Home Agricoltura 4.0 Vi sveliamo la ricetta della birra fatta con il pane

Vi sveliamo la ricetta della birra fatta con il pane

pubblicato il:
biova birra fatta con il pane

Trasformare le tonnellate di pane non venduto in un nuovo prodotto di valore come la birra: è questa l’idea alla base della startup italiana Biova Project, impegnata a contrastare lo spreco alimentare e aiutare l’ambiente

La tendenza finalmente è positiva: gli italiani sono sensibili al problema e vogliono sprecare meno cibo. Lo dimostrano gli ultimi rapporti dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market, nelle analisi presentate quest’anno a febbraio e a maggio e relative al comportamento degli italiani nei confronti del consumo di cibo, rispettivamente nell’anno passato e durante il lockdown.

A dispetto delle buone intenzioni, le cifre dello spreco alimentare nel nostro Paese parlano di un problema ancora lontano dall’essere risolto e che coinvolge la filiera alimentare in ogni livello del suo procedere verticale: la perdita di cibo comincia già a partire dai campi, coinvolge poi l’industria e ancora la fase di distribuzione, fino a raggiungere le case dei consumatori, che in questo caso poi consumatori non sono.

E così finiscono per essere buttate tonnellate di alimenti, a cominciare da frutta e verdura fresche, pane e formaggi.

C’è però chi va controcorrente e in questo contesto di assoluta insostenibilità vede invece l’occasione per stabilire un business che possa cambiare le cose.

È il caso di Biova Project, startup innovativa che si occupa di combattere lo spreco alimentare raccogliendo le eccedenze e donando loro nuovo valore.

Il primo prodotto che abbiamo lanciato è una birra ottenuta da pane recuperato – ci racconta Franco Di Pietro, uno dei volti di questa realtà innovativa, nonché ceo della startup – La nostra azienda è incentrata su un sistema di recupero alimentare che va a intercettare lo spreco nel momento in cui da vendibile diventa effettivamente spreco. Il pane, raccolto da supermercati, hotel, ristoranti e panetterie del territorio, viene salvato e utilizzato come materia prima per creare un prodotto nuovo da reinserire nel mercato: la birra.

Ecco la ricetta della birra fatta con il pane

A confermare la solidità del sistema ci pensano i dati di questa trasformazione: a oggi, Biova Project è in grado produrre 2.500 litri di birra a partire da 150 chili di pane recuperato, determinando un risparmio del 30% di malto d’orzo.

Con tutto quello che il risparmio di queste materie prime può significare per l’ambiente, dal momento che la riduzione netta di materie prime si riflette in un risparmio collaterale di acqua ed energia connesse alla loro creazione e, come naturale conseguenza, delle emissioni di anidride carbonica liberate in atmosfera.

Questo permette al processo di mantenere un saldo negativo di CO2 nel corso dell’intera produzione.

La birra, che viene prodotta nei birrifici partner più vicini, finisce poi nella rete della grande distribuzione organizzata: i prodotti Biova sono presenti sugli scaffali di oltre 500 punti vendita delle regioni del Nord-ovest, ma possono contare anche su una solida presenza online su portali di vendita sia di tipo generalista sia dedicati ai prodotti di economia circolare.

Il forte carattere territoriale dell’iniziativa infatti, fondamentale in un’ottica di sostenibilità ambientale, ha fatto sì che la filiera si sviluppasse su una dimensione corta locale, che limita per ora la produzione alla sola parte nord-occidentale del Paese, Piemonte in primis.

I margini per far crescere Biova Project però non mancano, anche perché, come ci sottolinea Franco Di Pietro, la birra ottenuta da pane recuperato è solo il primo prodotto della loro azienda, ma l’idea potrebbe essere di lavorare un giorno anche su nuovi prodotti a partire da altri scarti.

L’obiettivo per il futuro, nelle parole del ceo, è quello di rendere ora questa startup innovativa “un’azienda di riferimento nel food innovation e una realtà riconosciuta e stabile nell’ambito della lotta allo spreco alimentare.

Nel frattempo, il progetto rimane un ottimo esempio di sistema di Impresa Sostenibile che guarda ai problemi del territorio e cerca di porvi rimedio intervenendo con modelli di economia circolare.

(articolo redatto da Loris Savino)

Condividi: