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Lucart, dalla carta all’ecoplastica

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lucart e tetrapak - pink&green

La rubrica Pink&Green dedicata alle protagoniste dell’economia circolare si arricchisce della testimonianza di due importanti aziende, Lucart e Tetra Pak: abbiamo intervistato Giulia Pasquini, corporate brand manager di Lucart e Francesca Priora, direttore del global collection programme in Tetra Pak

Anche grazie a nuovo packaging in carta riciclata, Lucart, cartiera storica italiana fondata dalla famiglia Pasquini, ha potuto redarre un Rapporto di Sostenibilità 2019 con i fiocchi.

Sfogliando il report, messo a punto secondo le linee guida internazionali del Global Reporting Initiative (Gri Standard), è chiaro come l’economia circolare sia una chiara strategia aziendale e non solo perché Lucart è parte della Ellen MacArhur Foundation, l’organizzazione internazionale che guida la transizione verso la circular economy.

Ma non da oggi: l’azienda nasce nel 1953, grazie alla famiglia Pasquini che la controlla tuttora, con un’attività di produzione di carta dagli scarti di paglia.

Da allora le tecnologie di produzione sono mutate, ma i dati espressi nel report di Sostenibilità lo evidenziano: nel 2019 l’incremento nell’utilizzo di carta da riciclo è arrivato al 55% del totale del mix di produzione (+ 2% rispetto al 2018).

Ma non solo, Lucart ha imparato a gestire al meglio un altro prodotto a fine vita: il Tetra Pak e ne sta facendo il Fiberpack da una parte (che da vita a fazzolettini, rotoli di carta da cucina e carta igienica) e dall’altra un materiale brevettato chiamato Alpe.

Si tratta di una plastica che nasce da riciclo con la quale Lucart ha iniziato a fare di tutto: pallet, pali per ormeggi, panchine e anche i dispenser che supportano l’erogazione di asciugamani e carta igienica.

Tutto parte dalla stretta collaborazione tra Lucart e Tetra Pak. Pink&Green ha dato la parola a Giulia Pasquini, corporate brand manager di Lucart e a Francesca Priora, direttore del global collection programme in Tetra Pak.

Ecco cosa ci hanno raccontato.

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