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Horizon Europe prosegue l’opera di Horizon 2020

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programma di finanziamento Horizon Europe

La ricerca è al suo giro di boa: Horizon 2020 lascerà il posto a Horizon Europe, il più importante programma di finanziamento per la ricerca e l’innovazione di sempre

Siamo all’ultima tranche di fondi Horizon 2020 – che hanno sostenuto la ricerca e l’innovazione in Europa dal 2018 al 2020 – che lascerà il posto a un nuovo programma di finanziamento.

Horizon Europe sarà infatti il futuro programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione per il periodo 2021-2027. La proposta della Commissione europea di stanziare un budget di circa 100 miliardi di euro, fa di Horizon Europe il più ambizioso programma di ricerca e innovazione di sempre.

Il programma, in un’ottica di evoluzione rispetto all’attuale Horizon 2020, mira a rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche e dello spazio europeo della ricerca, a migliorare la capacità innovativa e la competitività del sistema industriale europeo e a generare occupazione in Europa.

Un importante programma di sostegno alla ricerca: da Horizon 2020 a Horizon Europe

Con uno stanziamento complessivo di 80 miliardi di euro dal 2014 al 2020, senza contare gli investimenti privati che questi stessi fondi attirano, il programma di finaziamento europeo Horizon 2020 è il più importante sostegno per la ricerca e l’innovazione lanciato dall’Ue.

Nel 2011 i capi di Stato e di Governo dell’Ue avevano chiesto alla Commissione europea di unificare tutti i precedenti investimenti comunitari nella ricerca e innovazione, oltre agli investimenti privati che questa somma avrebbe poi attirato.

Milioni di euro vengono erogati ad aziende, soggetti privati, centri di ricerca, università e pubbliche amministrazioni in grado di presentare progetti innovativi di alto livello in ambito scientifico e tecnologico, per favorire la collaborazione tra i diversi protagonisti e abilitare l’innovazione in Europa.

Cos’è il programma di finanziamento europeo Horizon 2020

Horizon 2020 è focalizzato sulla trasformazione di nuove idee e conoscenze in prodotti effettivi dall’alto tasso di innovazione.

Innovazione non fine a sé stessa, ma che ha l’obiettivo di migliorare la vita delle persone. Condurre a più innovazioni, scoperte e risultati rivoluzionari trasferendo grandi idee dal laboratorio al mercato globale.

Horizon 2020 ha introdotto anche una notevole semplificazione, sia nelle regole di partecipazione sia grazie all’accorpamento in un unico programma, dei finanziamenti per la ricerca e l’innovazione, forniti precedentemente nell’ambito del 7° Programma Quadro, del Programma Competitività e Innovazione (Cip) e dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (Eit).

La sua struttura, i tre pilastri

Horizon 2020 si basa su tre pilastri (Pillars) per altrettanti temi:

  1. Excellence Science (Scienza eccellente) che ha l’obiettivo di migliorare e incrementare la ricerca nell’Unione Europea
  2. Industrial Leadership (Leadership industriale), che ha l’obiettivo di sviluppare le innovazioni che costituiranno poi il core business delle future aziende leader in Europa
  3. Societal Challenges (Sfide sociali) che ha l’obiettivo di andare a incidere concretamente su problemi reali dei cittadini europei

Tra i settori finanziabili per questo terzo pilastro, rientrano la sicurezza alimentare, l’agricoltura sostenibile, la ricerca marina/marittima, la bioeconomia, l’energia sicura, efficiente e pulita e i trasporti verdi.

Le azioni mirano a produrre il meglio dalle nostre risorse biologiche in maniera sostenibile. L’obiettivo è di garantire un sufficiente approvvigionamento di prodotti alimentari sicuri e di elevata qualità e altri prodotti di origine biologica, sviluppando sistemi di produzione primaria produttivi, basati su un uso efficiente delle risorse, promuovendo i servizi ecosistemici correlati, insieme a catene di approvvigionamento competitive e a basse emissioni di carbonio.

Ciò consentirà di accelerare la transizione verso una bioeconomia europea sostenibile. Il programma Horizon 2020 contribuisce dunque alla realizzazione di un autentico spazio europeo della ricerca, anche grazie a una sinergia molto più pronunciata che in passato fra le risorse finanziarie del programma e i fondi comunitari per la coesione 2014-2020.

In questo quadro, l’allineamento dei programmi nazionali tramite iniziative di programmazione congiunta della ricerca rappresenta una delle maggiori sfide alle quali la politica europea e le politiche pubbliche nazionali sono chiamate a rispondere.

Un’idea concreta, innovativa, di ricerca e di rilevanza europea: come candidare un progetto?

Il primo elemento è avere un’idea concreta che rispecchi le caratteristiche di un bando – invito a presentare proposte idoneo all’idea progettuale stessa.

In Horizon 2020 i bandi sono caratterizzati da due tipi di approccio: bottom-up, in cui il proponente è libero di presentare il proprio argomento di ricerca, nel rispetto dei valori etici del programma e nel rispetto delle condizioni poste dal Work Programme – Il Programma di lavoro del bando.

E top down dove è la Commissione europea a vincolare gli argomenti su cui fare ricerca, identificati dai topic presenti nei diversi Programmi di lavoro tematici.

I temi di ricerca con approccio top-down sono tutti i temi presenti principalmente nei pilastri Industrial leadership e Societal Challenge. È poi necessario costruire un partenariato transazionale composto da almeno tre organizzazioni indipendenti provenienti da tre diversi stati membri o associati.

Poi  si passerà dall’idea alla scrittura della proposta progettuale, costruita intorno all’idea focale iniziale. Per scrivere l’idea progettuale, meglio se redatta in lingua inglese, è necessario compilare un formulario online messo a disposizione sul Participant Portal.

Per i ricercatori, per esperti del settore, o semplicemente per cittadini curiosi e con la volontà di informarsi sui progetti finanziati con il programma Horizon 2020 e con i precedenti programmi di ricerca, è a disposizione un database, diviso per aree tematiche, per programma e per Paese, che può essere consultato sulla pagina di Cordis (Community Research and Development Information Service) dedicata.

Curiosità dall’Ue sulla ricerca britannica con Horizon 2020

Stephen W. Hawking è stato un grande ricercatore britannico e la sua Breve storia del tempo è stata un bestseller, famoso in tutto il mondo.

Meno noto, invece, è che anche le sue ricerche hanno beneficiato di sovvenzioni che hanno beneficiato del programma Horizon 2020 e che lui aveva messo anche in guardia contro l’uscita del suo Paese dall’Unione europea.

Con la Brexit aveva intuito che sarebbero peggiorate le condizioni dei ricercatori britannici; da qui la sua domanda “cosa succederebbe se in futuro si dovesse rinunciare ai fondi europei?“.

Il timore di Hawking era che la Brexit potesse rendere difficoltoso l’accesso ai fondi europei innescando una fuga di cervelli. Il programma finanzia infatti anche scienziati provenienti da altri Paesi europei e progetti di ricerca transnazionali.

Senza queste sovvenzioni, migliaia di progetti non avrebbero avuto le risorse necessarie per essere portati avanti. Senza questi fondi, la ricerca e l’innovazione europea non potrebbe stare al passo con la ricerca mondiale.

A differenza dei suoi predecessori, è importante sottolineare che Horizon 2020 non è solo un programma quadro di ricerca. Un posto di rispetto è anche occupato dall’innovazione, sostenendo progetti che si estendono all’intera catena, dalla ricerca di base alla preparazione di prodotti e servizi.

Cosa succederebbe se i ricercatori britannici dovessero fare a meno dei fondi europei?

Si calcola che, ipotizzando il peggior scenario possibile, ossia una Brexit senza accordo e pertanto caotica, circa il 40% degli aiuti finora erogati non potrebbe più rientrare nel programma Horizon 2020, visto che quest’ultimo non è destinato a Paesi terzi al di fuori dell’Ue.

A risentirne sarebbe anche la cooperazione transfrontaliera nel campo della ricerca. Una perdita amara per la Gran Bretagna, che perderebbe la sua leadership.

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