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World Vegan Day per promuovere scelte alternative

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Un’occasione di riflessione che quest’anno assume ancora più importanza. Lo sfruttamento degli animali e il loro consumo mette in pericolo la salute umana e del Pianeta. In aumento vegani e vegetariani in Italia

Il primo novembre si festeggia in tutto il mondo il World Vegan Day. Questa data è stata scelta perché la prima società vegana fu fondata a Londra il 1° novembre del 1944.

I vegani adottano uno stile di vita che esclude l’acquisto e il consumo di prodotti, alimentari, di abbigliamento, cosmetici o altro che derivino dalla sofferenza e dallo sfruttamento animale, a differenza dei vegetariani che, pur evitando di consumare carne e pesce, includono nella loro dieta derivati del latte, miele e uova.

Quest’anno la ricorrenza ha una valenza ancora più importante in quanto la pandemia che sta affliggendo quasi tutto il Pianeta è scoppiata nei wet market in Cina, dove si commerciano animali selvatici vivi, uccisi sul posto per scopo alimentare.

Dai primi mesi del 2020 nei Paesi occidentali si è registrata un’impennata delle vendite di prodotti vegetali sostituti della carne come burger, cotolette, bistecche, affettati.

A conferma di questo trend alcune aziende stanno investendo in questa direzione, come la società Beyond Meat che si è quotata in borsa nel 2019 e che quest’anno ha ottenuto risultati notevoli.

Mai più pandemie

L’associazione Lav, Lega Antivivisezione, sta portando avanti la campagna #NonComePrima per mantenere alta l’attenzione sui pericolo derivanti dallo sfruttamento degli animali ormai considerati alla stregua di semplici prodotti, allevati e uccisi in condizioni atroci.

Da queste pratiche possono derivare zoonosi molto gravi come il Coronavirus. Un mondo senza più pandemie e più giusto è possibile, dichiara la Lav, nel rispetto e nella sicurezza di tutti: individui umani e non-umani. La scelta vegana nasce per lo più come scelta etica.

Ogni anno solo in Italia vengono uccisi per il consumo alimentare circa 700 milioni di animali terrestri e miliardi di animali acquatici. Essere vegani però ha ripercussioni positive anche sull’ambiente.

Basta pensare che gli allevamenti intensivi e il ciclo della produzione della carne sono la causa del 18% delle emissioni di gas serra e dell’utilizzo di risorse in esaurimento, come l’acqua: per ottenere un chilo di carne ne occorrono in media 15.000 litri.

World Vegan Day, diffusione dei consumi veg in Italia

Everli, il principale marketplace europeo per la spesa online, ha diffuso i risultati di un recente studio sul trend veg in Italia.

Nel 2020 l’aumento di prodotti vegetariani e vegani è aumentato del 14%. Raggiungono quasi il 9% gli italiani che per diversi motivi hanno escluso dalla loro dieta carne e pesce in aumento del 25% rispetto all’anno precedente.

Analizzando nel dettaglio la distribuzione di vegetariani e vegani nella nostra penisola si scopre che la più alta concentrazione di carrelli verdi si trova al nord, in Lombardia e in Emilia Romagna e per quanto riguarda le città più vegane la classifica vede sul podio Bologna, seguita da Milano, Pavia, Bergamo, Modena e Parma.

I vegetariani invece si concentrano soprattutto in Toscana. Un risultato sorprendente per alcune aree dove la tradizione gastronomica prevede ampio consumo di carne, come per esempio Toscana ed Emilia.

Everli ha anche analizzato quali sono i prodotti più venduti stilando una classifica che vede fra i prodotti vegani al primo posto il tofu, ingrediente versatile alla base di molte ricette, seguito da hummus, burger e mini burger vegetali, polpettine, cotolette, nugget, pizza margherita vegana, insalata e cereali, wurstel vegano e il tempeh.

Nel carrello dei vegetariani al primo posto si trovano i burger e mini burger vegetali, cotolette, falafel, straccetti vegetariani di soia, lasagne vegetariane, wurstel, polpette panna vegetale, olio di cocco e crocchette.

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