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Servono investimenti – adesso – per fare ripartire l’economia

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crisi economica - economia civile

Il momento è delicato: dopo una leggera ripresa, dovuta a un ritorno alla nuova e delicata normalità dei mesi estivi, la crisi sanitaria torna a stringere in un abbraccio mortale l’economia; per il presidente delle cooperative di Produzione e Servizi Zini, bisogna uscire dalla logica dei bonus e rilanciare rapidamente il mercato interno, partendo da scuola e sanità

Il ritorno, poderoso, dei contagi causati dal Covid-19 torna a mettere sotto pressione l’economia del nostro Continente.

Il nostro Paese, che negli ultimi mesi, faticosamente, cercava di recuperare il terreno perduto, rischia oggi di essere messo definitivamente in ginocchio dal peggioramento delle condizioni sanitarie.

Nel settore cooperativo, per esempio, l’emergenza sanitaria ha interrotto il ciclo positivo registrato nel biennio 2018-2019.

Le 2.400 cooperative associate a Legacoop Produzione e Servizi, che danno lavoro a 154.000 persone (+2% nel 2019) di cui circa l’80% soci lavoratori, nel 2019 hanno sviluppato un valore della produzione di 16,53 miliardi di euro (+2,5% ).

Oggi, secondo i dati di una analisi condotta su un campione di 155 cooperative, rappresentativo del 50% del fatturato complessivo delle associate e di oltre il 60% dell’occupazione, “la situazione delle imprese è estremamente delicata e occorre con urgenza mettere a terra gli investimenti annunciati dal governo“.

A ottobre 2020, la perdita di fatturato delle cooperative associate a Legacoop Produzione e Servizi è stata in media del 17%, con punte superiori al 30% nel trasporto persone (-36,6%) e nella ristorazione (-33,7%) e effetti più contenuti nell’area pulizie, igiene e facility management che ha registrato un calo del 4,3% nei primi dieci mesi dell’anno. L’82% delle cooperative ha fatto ricorso ad ammortizzatori sociali.

Adesso, secondo il presidente di Legacoop, Carlo Zini, è necessario “passare dalle parole ai fatti, far ripartire il mercato interno, dare fiato alle imprese e sostenere il lavoro“.

La via per rimettere in moto l’economia la indica con un’uscita dalla logica dei bonus, adatti alla fase più acuta della pandemia, stimolando invece una forte ripresa degli investimenti interni e delle strategie della cooperazione.

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