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Italia al secondo posto in Europa per occupati nell’economia circolare

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L’Italia si posiziona al 20esimo posto nell’indice globale di sostenibilità ed è seconda in Europa per numero di occupati nell’economia circolare, settore che vale oggi circa 27-29 miliardi di euro del Pil italiano. Ma a preoccupare è il trend delle occupazioni

Nel nostro Paese la transizione ecologica è già iniziata da tempo: lo dimostrano i dati che ci posizionano al 20esimo posto nell’indice globale di sostenibilità e il numero di occupati nell’economia circolare, che ci mettono al secondo posto in Europa subito dietro alla Germania (per numeri assoluti).

Il nostro Paese, scala le classifiche e sviluppa progetti innovativi, aumentando il proprio indice di circolarità, che viene calcolato in base al grado di uso efficiente delle risorse nella produzione, nel consumo, nella gestione dei rifiuti, nel mercato delle materie prime seconde, negli investimenti e nell’occupazione.

E proprio a quest’ultima voce sta un indicatore positivo. Secondo il Rapporto sull’economia circolare 2020, gli occupati europei nei settori dell’economia circolare presi in considerazione sono oltre 3,9 milioni (1,71% dell’occupazione totale).

Se in numeri assoluti la Germania è in prima posizione con 659.000 lavoratori green, l’Italia la segue a ruota con 517mila occupati e un tasso di occupazione del 2,06%, superiore alla media europea (1,7%) e anche a quello dei tedeschi, pari all’1,49%.

Ci sono però dubbi e preoccupazioni che riguardano il trend occupazionale nel nostro Paese perché il rapporto, pur evidenziando la nostra buona salute attuale, mostra come l’Italia negli ultimi anni stia attraversando una fase di stallo, mentre gli altri partner europei crescono più velocemente.

Infatti, nel periodo 2008-2017, l’Italia perde terreno passando da un numero di occupati di 549.857 nel 2008 agli attuali 517.000 con una decrescita dell’1% e registrando un calo in termini di percentuale sull’occupazione totale di 0,11 punti percentuali.

Una flessione minima ma che contrasta con quanto avviene negli altri Paesi europei che nello stesso periodo registrano una crescita media del 5% – Spagna (+22% rispetto al 2010), Germania (+14%) e Polonia (+13%).

Causa della crisi economica che in Italia – per burocrazia, lentezze amministrative e mancanza di investimenti – si fa più sentire anche se le potenzialità di crescita e di sviluppo di un’economia green e sostenibile ci sono tutte.

Il nostro Paese infatti, come evidenziano i tanti progetti di cui parliamo ogni venerdì nella rubrica Pink&Green, è molto avanzata sulla produzione di energia e risorse, nell’esportazione di materie prime riciclabili e nella gestione dei rifiuti.

Se il problema è legato alla mancanza di investimenti, una buona notizia arriva dall’inaugurazione di una nuova sede di lavoro a Grassobbio da parte di Sorgenia per ospitare il personale della sua divisione specializzato in soluzioni per l’efficienza energetica ad alto contenuto tecnologico, Sorgenia Green Solutions.

In questa località inoltre, come già avvenuto nel Comune di Turano Lodigiano, Sorgenia realizzerà una comunità energetica rinnovabile capace di condividere l’energia verde prodotta da cittadini e amministrazioni comunali senza gravare sulla rete nazionale, rendendo possibile la produzione diffusa attraverso un modello sostenibile.

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