Home Imprese Sostenibili 1 miliardo di euro da investire in ricerca applicata al Green Deal

1 miliardo di euro da investire in ricerca applicata al Green Deal

pubblicato il:
finanziamenti europei - finanziamenti per l'economia circolare
Foto di Moose Photos da Pexels

I fondi europei per la ricerca e l’innovazione vanno a braccetto con il Green Deal: ci sono fondi a disposizione per 1 miliardo di euro a cui le aziende possono attingere

C’è tempo fino al 26 gennaio 2021 il bando Green Deal con il quale l’UE intende sostenere i progetti di ricerca e innovazione nell’ambito del programma Horizon2020, investendo 1 miliardo di euro.

Il Green Deal è un progetto ambizioso decennale della nuova Commissione Europea che intende quindi sostenere i progetti pilota, dimostrativi e i prodotti innovativi; l’innovazione per una migliore governance della transizione green e digitale; e l’innovazione sociale e della catena di valore.

Green Deal, un bando ambizioso, perché?

La Commissione Europea ha introdotto una nuova strategia per la crescita dell’Unione Europea, appunto, il Green Deal, per puntare a essere il primo continente a impatto climatico zero.

Un’opportunità per avviare stabilmente l’Europa su un nuovo percorso di crescita sostenibile e inclusiva. Questo bando di ricerca applicata al Green Deal è uno dei bandi più ambiziosi che l’UE abbia mai lanciato e che permetterà di affrontare al meglio, nell’immediato e nel futuro soprattutto, la sfida ambientale.

Il Green Deal europeo permetterà di accelerare e sostenere la transizione necessaria in tutti i settori. Con i progetti finanziati dal bando, la Commissione Europea punta quindi in modo ambizioso:

  • a ripensare le politiche europee anche migliorando gli aspetti innovativi della ricerca applicata al settore climatico
  • a una energia pulita, economica e sicura
  • a una industria per un’economia circolare e pulita
  • a una mobilità sostenibile e intelligente
  • alla strategia Farm to Fork
  • a una migliore biodiversità
  • a un ambiente privo di sostanze tossiche, a inquinamento zero

Il bando incentiva anche una strategia progettuale presentata in partnership non solo con Paesi europei ma, favorisce e intende stimolare anche una cooperazione che possa rispondere alle esigenze dei Paesi extra europei meno sviluppati, soprattutto in Africa.

Rispetto agli altri bandi che fanno parte del programma Horizon2020, inoltre, il Green Deal ha un approccio particolarmente pragmatico che mira a risultati chiari e visibili nel breve-medio termine, per quanto innestati in una prospettiva di lungo termine.

Il raggiungimento di questi risultati va ottenuto tramite interventi mirati con azioni visibili e con immediata applicazione, scalabilità e disseminazione.

Un bando articolato in 10 aree tematiche

La grande complessità della struttura del bando suddiviso in grandi aree tematiche, ciascuna delle quali è a sua volta suddivisa in argomenti specifici, è giustificata dalla sua ambiziosità.

Concretezza e celerità del progetto in risposta al bando. Data l’urgenza delle sfide europee fissate nel medio e lungo termine, anche in riferimento alla nuova programmazione per il periodo 2021-2027, il bando punta a risultati mirati, specifici, concreti, chiari e tangibili nel breve e nel medio periodo, con una visione di cambiamento a lungo termine.

In sostanza, meno azioni ma più mirate, visibili, con un forte senso per la disseminazione dei risultati. È utile quindi fornire un quadro completo del bando analizzando le singole tematiche.

Area 1: sfide cross-settoriali

Comprende le sfide poste dall’adattamento al cambiamento che attraversano più settori economici; in particolare verranno finanziati progetti che interverranno nella prevenzione e nella lotta agli incendi tramite metodi innovativi, nelle città socialmente innovative e climaticamente neutre e nello sviluppo di strumenti per quelle regioni europee messe particolarmente a repentaglio dal cambiamento climatico.

Are 2: energia sicura, pulita e conveniente

La de-carbonizzazione dell’Unione Europea è uno dei pilastri su cui l’intero Green Deal europeo si fonda. L’utilizzo e la produzione energetica, infatti, costituisce da sola il 75% delle emissioni di gas serra continentali.

Tuttavia, viene posto l’accento sulla sostenibilità economica di tale de-carbonizzazione, che non deve andare a favorire il fenomeno della povertà energetica.

All’interno di quest’area verranno infatti finanziati progetti riguardanti diversi settori, come: i sistemi di produzione di energie rinnovabili terrestri e offshore e loro integrazione nei sistemi energetici; gli elettrolizzatori per l’utilizzo industriale dell’idrogeno come fonte di energia pulita; i progetti in grado di accelerare la transizione green e l’accesso energetico in Africa.

