Home Agricoltura 4.0 Più fondi per lo stoccaggio dei vini di qualità

Più fondi per lo stoccaggio dei vini di qualità

pubblicato il:
fondi stoccaggio vini di qualità
Foto di Bruno Cantuária da Pexels

Lo stock di invenduto aumenta, le vendite sono a marce ridotte: occorrono segnali forti a sostegno della filiera. Per questo la Cia porta avanti la richiesta di fondi per lo stoccaggio dei vini

Il settore del vino ha bisogno di ristori. Anzi, di più: secondo la Cia, Confederazione italiana agricoltori è necessario che nella nuova legge di Bilancio ci siano i giusti fondi per lo stoccaggio di vino.

Eppure, le uve raccolte nel 2020 sono state di altissima qualità, ma la messa in produzione si scontra tuttavia con il forte calo delle vendite a causa della chiusura, parziale e a tratti totale, della ristorazione in Italia e all’estero a causa dell’emergenza sanitaria.

Il Covid-19 e i provvedimenti legati alle varie fasi di lockdown hanno avuto impatto sul comparto vitivinicolo in misura fortemente negativa: la riduzione delle esportazioni in particolare e l’incertezza sulle prossime feste natalizie fanno stimare un decremento importante di consumo di vino e spirit.

Che la situazione fosse grave per tutti i produttori, grandi o piccoli, si era capito da tempo: la Conferenza Stato-Regioni aveva dato lo scorso novembre via libera al decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con cui sono stati stanziati 9,5 milioni di euro provenienti dalle economie residue legate all’attuazione dell’intervento di riduzione volontaria della produzione di uve.

Il Decreto Legge di agosto aveva infatti stabilito che i fondi fossero destinati allo stoccaggio dei vini di qualità, o atti a diventare tali, conservati presso le cantine come da dichiarazione effettuata entro il 31 luglio 2020.

Il provvedimento si poneva come obiettivo il sostegno del comparto vitivinicolo di fronte a un calo delle vendite dei vini a Denominazione di Origine e a Indicazione Geografica legato alla chiusura in particolare della ristorazione, con il crollo delle esportazioni.

Sul livello dei prezzi impatta negativamente lo stoccaggio delle quantità invendute: da qui la concessione di un aiuto pari a 6 centesimi di euro per ogni ettolitro litro per i vini Docg e Doc e di 4 centesimi per i vini Igt, con un quantitativo di vini oggetto di domanda ricompreso tra i 10 e 4000 hl e con un periodo di stoccaggio pari a sei mesi.

La nuova ondata della pandemia dopo l’estate ha avuto e sta registrando effetti ulteriormente drammatici sull’intero comparto enogastronomico e, in vista della nuova Legge di Bilancio in corso di approvazione, la Confederazione italiana agricoltori ha presentato istanza al Parlamento affinché il plafond possa essere incrementato, a questo punto, non solo per i vini sfusi ma anche per quelli imbottigliati.

Un provvedimento che non solo le associazioni di categoria chiedono a gran voce, ma che attesterebbe la sensibilità del Governo verso il comparto del vino di qualità, che oggi rappresenta un elemento distintivo nella filiera produttiva dell’intero Made in Italy.

Molte forze politiche si sono espresse favorevolmente affinché il nuovo provvedimento legislativo possa accogliere le nuove istanze, dal momento che i fondi inizialmente stanziati si sono rivelati insufficienti.

Di fronte a situazioni così gravi che compromettono l’andamento dell’intero settore, è necessario adottare misure di sostegno in grado di consentire alle aziende di traghettarsi in acque più sicure: lavorare a basso regime con uve di altissima qualità è purtroppo la condizione in cui tante aziende stanno in questo momento lavorando.

Lo stock di invenduto aumenta, le vendite sono a marce ridotte: occorrono segnali forti a sostegno della filiera.

Sara Missaglia Sara Missaglia: giornalista, sommelier, degustatore e relatore per l’Associazione Italiana Sommelier, racconta di vino e enogastronomia per alcune riviste e testate di settore. Esperta di comunicazione è Degustatore della Regione Lombardia | Instagram | Facebook | Twitter | Linkedin
Condividi: