Home Imprese Sostenibili L’importanza dei dati per supportare le decisioni critiche: l’iniziativa DatiBeneComune

L’importanza dei dati per supportare le decisioni critiche: l’iniziativa DatiBeneComune

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Milioni di dati vengono raccolti ogni giorno nel settore della sanità: Big Data o Smart Data? Soprattutto Transparent Data. Come chiede la petizione di #DatiBeneComune promossa per sollecitare il Governo a rendere tutti i dati relativi al Covid-19 open e in formato “machine readable”

Quanto sono importanti i dati per prendere decisioni in momenti difficili? La domanda è retorica e la risposta è banale: avere accesso a dati confrontabili, consolidati e corretti è fondamentale. Soprattutto quando milioni di cittadini subiscono gli effetti delle decisioni prese sulla base di queste informazioni.

Se non c’è trasparenza sui dati utilizzati – o se i razionali delle decisioni basate su questi dati non vengono spiegati e illustrati in modo chiaro – è il caos e la diffidenza dei cittadini non potrà che crescere.

Non è certamente facile, vista la mole di informazioni digitali generata ogni giorno: pensiamo solo al numero cartelle cliniche elettroniche, alle analisi di laboratorio, ai dati generati da dispositivi medici, ma anche agli studi scientifici che vengono pubblicati mensilmente.

Gia 8 anni fa, nel 2012, il Ponemon Institute – istituto indipendente di ricerca del Michigan –  stimava che il 30% dei dati mondiali fossero prodotti in campo sanitario; immaginiamoci oggi quanto possa essere cresciuta questa percentuale, con i tracciamenti sanitari dovuti alla pandemia.

La petizione DatiBeneComune

La petizione – che vi sollecitiamo a firmare online –  #DatiBeneComune sollecita risposte a riguardo dei dati relativi alla pandemia, necessari e fondamentali per prendere decisioni incisive ed efficaci, affinché siano pubblici, disaggregati, continuamente aggiornati, ben documentati e facilmente accessibili a ricercatori, decisori, media e cittadini.

I promotori affermano che “il nuovo sistema di classificazione del territorio nazionale in tre aree di rischio rappresenta, in questo senso, un’opportunità, perché comporta un sofisticato sistema di monitoraggio nazionale e quindi genererà, si presume, molti dati di qualità“.

Per questo motivo il promotori di #DatiBbeneComune chiedono al Governo di:

  1. rendere disponibili, aperti, interoperabili (machine readable) e disaggregati tutti i dati comunicati dalle Regioni al Governo dall’inizio dell’epidemia per monitorare e classificare il rischio epidemico (compresi tutti gli indicatori di processo sulla capacità di monitoraggio, di accertamento e quelli di risultato)
  2. fare lo stesso per tutti i dati che alimentano i bollettini con dettaglio regionale, provinciale e comunale, della cosiddetta Sorveglianza integrata Covid-19 dell’Istituto Superiore di Sanità e i dati relativi ai contagi all’interno dei sistemi, in particolar modo scolastici. Tutti i dati devono riportare la data di trasmissione e aggiornamento
  3. rendere pubbliche le evidenze scientifiche, le formule e gli algoritmi, che mettono in correlazione la valutazione del rischio, le misure restrittive e l’impatto epidemiologico a esso correlato
  4. recepire nella gestione, pubblicazione e descrizione dei dati tutte le raccomandazioni della task force Gruppo di lavoro 2 – Data collection and Infrastructure, presenti nel documento Analisi dei flussi e mappatura delle banche dati di interesse per la task force dati per l’emergenza Covid-19
  5. nominare un/a referente Covid-19 su dati e trasparenza e un/a referente per ogni regione, a cui la società civile possa fare riferimento
  6. istituire un centro nazionale, in rete con omologhi centri regionali, dedicato ai dati Covid, che non solo imponga standard e formati, ma che coordini e integri nuovi sistemi di raccolta e individui le criticità in quelli esistenti

In questo momento una corretta comunicazione, basata sull’evidenza dei dati, è quanto mai importante per comprendere le scelte istituzionali che hanno profonde conseguenze sulla vita delle persone” concludono i promotori dell’iniziativa.

Firmate la petizione #DatiBeneComune online!

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