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Accelerare sulla Sostenibilità. Lo dice anche il Fondo Monetario

pubblicato il: - ultima modifica: 28 Dicembre 2020
sussidi ambientalmente dannosi
Foto Pixabay

Il Fondo Monetario internazionale prevede tempi duri per l’economia globale a causa dell’emergenza Covid-19.

Per qualcuno potrà essere sorprendente, ma il sistema monetario vede con estrema preoccupazione l’incremento del numero globale di persone sotto la linea della povertà, per la prima volta dopo 10 anni, nonché l’aumento delle diseguaglianze dovuto al fatto che la crisi ha colpito soprattutto le donne, coloro che lavorano nel sommerso e nell’economia informale, le persone meno istruite.

Ma non tutto è perduto. E la strada legata alla Sostenibilità potrebbe ancora una volta rivelarsi quella corretta per levarci da questi impicci.

Il Fondo Monetario si preoccupa di individuare strategie che nel medio-lungo termine possano consentire il recupero di quanto perduto durante la pandemia e, auspicabilmente, una crescita finalmente sostenibile.

In particolare si propone un’azione congiunta da parte dei Paesi maggiormente responsabili delle emissioni inquinanti, che combini un incremento graduale e persistente dei costi associati all’emissione di gas responsabili dell’effetto serra con una spinta all’investimento verde.

Gli esperti del Fondo si sono convinti del fatto che un approccio multilaterale, ovvero un insieme di azioni congiunte da parte dei Paesi più importanti, potrebbe generare un investimento in infrastrutture verdi tale da garantire la transizione verso un’economia Sostenibile, sia rispettando gli obiettivi degli Accordi di Parigi, sia limitando le perdite di produzione inizialmente associate all’abbandono delle tecnologie basate sulle fonti fossili di energia (per approfondire il tema).

Queste politiche consentirebbero di evitare gli eventi climatici catastrofici che il Fondo ormai prevede per la seconda metà di questo secolo, in assenza di un drastico cambio di rotta in materia di politiche ambientali.

La classica obiezione alla riconversione verde dell’economia si basa sull’assunto che i costi della transizione sarebbero troppo alti per ottenere il consenso della popolazione, non disponibile ad accettare una riduzione marcata del proprio tenore di vita.

La protesta dei giovani di Fridays For Future in qualche modo si caratterizza per un conflitto generazionale (approfondimento).

Gli economisti del Fondo propongono un mix di politiche di tassazione delle emissioni e sussidi agli investimenti in energie alternative. Gli interventi restrittivi delle prime sui consumi e sui redditi potrebbero essere compensati dai nuovi investimenti in tecnologie sostenibili e nuove fonti di energia.

Questi investimenti sarebbero finanziati sia dai proventi delle carbon tax sia dall’emissione di debito pubblico, che sarebbe buono secondo la definizione di Mario Draghi (approfondimento), perché volto a incrementare la sostenibilità del sistema economico.

Un altro strumento utilissimo per attuare questa strategia sarebbe la rimozione dei sussidi ambientalmente dannosi (Sad). Di nuovo, il Fondo si è dato da fare e ha calcolato che questi sussidi ancora ammontano a oltre il 6% del Prodotto Interno Lordo mondiale (approfondimento).

In pratica, stiamo incentivando la distruzione del nostro ecosistema e per far questo spendiamo mediamente il doppio di quello che Paesi sviluppati come quelli dell’Unione Europea investono in educazione (approfondimento).

Infine, una chiosa dedicata al nostro Paese. Secondo Legambiente, in Italia questi sussidi ammontano a 35,7 miliardi di euro, circa il 2% del Pil. La Legge di Bilancio per il 2020 (approvata nel 2019) ha previsto l’istituzione di una commissione interministeriale per l’elaborazione di proposte per la riduzione dei Sad.

La commissione ha avanzato alcune proposte, inizialmente destinate a entrare nella Legge di Bilancio 2021 (approfondimento). Si sarebbe trattato di rimodulare gradualmente sussidi per 19,7 miliardi di euro, di cui 17,7 destinati alle fonti fossili.

Secondo il modello d’analisi Ermes, sviluppato congiuntamente dai ministeri dell’Ambiente e dell’Economia, l’utilizzo dei risparmi di bilancio così ottenuti, oltre a ridurre significativamente le emissioni di gas serra, porterebbe a regime a un incremento permanente (+1,60%) (approfondimento).

D’altra parte nel 2020 il Mef ha anche ipotizzato un intervento sull’Irpef a favore dei redditi medio-bassi proprio utilizzando la riduzione dei 19 miliardi di Sad (approfondimento).

Anche per l’opposizione del ministero per l’Ambiente (approfondimento) non se ne è fatto nulla (approfondimento) e paradossalmente è meglio così, non si è sprecata l’opportunità di utilizzare queste risorse per favorire la transizione ecologica.

Intanto, non facendo nulla, i sussidi ambientalmente dannosi continuano a far danni!

Patrizio TirelliPatrizio Tirelli: professore ordinario di Economia Politica presso l’Università di Pavia, si occupa principalmente dell’analisi di modelli macroeconomici e delle politiche dell’Unione Europea, convinto che è difficile occuparsi di economia senza tener conto dei risvolti per l’ambiente | Web
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