Home Agricoltura 4.0 Politiche agricole sostenibili e Green Deal

Politiche agricole sostenibili e Green Deal

pubblicato il: - ultima modifica: 31 Dicembre 2020
Agricoltura sostenibile per un futuro sostenibile

All’interno del Green Deal europeo c’è spazio per l’agricoltura che va ripensata in un’ottica sostenibile e diretta – ovvero dal produttore al consumatore (farm to fork) – ma soprattutto qualitativa: la nuova agricoltura europea dovrà contrastare l’inquinamento dell’acqua e la perdita di biodiversità attraverso l’abbattimento dell’uso di pesticidi, fertilizzanti e antibiotici ma anche limitare il consumo eccessivo di risorse naturali

Un’agricoltura nuova, sostenibile e di qualità per l’Unione Europea. Con un ruolo determinante anche per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite.

Perché, come specifica il Green Deal europeo, l’agricoltura dovrà entro il 2050 raggiungere la riduzione del 50% dell’uso di pesticidi chimici; di almeno il 20% dell’uso di fertilizzanti; del 50% degli antibiotici per gli animali da allevamento.

A questo si dovrà destinare almeno il 25% della superficie agricola all’agricoltura biologica e continuare sulla strada della riduzione delle emissioni di gas serra. Obiettivi sfidanti per gli agricoltori italiani che, però, da gennaio 2021 avranno a disposizione almeno 1,2 miliardi del NextGenerationEu, grazie a un accordo che non è piaciuto a tutti.

Alcune Ong hanno infatti espresso il loro disappunto, al quale, però ha risposto l’eurodeputato Paolo De Castro in una recente intervista su Linkiesta (qui trovate l’articolo) affermando che l’Europarlamento ha “inserito una clausola mid-term review, una revisione che sarà fatta nel 2025 quindi a due anni di applicazione della Pac per poter incorporare il Farm to fork e il Green deal quando questi atti diventeranno norme cogenti legislative. Non possiamo essere accusato di non voler incorporare qualcosa che non esiste ancora concretamente“.

L’Unione Europea continua quindi a finanziare l’agricoltura e, oltre ai fondi del NextGenerationEu anche per il 2021 è stato stanziato un nuovo bando per la promozione dei prodotti agroalimentari europei all’interno e all’esterno dell’Ue.

Con una disposizione approvata appena prima delle festività, infatti, la Commissione Europea ha messo a disposizione 182,9 milioni euro per il sostegno a beni e metodi che sostengono, fin dalla coltivazione, gli obiettivi del Green Deal, dando priorità alle colture biologiche e alla frutta e verdura ottenute con pratiche sostenibili.

Perché in questo momento la nostra agricoltura è a un bivio decisivo; come ha spiegato il commissario per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Janusz Wojciechowskigli standard di qualità e di sicurezza [dell’agricoltura comunitaria – ndr] sono riconosciuti in tutto il mondo, ma ora serve una maggiore attenzione alla sostenibilità, un tema al quale la politica comunitaria ha contribuito a dare impulso“.

Quindi è necessario puntare su un’agricoltura smart – che porti con sé i concetti di innovazione, sostenibilità, resilienza; tuttavia sono due le domande da porsi sulla politica europea per l’agricoltura che verranno discusse all’interno della rassegna GiovedìScienza il prossimo 14 gennaio in diretta streaming, per cercare di comprendere come stanno davvero le cose.

La prima è se questi obiettivi individuati con criteri numerici rigidi, possano davvero garantire una maggiore sostenibilità in termini ambientali delle produzioni agroalimentari quando misurate per unità di prodotto e se, in questo caso, possano garantire anche una sostenibilità economica.

La seconda riguarda l’area di intervento di queste politiche; ovvero se questo miglioramento ambientale avvenga soltanto in Europa, esportando di conseguenza in altri continenti i danni ambientali, sociali e sanitari.

In questo scenario si innesta poi l’interesse crescente degli italiani per l’agricoltura e per un lavoro un tempo abbandonato; secondo una ricerca dell’Osservatorio Reale Mutua – condotta dall’istituto di ricerca Nextplora – dedicato all’agricoltura è emerso come per un italiano su tre (32% degli intervistati) l’agricoltura sia una buona opportunità di lavoro.

In particolare, l’agricoltura è vista come un buono sbocco lavorativo per i giovani (37%), capace di dare soddisfazioni e di trasformare una passione in una professione. Le nuove generazioni, afferma la ricerca, possono trovarvi una realtà formativa e altamente stimolante (19%), per quanto piuttosto faticosa (19%).

Lavorare in agricoltura ha molti aspetti positivi: tra i principali, per quasi un intervistato su due (42%) offre l’opportunità di riavvicinarsi alle tradizioni e al territorio e un ulteriore 38% sottolinea il senso di realizzazione che deriva dal veder concretizzarsi davvero gli sforzi compiuti con il proprio lavoro.

Condividi: