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L’inquinamento dell’aria ci costa caro

Foto di Александр Македонский da Pexels

1.400 euro per ogni cittadino europeo: è quanto ha calcolato uno studio di Ce Delft cui ha contribuito Legambiente. Ma il costo personale è anche in malattie che toccano da vicino tutti noi. La denuncia di Cittadini per l’Aria

Ci sono altissimi costi sociali dietro all’inquinamento dell’aria. Lo evidenzia lo studio Costi sanitari dell’inquinamento atmosferico nelle città europee, connesso con sistema dei trasporti, elaborato dalla società di consulenza Ce Delft, che parla di una media di 1.400 euro per ogni cittadino europeo.

Sono soldi spesi in ricoveri ospedalieri, perdita di benessere, impatti indiretti sulla salute e, quindi, riduzione dell’aspettativa di vita. Sono questi i fattori che fanno la somma del costo sociale.

Roma, Milano e Torino sono tra le prime 25 città europee per costi sociali in assoluto, mentre ben 5 città italiane sono nella top ten per costi pro capite, di cui due lombarde (Milano seconda dopo Bucarest, seguita dal terzo posto di Padova, al sesto Venezia, al settimo Brescia e al nono posto Torino).

Maggiore è il numero di automobili in strada e più aumenta il tempo trascorso nel traffico più si alzano i costi sociali dell’inquinamento dell’aria.

Nello studio si fanno due calcoli: “un aumento dell’1% del tempo medio di percorrenza per recarsi al lavoro aumenta i costi sociali delle emissioni di PM10 dello 0,29% e quelli delle emissioni di NO2 dello 0,54%. Un incremento dell’1% del numero di autovetture in una città aumenta i costi sociali complessivi di quasi lo 0,5%“.

Ma questi costi  potrebbero essere ancora più alti se – citando lo studio – si includessero adeguatamente i costi correlati alla pandemia Covid-19. Le comorbilità – termine che indica la coesistenza di più patologie diverse in uno stesso individuo – sono un elemento preponderante nella mortalità di pazienti affetti da Covid-19 e fra le più importanti vi sono quelle associate all’inquinamento atmosferico.

Da diversi documenti di ricerca si evidenzia che la scarsa qualità dell’aria tende ad aumentare la mortalità di pazienti affetti da Covid-19. Pertanto, i costi sociali di una scarsa qualità dell’aria potrebbero essere maggiori rispetto a quanto stimato in questa ricerca.

I cittadini se ne stanno rendendo conto? In campo ora scende – con uno spot – anche l’attore comico Giovanni Storti, sempre più attivista ambientale tanto da aver importato a Milano (nella sede di GreenMedia Lab cui è diventato socio) Fabbrica dell’Aria un’installazione basata sulle capacità delle piante di assorbire e degradare gli inquinanti atmosferici, operando una vera e propria filtrazione botanica dell’aria.

Lo spot è stato girato per sostenere l’associazione Cittadini per l’Aria.

https://www.facebook.com/cittadiniperlaria/videos/1615860758554417

La correlazione tra inquinamento e Covid-19 – denuncia e non per la prima volta, l’associazione – ha un fondamento serio nell’ipotesi che l’aria inquinata, danneggiando il nostro sistema immunitario e causando una riduzione delle difese a causa del deterioramento dell’epitelio che protegge le vie respiratorie, ci renda più vulnerabili all’aggressione del virus.

Respirare aria inquinata aumenta il rischio cardiovascolare (infarto, ictus), l’incidenza di tumori ai polmoni, asma, bronchiti croniche e allergie.

Uno recentissimo studio mostra la correlazione – nei soggetti con più di 65 anni – fra l’esposizione al PM2.5 e l’insorgenza di patologie neurologiche, quali Alzheimer e Parkinson, pari al 13% di rischio aggiuntivo ogni 5 μg/m³ di PM2.5, un inquinante il cui limite è cronicamente violato in Lombardia.

I bambini, che passano più tempo all’esterno, sono i più a rischio dato che il loro sistema immunitario e metabolico e i loro organi sono in via di formazione. Per loro si parla di maggiore ricorrenza di leucemie, parti prematuri e basso peso alla nascita, diminuzione dello sviluppo e della funzionalità polmonare, così come dello sviluppo cognitivo.

Sta infine crescendo l’attenzione sul collegamento fra l’esposizione all’inquinamento atmosferico e i tumori al cervello. Una ricerca condotta in Canada e riportata sul sito di Cittadini per l’Aria ha evidenziato una correlazione fra concentrazioni di particolato ultrafine e tumore al cervello della popolazione.

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