Area 3: industria per un’economia circolare e pulita

Le industrie europee dal grande fabbisogno energetico (acciaio, cemento e prodotti chimici) hanno un ruolo molto importante per l’economia europea, ma sono anche tra quelle più inquinanti.

Procedere alla de-carbonizzazione di questi settori è dunque prioritario. In particolare, attraverso un maggiore ricorso al riciclo di materie prime se ne può ridurre l’impatto ambientale oltre ad aumentare l’indipendenza europea in questi settori strategici.

I settori che verranno finanziati riguardano i progetti di de-carbonizzazione, sviluppo e dimostrazione di soluzioni di economia circolare.

Area 4: efficienza energetica del settore edile

Per il settore ci sono ampi margini di efficientamento, ed è per questo motivo che verranno finanziati i progetti che prevedono metodi di costruzione e ristrutturazione che siano sostenibili e che portino a una maggiore efficienza energetica degli edifici stessi.

Area 5: mobilità sostenibile e intelligente

Requisito essenziale affinché gli obiettivi del Green Deal siano raggiunti è che il settore dei trasporti diventi drasticamente meno inquinante.

Tutte le tipologie di trasporto devono contribuire in tal senso; in particolare, l’obiettivo di quest’area, tramite il finanziamento di appositi progetti, è quello di utilizzare porti e aeroporti come hub sostenibili dai quali far partire una sorta di rivoluzione green nei settori dei trasporti via area e via mare.

Area 6: alimentazione sostenibile

Rendere l’Unione Europea il punto di riferimento globale per quanto riguarda la sostenibilità dell’industria alimentare.

Al momento però l’obiettivo è tutt’altro che vicino, essendo questo uno dei settori che porta sprechi alimentari insostenibili a causa degli alti livelli di inquinamento di aria, acqua e suolo e della perdita di biodiversità.

Di conseguenza, l’UE finanzierà progetti nell’ambito della sperimentazione e dimostrazione di innovazioni sistemiche in senso sostenibile dell’industria alimentare.

Area 7: biodiversità ed ecosistemi

Finanziati progetti afferenti al tema del ripristino della biodiversità e degli ecosistemi naturali. Un buon funzionamento degli ecosistemi infatti garantisce protezione dai disastri naturali, incluse le malattie, oltre a fornire acqua e aria pulita e terreni più fertili.

Area 8: ambiente privo di inquinamento e di scarti tossici

Scarti delle industrie chimiche e farmaceutiche, oltre che della plastica, rappresentano tra le principali minacce al benessere degli ecosistemi naturali, terrestri e acquatici.

Sotto quest’area saranno finanziati progetti che portano soluzioni innovative in grado di proteggere da queste minacce e di suggerire politiche con solide basi scientifiche per contrastare queste forme di inquinamento.

Area 9: rafforzare le nostre conoscenze a supporto del Green Deal europeo

Saranno finanziati progetti che offriranno servizi per le Infrastrutture europee di Ricerca; lo sviluppo di prodotti utili per tutti coloro i quali sono impegnati alla lotta contro i cambiamenti climatici; strumenti tecnologicamente avanzati per il monitoraggio delle condizioni degli oceani.

Area 10: mettere i cittadini nelle condizioni di contribuire alla transizione verso un’Europa climaticamente neutra e sostenibile

Favorire i cambiamenti comportamentali, sociali e culturali positivi per l’ambiente; favorire educazione e partecipazione attiva dei cittadini alla vita scientifica e all’osservazione degli effetti di inquinamento e cambiamento climatico, tramite anche attività di carattere civico.

Consigli utili per presentare un buon progetto, come fare?

Il bando ha una natura interdisciplinare, aspetto interessante, sicuramente stimolante ma allo stesso tempo implica capacità di immediata comprensione della lettura dei contenuti.

Pertanto, la prima regola, non dare nulla per scontato: quindi leggere attentamente il bando, per comprendere affondo gli obiettivi, le azioni che il bando vuole che siano sviluppate e le caratteristiche dei possibili candidati, che nel caso specifico, possono essere le università, le imprese, i centri di ricerca, le fondazioni che si occupano di ricerca e il mondo del terzo settore che collabora con centri ed enti di ricerca.

Valore aggiunto, che mostra la complessità del bando è la necessità di presentare dei progetti che propongano delle azioni che siano in connessione con le iniziative europee e i progetti pre-esistenti che hanno un focus nella ricerca innovativa applicata.

Condividi: