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Boschi aziendali crescono

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Sono sempre più diffuse le azioni di Csr delle aziende che prevedono la piantumazione di un bosco. Necessario però fare attenzione ad alcuni parametri. Ecco quali oltre alle cronache degli ultimi progetti di Fedrigoni, Beiersdorf, Eon e tutte le aziende che stanno supportando ForestaMi

Ormai è la voce più ricorrente nei business plan di Csr delle aziende: alberi. Da piantare, ovviamente. Così, si moltiplicano le iniziative. E ben vengano. Fondamentale, ça va sans dire, è rispettare alcuni parametri base.

L’associazione Phoresta – che sviluppa progetti ad hoc anche per le imprese – delinea diversi parametri da seguire; nelle indicazioni spicca non solo il lato ecologico ma anche quello che va dritto a creare opportunità di lavoro per aziende locali, cooperative sociali e lavoratori autonomi.

Tra i consigli che l’associazione fornisce, sottolineando di essere in grado di prestare il proprio aiuto anche in questa fase, “per le opere di impianto di alberi e arbusti è opportuno coinvolgere imprese locali esperte, conoscitrici del territorio e disponibili per le manutenzioni necessarie. Nei quattro-cinque anni successivi all’impianto saranno importanti alcune lavorazioni, per esempio gli sfalci, controlli periodici e alcune irrigazioni di soccorso“.

Quindi, importante è piantare, ma anche manutenere. E per rendere l’azione manutentiva la più semplice possibile, bisogna scegliere piante autoctone. Con alta adattabilità ai terreni e basse necessità di adattamento.

Con questi presupposti abbiamo preso in considerazione i nuovi boschi segnalati dalle cronache aziendali. Come quello recentemente piantumato da Fedrigoni, produttore di carte speciali ed etichette. La carta d’identità del nnuovo bosco riporta le quantità – 1.530 piante – messe a dimora in un’area di un ettaro e mezzo tra Caponago e Pessano con Bornago.

Molto apprezzabile il fatto che il Bosco Fedrigoni nasca su per riqualificare un’area ora stretta tra industrie, superstrade e autostrade, per trasformarla in un polmone verde a disposizione della comunità. La zona è stata individuata con la mappatura del progetto Life Gestire 2020.

Querce, frassini, aceri campestri, lecci, tassi, olmi e arbusti come il corniolo sono le cultivar scelte per dar vita al bosco il cui business plan prevede una seconda tranche di intervento prevede altri 1.500 alberi.

È notizia fresca che anche la multinazionale tedesca Beiersdorf ha voluto il suo bosco italiano e l’ha dedicato al suo brand piò conosciuto: Nivea. Il Bosco Nivea si inserisce all’interno del progetto che da tempo Lifegate propone per riforestare il Parco del Ticino e della Riserva Naturale dell’Aniene.

Il Bosco di Eon in Italia ha già raggiunto quota 100.000 alberi piantumati piantumati in 35 aree selezionate situate in 8 Regioni italiane. Gli ultimi 500, uno per ogni dipendente Eon in Italia, sono andati a dimora a novembre di quest’anno presso il parco urbano del Bosco in Città a Milano.

Si dice che questi alberi contribuiranno all’assorbimento di circa 420 tonnellate di CO2: i dati sono stati elaborati da AzzeroCo2 consulente di Eon anche nella scelta delle piante: farnia, cerro, ciliegio e frassino.

L’operazione di Eon rientra nel progetto ForestaMi lanciato da Milano e città metropolitana dove in effetti troviamo molte aziende che non si sono tirate indietro all’appello del sindaco Sala: “Piantare anche solo un albero è un gesto di fiducia nel domani è un investimento nel futuro dei nostri quartieri, dei nostri Comuni e del nostro Paese“.

Il piano di piantumazioni per il 2020/21 prevede circa 28mila piante a Milano, corroborato dall’ambizioso obiettivo di ForestaMi di piantare 3 milioni di alberi entro il 2030 nei Comuni della Città metropolitana, grazie anche al sostegno di privati e singoli cittadini.

Non si tratta – continua il sindaco, che sta facendo di tutto per rendere Milano Sostenibilesolo di incrementare spazi verdi, ma di contribuire a costruire e diffondere una sensibilità ambientale comune e condivisa: un impegno che Milano ha fatto proprio“.

Così hanno appoggiato il progetto Fondazione Snam che ha dato vita al progetto Arbolia su Milano, ma anche in altre zone italiane; Intesa Sanpaolo con 8.000 alberi; Gruppo Armani;  Bulgari e Gucci; Axa Italia; Cpc Inox; Doppelmayr; Fastweb e Land.

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