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Torna l’ora solare: tra sabato e domenica lancette indietro

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ora legale 2019 - ora solare

Torna il momento di spostare le lancette dell’orologio indietro di un’ora: nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, infatti, si torna all’ora solare.

Sette mesi all’insegna di un orario artificiale – che in alcuni casi crea problemi fisici e disturbi del sonno (ed è per questo che l’Unione Europea, il 26 marzo scorso, si è espressa per lasciare alle singole nazioni la decisione se, dal 2021, adottare o meno questa misura ma per tutto il corso dell’anno – ndr) – che porta a un minor consumo di energia elettrica.

Il prossimo anno sarà facoltà delle singole nazioni europee decidere di adottare o meno l’ora legale. I consumi di energia elettrica in Italia ne hanno beneficiato.

I risparmi economici dell’ora legale

Nei 7 mesi di ora legale terminati in questo fine settimana l’Italia ha risparmiato complessivamente 400 milioni di kilowattora di elettricità, pari al consumo medio annuo di circa 150mila famiglie, con un beneficio economico per il sistema di 66 milioni di euro.

Impatti positivi anche in termini di sostenibilità ambientale, con 205mila tonnellate in meno di CO2 immesse in atmosfera.

Il risparmio economico è calcolato considerando il fatto che quest’anno, nel periodo di ora legale, il costo del kilowattora medio per il cliente domestico tipo in tutela (secondo i dati dell’Arera) è stato di circa 16,5 centesimi di euro al lordo delle imposte.

Dal 2004 al 2020, secondo l’analisi di Terna, il minor consumo di elettricità per il Paese dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 10 miliardi di kilowattora e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di 1 miliardo e 720 milioni di euro.

Nei mesi di aprile e ottobre si è registrato, come di consueto, il maggior risparmio di energia elettrica (sebbene in aprile questo sia stato inferiore rispetto ai valori medi degli scorsi anni per effetto della contrazione dei consumi legati all’emergenza covid-19).

Ciò è dovuto al fatto che questi due mesi hanno giornate più corte in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell’intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un’ora, quindi, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento.

Nei mesi estivi come luglio e agosto, invece, poiché le giornate sono già più lunghe, l’effetto ritardo nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità.

Cosa succederebbe in Italia senza ora legale?

Dunque, a partire dal 2021, le singole nazioni potrebbero decidere di non adottare più il passaggio all’ora legale; ma quali sarebbero gli effetti di tale scelta sul sistema elettrico italiano? Terna ha effettuato un’accurata analisi in termini di sicurezza e adeguatezza.

Il gestore di rete ha preso in esame sia lo scenario attuale sia lo scenario previsionale, simulando l’effetto dei diversi regimi orari (ovvero ora legale tutto l’anno o ora solare tutto l’anno) che il nostro Paese dovrà scegliere di adottare dal 2021.

Dallo studio emerge che lo scenario ora legale tutto l’anno garantisce il massimo beneficio in termini di risparmi energetici: ai circa 500 milioni di kilowattora che già si risparmiano mediamente con il sistema di ora legale attualmente in atto (ossia per i mesi da aprile a ottobre) si aggiungerebbero, infatti, altri 300 milioni di kilowattora se si estendesse il regime di ora legale anche ai periodi invernali (ossia per i mesi da novembre a marzo), per un beneficio elettrico complessivo annuo di circa 800 milioni di kilowattora, corrispondenti a 400mila tonnellate di Co2 in meno in atmosfera. Il risparmio economico annuo complessivo ammonterebbe invece a 160 milioni di euro.

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