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Luppolo, oltre la birra c’è molto di più

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coni di luppolo
Foto di kaluto da Pixabay

È tempo d raccolta dei coni del luppolo che non servono solo per produrre la birra, ma… anche un cuscino da usare contro l’insonnia

La pianta del luppolo, Humulus lupulus secondo la dicitura linneana, si trova tipicamente al margine della boscaglia, su cespugli e alberi lungo i sentieri ed ai limiti delle radure.

Si potrebbe pensare che sia una specie tipica del Nord Europa, invece cresce spontanea in buona parte dell’Italia, soprattutto al Centro-Nord, prediligendo il sottobosco di zone fresche e vicine a corsi d’acqua, sopporta climi piuttosto rigidi, riesce a crescere fino a 1200 metri di altezza anche nelle zone alpine.

Come riconoscere il luppolo

Contrariamente a tutte le piante rampicanti, il luppolo si avviticchia verso destra, è una pianta dioica, ovvero una specie con esemplari che producono o solo fiori maschili, a forma di pannocchia con fiori bianco gialli, o solo fiori femminili simili a una pigna pendula di colore verde chiaro,detti coni.

La pianta fiorisce da maggio ad agosto. È una rampicante, infestante, con foglie opposte che presentano una forma che varia da trilobata a eptalobata con margini molto seghettati. I germogli e le foglie sono pelosi e ispidi.

I coni del luppolo crescono solo sugli esemplari femminili, si compongono di numerosi petali singoli sui quali si possono riconoscere ghiandole dalle dimensioni di un granello di sabbia contenete sostanze attive utili e preziose.

Le proprietà del luppolo

In fitoterapia si utilizzano soltanto le infiorescenze femminili, dette coni e la polvere dorata e resinosa, prodotta da tricomi ghiandolari posti alla base dell’infiorescenza, detta luppolina (o luppolino).

I coni di luppolo contengono un’ampia gamma di sostanze preziose, tra cui gli oli essenziali (mircene, farnesene, umulene), flavonoidi, resine (umulone e lupulone) responsabili del sapore amaro della birra, tannini e fitoestrogeni.

La sola luppolina contiene fino al 50% di composti di resina e fino al 6% di oli essenziali. Da un punto di vista medico, il luppolo viene impiegato prevalentemente per il trattamento di disturbi del sonno, irrequietezza nervosa, eccessiva irritabilità e stati d’ansia.

Il suo effetto soporifero è riconducibile alle due sostanze sopra citate l’umulone e il lupulone, più precisamente i prodotti derivanti dalla loro ossidazione, fra i quali spicca il 2-metil-3-buten-2-olo.

Tisana al luppolo (dose per un adulto giornaliera): versare dell’acqua bollente su un cucchiaino (0,5 grammi) di coni di luppolo essiccati, coprire e lasciare in infusione per 10-15 minuti, filtrare e bere prima di andare a dormire.

Un altro rimedio molto semplice da preparare ed efficace contro l’insonnia è un cuscino al luppolo. Cucire o acquistare un piccolo cuscino di cotone dalle dimensioni di 20×20 cm, riempirlo con circa 100 grammi di coni di luppolo o con una miscela di luppolo e di altre erbe dall’effetto calmante come la melissa, la lavanda o la valeriana.

Questo cuscino va appoggiato sul letto, vicino la testa in modo da inspirarne l’essenza calmante.

Effetti collaterali

Un utilizzo eccessivo del luppolo, soprattutto se protratto per lunghi periodi, può causare effetti collaterali, quali vertigini e cambiamenti cognitivi.

Inoltre, il luppolo può provocare reazioni allergiche, anche gravi, in individui sensibili.

Controindicazioni

Evitare l’uso di luppolo in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.
L’utilizzo del luppolo è controindicato anche in pazienti affetti da depressione e durante la gravidanza.

Infine, l’utilizzo del luppolo è controindicato anche nelle donne affette da tumore al seno estrogeno-dipendente (a causa dei fitoestrogeni contenuti nella pianta).

Interazioni farmacologiche

Possibile interazione con psicofarmaci e con alcool per l’effetto sedativo; terapie ormonali: possibile interazione per l’effetto estrogenico; nell’animale il luppolo interagisce con i barbiturici aumentando il tempo di sonno.

Indicazioni della raccolta dei coni di luppolo

Per raccogliere i coni – nel periodo settembre-ottobre – bisogna munirsi di bastone per raggiungere i singoli viticci sporgenti (a meno che non sia protesi verso il basso e quindi facilmente raggiungibili).

Se è possibile, staccare i coni dai germogli direttamente dal luogo di raccolta e lasciar cadere gli scarti al suolo per favorire la formazione dell’humus.

Una volta a casa, essiccare i coni in un forno a 40 gradi per circa 5 ore oppure lasciandoli sul davanzale per 2 o 3 giorni se il clima è sufficientemente secco.

Sono noti casi di dermatite nei raccoglitori di luppolo dovuti a sensibilizzazione.

Maria Anna Esposito Maria Anna Esposito: laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, farmacista con specializzazione in Fitoterapia e Aromaterapia. Fito-blogger. Esercita in libera professione attività di consulenza erboristica | e-mail | Instagram
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