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Bonus idrico, un freno agli sprechi d’acqua arriverà dagli incentivi

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Foto da Pexexls

Il 2020 può essere considerato l’anno dei bonus, alcuni discussi – vedi quello per l’aacquisto di mezzi a due ruote – altri utili – superbonus 110% – soprattutto per alzare il livello di sensibilità dei cittadini verso l’efficienza – energetica, ambientale, idrica – com’è il caso dell’ultimo arrivato. Si tratta del Bonus Idrico inserito nella Legge di Bilancio 2021 per ridurre gli sprechi di acqua domestici

Il Bonus Idrico, un emendamento alla legge di Bilancio prevede per lavori di ristrutturazione edilizia effettuati entro il 2021 un incentivo fiscale di 1.000 euro per:

  • sostituzione dei dispositivi di controllo del flusso di acqua obsoleti (i vasi sanitari) con elementi che abbiano una portata uguale o inferiore ai 6 litri al minuto
  • sostituzione dei soffioni doccia e colonna doccia con nuovi elemeenti che abbiano una portata di acqua uguale o inferiore ai 9 litri al minuto

Il bonus idrico non costituisce reddito imponibile del beneficiario e quindi non rileva ai fini del calcolo dell’Isee.

Lo spreco di acqua: la situazione

Non ci piace la definizione di oro blu data all’acqua ma rende certamente l’idea di un elemento fondamentale per la nostra sopravvienza e che, nei prossimi anni, diventerà sempre più scarso e ancora più prezioso.

Nel Mondo sono molti i territori che ancora oggi hanno problemi di approvvigionamento idrico. Secondo un rapporto stilato da Oms-Unicef nel 2017, risulta che oltre 2 miliardi di persone non hanno un accesso continuato e sicuro all’acqua potabile nella propria abitazione.

Un problema aggravato anche dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento dei corpi idrici e dall’incremento della popolazione; la mancanza di acqua pulita porta con sé enormi problemi sanitari e igienici tanto che le Nazioni Unite hanno istituito una ricorrenza – il Toilet Day – per denunciare l’enorme problema della mancanza di acqua pulita.

Cosa c’entri questo con il Bonus Idrico non vi è ancora chiaro? Ebbene, senza elencare le regioni del mondo in cui l’acqua è un bene tanto prezioso quanto introvabile, va detto che nel nostro Paese, secondo il rapporto Istat 2019, si prelevano ogni anno 156 metri cubi per abitante (una torre con una base di 4 metri quadrati e un’altezza di 39 metri), più che in ogni altro Paese europeo.

Molta di questa acqua viene persa – nel 2015 si è perso il 41,4% del totale, con un dato in aumento rispetto al 2012 (37,4%) – soprattutto nelle regioni del centro-sud Italia.

Se i motivi di queste perdite sono le rotture nelle condotte, l’eccessiva anzianità degli impianti, i consumi non autorizzati, i prelievi abusivi e gli errori di misura dei contatori, molti degli sprechi avvenog nelle nostre case, sia per mancanza di attenzione e di sensibilità, sia per gli impianti condominiali vecchi e inefficienti.

Secondo uno studio commissionato nel 2013 da Confindustria Ceramica al Cresme emergeva il fatto che il 30% dei consumi medi giornalieri di un cittadino italiano, pari a 250 litri, fosse da attribuire all’uso di vasi sanitari – sono oltre 57 milioni i vasi in esercizio che consumano annualmente 1,4 miliardi di metri cubi di acqua – più della metà dei quali posati prima del 1990.

Qualora si sostituissero i 28,4 milioni di vasi obsoleti con nuovi sistemi più efficienti si avrebbe un risparmio strutturale di acqua pari a 414 milioni di metri cubi all’anno, con una riduzione di 2,9 milioni di tonnellate di CO2 per minore uso di energia elettrica necessaria per l’approvvigionamento e la distribuzione di acqua.

Il Bonus Idrico, ecco che cos’è

Ecco perché la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha approvato un emendamento alla Legge di Bilancio 2021 che introduce un’incentivazione fiscale sul risparmio idrico nelle riqualificazioni edilizie.

Un tassello importante nel percorso di riqualificazione sostenibile del patrimonio immobiliare italiano, basato sul riconoscimento che l’acqua potabile è un bene da gestire in modo sempre più efficiente.

La norma prevede la possibilità per i contribuenti persone fisiche di usufruire di 1.000 euro, da utilizzarsi entro la fine del 2021, per interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con apparecchi nuovi aventi un volume massimo di scarico non superiore a sei litri e di rubinetterie sanitarie, soffioni e colonne doccia a portata ridotta.

Rientrano nel massimale di spesa anche le opere idrauliche e murarie collegate e gli oneri di smontaggio e dismissione dei sistemi preesistenti.

È una buona notizia perché permetterà di aiutare gli interventi per ridurre gli sprechi e così salvaguardare il nostro patrimonio idrico – afferma la presidente della commissione Ambiente della Camera dei deputati, Alessia Rotta che spiega – “si tratta di una misura fortemente voluta proprio perché serve a far sì che le famiglie italiane possano consumare meno acqua“.

Effetti di questo emendamento alla legge di Bilancio saranno, da una parte, bollette più basse e dall’altra, un utilizzo inferiore dell’acqua potabile.

Il bonus prevede che i dispositivi di controllo del flusso di acqua abbiano una portata uguale o inferiore ai 6 litri al minuto mentre i soffioni doccia e colonna doccia debbano avere una portata di acqua uguale o inferiore ai 9 litri al minuto.

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