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Minibond green, le imprese italiane potrebbero emettere oltre 7 miliardi di euro di debito

minibond green per le imprese italiane

Negli ultimi anni il numero e il valore delle emissioni di bond e minibond green e social sono andati aumentando esponenzialmente, l’interesse è forte come ha testimoniato la risposta all’emissione di social bond da parte della Bce solo qualche settimana fa

Sono stati presentati al Private Debt Investors Forum, svoltosi a metà novembre, i dati di una ricerca svolta da Cerved Rating Agency. Nella ricerca si parla del potenziale di mercato dell’emissione di nuovi minibond da parte delle imprese italiane.

La Cerved Rating Agency, agenzia operante nel settore Credit Rating e Rating Esg con oltre 30.000 rating assegnati alle imprese italiane ogni anno, ha quindi concentrato le sue analisi in particolare su un mercato che a parere di molti potrebbe e dovrebbe già essere importante.

Un pool di potenziali emittenti, tra quelli sottoposti a intervista, ha dichiarato per il 97% di essere interessato allo strumento, per il finanziamento di progetti in tema di circular economy e di efficientamento energetico.

Fabrizio Negri, amministratore delegato di Cerved Rating Agency, ha commentato la ricerca presentata dall’agenzia: nella sua riflessione afferma che le aspettative sulla nascita di strumenti di debito come quelli dei minibond green/sustainable sono legate ai recenti indirizzi politico-economico delineati dal Green New Deal europeo e da Next Generation Eu.

L’agenzia diretta da Negri stima che il potenziale di mercato per i minibond green sia di 7,2 miliardi di euro.

Sono dati fondamentali e che in un certo senso devono rassicurare il lettore se confrontati con i dati raccolti a riguardo degli stessi strumenti tradizionali, che ci fanno comprendere che il meccanismo si è azionato; la domanda da porsi è se sia avvenuto in tempo utile?

Ma soprattutto se questi numeri siano sufficienti? Gli investitori dimostrano un grande interesse per questo nuovo tipo di strumenti finanziari, ma bisogna chiedersi se dalla parte degli emittenti ci sia la volontà di emettere un numero sufficiente di bond.

risultati minibond green delle imprese italiane

Domanda che sorge spontanea, appunto, dopo la risposta agli eurobond Esg emessi il 20 ottobre: le prime due tranche di titoli, una con scadenza decennale e l’altra ventennale, sono letteralmente andate a ruba: le richieste degli investitori (banche, fondi di investimento e compagnie di assicurazione) hanno raggiunto i 233 miliardi, per una offerta di 15 miliardi, poi elevata a 17.

I risultati dell’analisi di Cerved Rating Agency sono stati illustrati durante la prima edizione del Private Debt Investors Forum, evento online organizzato proprio dall’agenzia e dedicato al mercato del Private Debt a cui hanno preso parte rappresentanti di Anthilia Capital Partners Sgr, Borsa Italiana, Cassa Depositi e Prestiti, Consob, Frigiolini & Partners Merchant, Mediobanca, Sace e Unicredit.

Al centro del dibattito, le potenzialità ancora inespresse del segmento dei minibond/basket bond, la reale opportunità offerta dai recenti programmi governativi, la concreta consistenza delle aspettative generate dalla finanza sostenibile.

I minibond green sono ciò che più ci interessa di quanto è stato detto durante il forum: sono 1.151 emittenti ideali segnalate dall’agenzia, le quali si concentrerebbero tra Nord Ovest e Nord Est.

L’analisi è stata condotta applicando una serie di criteri di selezione tra i quali la struttura finanziaria, i tassi di crescita del fatturato, il rating, così da prefigurare un rimborso puntuale del debito.

L’emittente ideale di minibond è dunque una società con un rating dell’agenzia maggiore o uguale a B1.2 e un fatturato compreso tra 5 e 500 milioni di euro.

Per identificarle ci si è basati sulla Tassonomia Ue e sull’appartenenza dei potenziali emittenti a settori cosiddetti transitional, cioè quelli che contribuiscono alla mitigazione del cambiamento climatico.

Quindi abbiamo visto che ci sia la consapevolezza dei dirigenti e delle agenzie del trend della domanda da parte degli investitori, adesso ci aspettiamo solo che questa strada venga percorsa al massimo delle sue potenzialità.

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