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Città lombarde in bilico tra consumo di suolo e sviluppo del verde

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consumo di suolo in città - rapporto ispra 2019

Ridisegnare lo spazio urbano con più verde pubblico. Lo sta facendo Milano e anche Brescia inizia a percorrere questa strada. Ma rimane alto il consumo di suolo in Lombardia

Depavimentare e decementizzare: è questa una delle sfide delle grandi città al 2030, data in cui l’Agenda Onu inizierà a fare i conti. Qualcosa Milano, lo sta facendo: al grigio dell’asfalto sta preferendo il verde dei prati.

Oltre 27mila metri quadrati di aree depavimentate e convertite in zone verdi. È il bilancio degli interventi realizzati e avviati negli ultimi mesi nell’ambito del piano dell’amministrazione per incrementare le qualità ecologiche, sociali e strutturali degli spazi pubblici.

Nuovi parchi, giardini e aree alberate, il Comune sta lavorando alla conversione delle aree grigie impermeabili in zone verdi, adattando aree inospitali a funzioni ecologiche e sociali.

Si tratta di viali, spartitraffico, allargamenti di marciapiedi, zone 30, rotonde ma anche piazze e isole pedonali rinaturalizzate.  C’è chi vorrebbe si facesse di più, si preservassero aree e alberi: ma intanto la strategia – Forestami in testa – è avviata.

Questi risultati fanno onore anche alla Lombardia, regione che purtroppo a oggi non può dirsi Green. I dati dell’inquinamento atmosferico e del consumo di suolo lo dimostrano.

In riferimento ai dati 2019 dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – Ispra, elaborati dalla Fondazione Openpolis, la Lombardia è la prima regione italiana che nel 2019 ha consumato attorno ai 290.000 ettari di suolo, pari al 12% del suolo in cui insiste la regione, a fronte di una media nazionale di suolo consumato, che è pari al 7,1% del  terreno totale.

E il dato non accenna a placarsi: ogni anno anzi cresce dell’1,24%. Con l’area agricola, che viene urbanizzata del 2,3%.

Vero è che la Lombardia è la Regione d’Italia con la maggior densità abitativa e conseguentemente con rilevanti criticità in tema di tutela ambientale, in particolare rispetto alla gestione dei rifiuti, al tema energetico, alla mobilità sostenibile e allo spreco alimentare.

Nonostante la fragilità che può derivare da un territorio regionale sfruttato, ci sono anche dei potenziali tentativi di dare maggiore respiro a un polmone verde e a tal proposito ritorna in ballo Milano che, secondo i dati del Rapporto Lombardia 2020, si posiziona in pole position, come la prima città per incremento del verde pubblico, con una percentuale maggiorata del 9% e quello pro capite incrementato del 5%.

In seconda posizione, dopo Milano, troviamo Brescia con un incremento dell’8,5% di verde pubblico e del 7% l’incremento di quello pro capite. Se questi dati si confrontano con il dato nazionale che è del 2%, si potrebbe dire che nonostante si sia ancora lontani dagli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030, la Lombardia sta imboccando la giusta strada.

A r riprova di ciò, troviamo nuovamente la città di Brescia che assieme alla città di Cremona, sono quelle in cui le nuove superfici gestiscono meglio il consumo di suolo, con un’espansione del suolo tra il 2017 e il 2018, rispettivamente di 12mq e di 8mq di verde, ogni metro quadro trasformato.

Bisognerebbe lavorare a rafforzare la debole relazione che esiste tra uomo e natura – sostiene Raffaele Cattaneo, assessore regionale all’Ambiente e al Clima, durante la presentazione del Rapporto Lombardia 2020, aggiungendo che – lo sviluppo sostenibile va scelto, non accade per inerzia. Ed è un driver fondamentale che può aiutare la regione a ripartire dopo la crisi generata da questa pandemia“.

Ridisegnare lo spazio urbano con più verde pubblico, ma è altrettanto necessario occuparsi dei boschi ed estenderne le superfici, le foreste sono un patrimonio ecosostenibile da conservare.

