sempre avviene, soprattutto nel contesto di alcune pratiche religiose che prescrivono l’uccisione degli animali totalmente coscienti, usando il coltello per il taglio della gola e conseguente, lento, dissanguamento.

Alcuni Paesi fra cui Slovenia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Fiandre e Vallonia in Belgio, hanno adottato regole severe che prevedono sempre lo stordimento degli animali nei macelli.

Purtroppo nel settembre 2020 l’Avvocatura generale (AG) della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Cgue) ha emesso parere un negativo; la decisione finale della Cgue è attesa entro la fine dell’anno.

Se la Cgue segue il parere dell’AG, diversi Stati membri rischiano di essere obbligati a modificare le leggi progressive introdotte nell’ultimo decennio per alleviare le sofferenze degli animali al momento della macellazione e questo senza il dovuto rispetto per l’accettazione nazionale di tali misure, il progresso scientifico e il loro impatto sugli animali.

“I cittadini si sono espressi chiaramente a favore degli animali dicendo che dovrebbe essere obbligatorio renderli sempre incoscienti prima che vengano macellati. Ora è giunto il momento che l’UE segua l’esempio e consenta agli Stati membri di adottare misure aggiuntive che garantiscano standard più elevati di benessere degli animali” afferma Alice Trombetta, Direttrice di Animal Equality in Italia.

In Italia Animal Equality ha lanciato da tempo una campagna per migliorare le condizioni degli animali nei macelli e ha svolto numerose inchieste che hanno dimostrato la crudeltà a cui sono sottoposti gli animali.

Ha inoltre raccolto oltre 200.000 firme di cittadini italiani che vogliono porre fine a questi maltrattamenti.

Basta gabbie negli allevamenti

Sono oltre 300 milioni gli animali costretti a vivere tutta la vita in una gabbia negli allevamenti intensivi. Fra questi ci sono anche i polli che vivono in gabbie grandi come un foglio A4. Queste pratiche di allevamento sono state denunciate e gran parte dei cittadini europei le considerano aberranti.

La petizione End the Cage Age ha raccolto in tutta Europa circa 1 milione e 400mila firme autenticate per l’introduzione di un divieto europeo all’uso delle gabbie negli allevamenti.

È stata scritta una lettera alla Commissione Europea da Eleonora Evi, europarlamentare del Movimento 5 Stelle e Vice-Presidente dell’intergruppo per il benessere degli animali al Parlamento europeo, firmata da 86 europarlamentari in cui si chiede di ascoltare i cittadini europei e mettere fine a questa pratica crudele che non può trovare spazio nell’Europa di oggi.

Eleonora Evi ha dichiarato: “Grazie al risultato straordinario raggiunto da questa petizione, il messaggio arriva forte e chiaro alle istituzioni europee, che ora sono tenute ad agire con ambizione, per fare in modo che l’Europa abbandoni al più presto un sistema alimentare fondato sulla sofferenza e lo sfruttamento di milioni animali e guardi finalmente al futuro“.

L’auspicio è che le istituzioni accolgano queste richieste senza deroghe e limitazioni perché l’Unione Europea deve farsi capofila nella battaglia anche per i diritti degli animali, svolgendo il suo tradizionale ruolo di paladina dei diritti aprendo la strada verso il progresso che passa anche attraverso l’empatia nei confronti della sofferenza degli animali.

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