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Vini dolci per accompagnare le feste di Natale

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vini dolci per le feste di natale
Foto di cottonbro da Pexels

Vini dolci per le feste di Natale: la dolcezza è qualcosa di ancestrale, probabilmente il primo ricordo e la prima sensazione della nostra esistenza: dal latte materno in poi è qualcosa che ricerchiamo e troviamo di continuo

Un dolcetto per premiarci, uno per consolarci: la dieta, si sa, viene sempre dopo le feste. E così, in vista del Natale, oltre a panettoni, a pandori e a tutti i dolci della tradizione, anche un calice di vino può fare la differenza.

Se la dolcezza si sprigiona dal nettare, la sensazione è amplificata: colori e profumi, dall’ambra dorata al rubino granato, in un mix potente e seducente: aromi intensi e complessi di miele, spezie, confetture, frutta candita e balsamicità.

Dolce con dolce, così dicono i sacri testi, e la liturgia della degustazione può solo confermare: pranzi o cene ricchi di portate sospese tra l’eleganza delle feste e quel vezzo tutto italiano che vuole il palato non soddisfatto se non accarezzato da un dolce.

Preziosi nettari valorizzati dalla componente zuccherina, i vini dolci e i vini passiti rappresentano un patrimonio da scoprire, con una molteplicità di proposte sia italiane sia estere.

I vini dolci per le feste di Natale

Perfettamente dolci senza mai essere stucchevoli, con un retrogusto talvolta sapida, che ricorda le erbe aromatiche piuttosto che la cera d’api, la frutta candita o il torrone: un connubio imprescindibile con i dolci di Natale, da ricercare anche con incursioni tra le diverse regioni del nostro Paese.

In primis il Moscato d’Asti, il moscato più famoso d’Italia, dolce ma mai stucchevole, con sensazioni fresche e dissetanti che ricordano la salvia, il glicine e il tiglio.

In Friuli il Picolit, dall’omonimo vitigno, con profumi di albicocca, miele, frutta candita, pesca sciroppata. Il Ramandolo passito, ottenuto da uve di verduzzo friulano, raccolte tardivamente e sottoposte a un leggero appassimento in pianta, ha un gusto pieno, morbido, di grande equilibrio e persistenza.

Il Moscato di Scanzo è invece un vino passito a bacca rossa: le uve sono lasciate appassire per ottenere un vino dolce e fresco, dal colore rubino con riflessi granati e con un’elevata speziatura, dove avvertiamo sentori di uva passa, frutti rossi e neri a piena maturazione.

Gusto pieno, morbido, concentrato e persistente, dotato di un’acidità croccante che lo rende gradevolmente vellutato in abbinamento.

Infine il Vino Santo, trentino dal vitigno nosiola, e il Vinsanto toscano o umbro, prodotto prevalentemente da uve trebbiano e malvasia, perfetto con i famosi cantucci o i ricciarelli senesi.

Viaggiando nell’Europa dolce incontriamo lo Sherry con le sue uve (palomino, pedro ximenez, moscatel de Chipiona): una dolcezza inconfondibile, talvolta resa unica per la presenza di profumi di pomodori secchi, capperi, olive in salamoia, liquirizia. In bocca è un vino setoso, morbido e avvolgente.

E ancora il Malaga, il Madera o il Porto: tutti prodotti con addizione di acquavite a un mosto solo parzialmente fermentato. Nel Sud-Ovest della Francia i vitigni diventano principalmente semillon, sauvignon e muscadelle per vini piuttosto pieni, carnosi, grassi, con aromi intensi di frutta gialla, straordinari anche con formaggi e fois gràs.

Nel Bordeaux, il fiume Ciron regala condizioni climatiche rare e consente la produzione di vini Sauternes e Barsac sorprendenti. Non può mancare un’incursione tra gli Eiswein di Germania, Austria, Canada e Svizzera: un’uva ghiacciata prevalentemente da riesling, gewürztraminer o vidal, vendemmiati a gennaio e pigiati a -7°C, dall’ottima acidità e un titolo alcolometrico contenuto (inferiore al 12%).

In Alsazia al riesling si affiancano vitigni altrettanto interessanti come il sylvaner, il muscat d’Alsace, il klevener di Heiligenstein e lo chasselas.

In ultimo il Tokaji, forse il vino dolce più interessante al mondo: un universo fatto di cantine che sembrano grotte, caverne scavate nella roccia di origine lavica da cui la muffa si lascia cadere dalle pareti e fa da cornice a botti di rovere: il Tokaji Aszú è il vino più noto e ricco di sensazioni olfattive, che nasce da acini asciugati, avvizziti perché attaccati dalla botrytis, la muffa nobile, selezionati manualmente.

Il Tokaji Aszú Essencia (Essenza di Aszú di Tokaji) è un vino raro prodotto con il mosto denso che fuoriesce per effetto del peso degli acini, messo successivamente a fermentare in apposite anfore di vetro per alcuni anni prima di venire imbottigliato e commercializzato.

In un modo di dolcezze sono molto interessanti non solo gli abbinamenti a tavola, ma anche le partnership che si realizzano tra mondo del vino e realtà dolciarie, attraverso percorsi e collaborazioni che vedono protagonisti pasticceri e maitre chocolatier.

È il caso di Ceretto per esempio, che nelle Langhe firma vini rinomati in tutto il mondo, e ha diversificato la propria produzione dando vita a Relanghe, azienda piemontese dedicata alla produzione dolciaria tradizionale e artigianale: al centro una materia prima d’eccezione, la Nocciola Piemonte I.G.P., declinata in cioccolato, gianduja, torroni, tartufi, dragées e dolci di Natale.

Interessante anche il contagio enologico dei cioccolati della Baratti & Milano: tavolette impreziosite da grandi vini piemontesi, come il Barolo o il Barbaresco, o dallo Champagne, con un tocco decisamente charmant.

E ancora Guido Gobino, cioccolateria artigianale torinese dal 1964, che firma un’elegante pralina allo storico Vermouth Giulio Cocchi: vino aromatizzato e cioccolato, abbinamento in cui le spezie del Vermouth si fondono in gemme con una percentuale media di cacao, per una sensazione finale al palato molto piacevole.

E, infine, i connubi con il panettone di Natale: da Borsari di Verona (panettone al Recioto) alla Dolciaria Giampaoli nelle Marche (panettone alla Vernaccia di Serrapetrona) il tradizionale dolce di Natale sembra non poter fare a meno del vino, anche nel suo stesso impasto.

Dove c’è festa, c’è dolce, per buoni e meno buoni.

Sara Missaglia Sara Missaglia: giornalista, sommelier, degustatore e relatore per l’Associazione Italiana Sommelier, racconta di vino e enogastronomia per alcune riviste e testate di settore. Esperta di comunicazione è Degustatore della Regione Lombardia | Instagram | Facebook | Twitter | Linkedin
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