Attualmente, in Lombardia, secondo i dati del Rapporto Lombardia 2020, le estensioni boschive sono pari a 619.893 ha (ettari) del territorio regionale, che corrispondo a 616 m2 per ogni abitante.

La tutela delle foreste rientra tra gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e come tale è quindi tra gli obiettivi imprescindibili per l’essere umano.

Secondo una ricerca pubblicata lo scorso ottobre 2020 dalla C40 Global Mayors Covid-19 Recovery Task Force – C40 Cities, di cui il presidente della Task Force è il sindaco del Comune di Milano, si considera che, per la ripartenza verde post-covid, per ora, saranno stanziati a livello internazionale solo il 3-5% dei 12-15 trilioni di dollari e quindi, una disponibilità di dati relativi alla situazione dell’attuale stato di salute delle foreste, come quella fornita dal Rapporto Lombardia 2020, diventa un importante presupposto per predisporre delle politiche anche finalizzate a una gestione forestale sostenibile.

Le foreste sono una risorsa bioeconomica e i piani di indirizzo forestale lombardo interessano il 72% della superficie regionale.

È pari a 565.237 mc la quota di legno ricavata dai boschi lombardi e sono oltre 500.000 le tonnellate di imballaggi raccolti e rigenerati, per un totale di 1,4 miliardi di euro, che a oggi, hanno garantito 6000 posti di lavoro.

La Lombardia deve ripartire e in questo percorso di rinascita anche ecologica è supportata dallo Studio per la ripartenza dei territori lombardi, sviluppato da Polis-Lombardia nell’ambito del Rapporto Lombardia 2020, a dimostrazione del costante impegno per rendere il territorio lombardo più resiliente, sostenibile, rigenerato, in grado di coniugare le istanze ambientali con quelle di sviluppo, innovazione ed economia, valorizzando allo stesso tempo il patrimonio ambientale.

Dei 75 incontri in presenza con gli stakeholder delle province lombarde, è stato raccolto il livello di gradimento dal quale sono emerse le possibili azioni mirate per favorire la ripresa post emergenza pandemica, in modo innovativo, educativo, anche monitorando i fenomeni ambientali e climatici e valorizzando le specificità territoriali.

Le case in Lombardia sono sostenibili?

Costruire o ristrutturare un nuovo fabbricato è sicuramente un momento estremamente impattante della nostra vita. D’altra parte non possiamo certo tornare a vivere nelle caverne. O forse sì?

Ma è possibile avere una casa o un ufficio confortevole ed essere sostenibili? Delle soluzioni sono già ampiamente applicate, l’installazione di pannelli fotovoltaici e solare termici o di un impianto di riscaldamento a pavimento o l’utilizzo dell’energia elettrica invece del metano, la creazione di ampi spazi verdi non cementificati, l’utilizzo del legno e di materiali bio ovunque possibile, l’utilizzo di tecnologie domotiche e per il risparmio energetico.

E proprio rispetto al tema energetico, la casa, secondo i dati del Rapporto Lombardia 2020, risulta un elemento cardine nelle Politiche legate alla sostenibilità.

È in aumento l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio lombardo, pari a 400 milioni di m2. I consumi annui di energia nel settore residenziale sono pari a 7,3 milioni di Tep (Tonnellata equivalente di petrolio), che corrispondono al 29,2% dei consumi totali della regione, con 4,7 milioni di unità abitative che hanno un minore consumo energetico specifico su m2 e una maggiore efficienza energetica.

La Lombardia urbanizzata, affamata di verde, un laboratorio per la transizione green, che richiede ancora parecchio lavoro per rendere il territorio totalmente smart, anche investendo in infrastrutture digitali.

È necessario però un Piano infrastrutturale, per favorire un’efficace ripartenza anche e soprattutto nel periodo post-covid e “ll Piano Lombardia è lo strumento per agevolare la ripartenza, un programma di investimenti che impegna 3,5 miliardi di euro per realizzare opere dal valore complessivo di 5,5 miliardi di euro” ha affermato Claudia Maria Terzi, assessore alle Infrastrutture, ai Trasporti e alla Mobilità Sostenibile, durante la presentazione del Rapporto Lombardia 2020.

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