Si può efficientare l’energia anche producendola in modo naturale e rinnovabile dai batteri che, durante tutto il loro ciclo vitale, si nutrono delle molecole organiche che trovano nell’ambiente. L’idea è di un progetto di startup innovativa italiana
Uno dei settori più energivori è quello dell’illuminazione pubblica, responsabile, secondo i dati espressi da Ispra, del 19% del totale di consumo di energia globale e di quasi il 10% delle emissioni di CO2.
In termini di costi, l’Europa paga da sola oltre 10 miliardi di euro all’anno per illuminare le sue città e l’Italia è in prima fila, con un consumo annuale di energia elettrica per illuminazione pubblica di circa 6.000 GWh e un consumo pro capite di 100 kWh, ovvero il doppio della media europea di 51 kWh (dati 2017).
Lo attesta lo studio Illuminazione pubblica: spendiamo troppo del 2018, condotto dall’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano.
I dati sono destinati ad aumentare, in quanto le città diventeranno sempre più popolose: secondo le Nazioni Unite, infatti, il 68% della popolazione mondiale vivrà nelle aree urbane entro il 2050.
Offrire soluzioni per migliorare la vita nelle Smart City del futuro è quindi una delle necessità che l’imprenditoria deve affrontare oggi, per poter offrire spazi pubblici vivibili, efficienti energeticamente e in equilibrio con l’ecosistema.
Cerca di rispondere in maniera Sostenibile a questa situazione Creon, progetto di startup innovativa, che da quando è nata si è posta l’obiettivo di fornire illuminazione da fonti totalmente rinnovabili, avvalendosi di una tecnologia innovativa che permette la generazione di energia elettrica dal metabolismo dei batteri che vivono nel terreno.

Creon – informazioni sul sito web – composta da Federico Merz, biotecnologo di Trento, insieme a Giulia Minghetti, project developer e architetto, e Alessandro Turcato, anche lui biotecnologo – sta infatti sviluppando un sistema di produzione di energia pulita e rinnovabile basato sulla tecnologia delle celle a combustibile microbiologiche (Mfc), in grado di generare corrente sfruttando i microrganismi che vivono nel proprio giardino, nell’orto, in un parco pubblico o in un’aiuola di una strada.
“Una Mfc è composta essenzialmente da due elettrodi, uno posto sulla superficie del terreno e l’altro sottoterra – spiega Federico Merz, ideatore del progetto che nasce tra i banchi dell’Università di Scienze e Tecnologie Biomolecolari di Trento nel 2016 – Questo elettrodo ha il compito di raccogliere l’energia prodotta dai batteri, i quali, durante tutto il loro ciclo vitale, si nutrono delle molecole organiche che trovano nell’ambiente.
Il processo metabolico è l’insieme di una serie di reazioni biochimiche che permettono di trarre nutrimento dalle molecole organiche: a livello biochimico, queste molecole vengono spezzettate in altre molecole sempre più piccole e ciò comporta un rilascio di energia sotto forma di elettroni, alcuni dei quali si disperdono nell’ambiente.
Ed è proprio da questo rilascio, che altrimenti andrebbe perso, che la Mfc genera corrente elettrica, senza produrre scarti di nessun tipo, come gas o inquinanti“.
Si tratta quindi un metodo pulito e sostenibile per produrre energia, ed è il primo sistema che sfrutta una fonte biologica per produrre elettricità.
“Elettricità che alimenterà dispositivi IoT – continua Merz – che nel breve termine illumineranno le case, e nel medio lungo le nostre città: abbiamo infatti dato alla luce, nel vero senso della parola, qualche mese fa, una lampada-pianta da interni, in grado anche di misurare la qualità dell’aria in casa. E tra qualche mese saremo in grado di proporre al mercato delle lampade da esterni e delle colonnine di ricarica per dispositivi elettronici, da posizionare presso le fermate dei mezzi pubblici o nei parchi pubblici“.
E la scorsa settimana Creon è stato insignito del premio Start Up Light Up per la sezione Illuminazione intelligente per la sostenibilità ambientale e l’impresa sociale, organizzato da Aidi Associazione Italiana di Illuminazione, in collaborazione con Talent Garden.
Non è la prima volta che la startup porta a casa apprezzamenti. Il progetto, nel tempo, è stato, infatti, investito di tre importanti riconoscimenti: nel 2016 sono stati vinti, in ordine cronologico, il premio Lifebility e il premio della Fondazione Bracco per startup impegnate nell’economia circolare.
Grazie a questo bando, Creon è stata incubata per un anno in SpeedMiUp, incubatore di Università Bocconi, Camera di Commercio e Comune di Milano. A febbraio 2018 è stato vinto il premio della Fondazione Alamo, sempre di Milano.
Dante Cariboni, consigliere di amministrazione di Cariboni Group e vicepresidente di Aidi, ha premiato il progetto: “Sono rimasto sconvolto di quanto Creon abbia progettato. Aidi è la casa di tutti nel mondo della luce ed è un piacere accogliere progetti portati avanti dai giovani che credono nella sostenibilità, mettendola in pratica tramite sfide imprenditoriali“.
Ispirandosi a Peter Schumpeter, economista del ‘900, e alla sua teoria sulla distruzione creativa, Cariboni vede il motore della crescita nell’imprenditore innovatore, capace di operare mutamenti radicali con rinnovamenti di prodotto o di processo, nuove materie prime, apertura di mercati, cambiamenti organizzativi e nell’assetto di mercato, in seguito a cicli economici di espansione, recessione, depressione e ripresa.
E Creon sembra avere tutte le carte in regola per affrontare questa sfida illuminante.
(testo a cura di Maria Stella Galimberti)












