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Energia nuova dagli scarti

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economia circolare in italia

I progetti di economia circolare recentemente annunciati da tre aziende suggeriscono che quella del biometano e dell’elettricità ricavati dagli scarti industriali e agricoli sia una strada sempre più praticabile

Energia dagli scarti: ecco gli ultimi progetti che valorizzano i rifiuti di tipo alimentare, agricolo e Forsu (cioè la frazione organica urbana), che portano il nostro Paese verso la decarbonizzazione.

Cominciamo con l’esperienza di Milano. Qui, di recente, il Gruppo Cap, responsabile della gestione del servizio idrico integrato nel territorio della città Metropolitana, ha siglato un accordo con Think About, realtà già nota per le sfide contro lo spreco alimentare, per l’adesione alla piattaforma Now! No Waste.

In che cosa consiste il contributo delle due aziende per la valorizzazione del riciclo in termini di energia pulita? Duplice la risposta.

Anzitutto, in virtù dell’intesa raggiunta, i dipendenti e i collaboratori di Cap possono acquistare, a un prezzo scontato del 50%, un campionario di prodotti ancora fruibili dal consumatore ma, per ragioni burocratiche, non più smerciabili nei canali della grande distribuzione: beneficiari e ambiente ringraziano.

In secondo luogo, i termini dell’accordo prevedono che il Gruppo Cap si faccia carico del ritiro dei prodotti a fine ciclo registrati sulla piattaforma di Think About e provveda a smaltirli per mezzo dei propri digestori anaerobici, ricavandone biogas ed energia elettrica autoalimentanti i medesimi impianti.

In quel di Candiolo, in provincia di Torino, un altro importante progetto intende conferire nuova vita agli scarti; provenienti, questa volta, dall’agricoltura. Si tratta, nel dettaglio, del neonato impianto di produzione di biometano liquefatto e di anidride carbonica a opera della Cooperativa Agricola Speranza, di cui abbiamo già avuto modo di parlare.

Un unicum, in realtà, se è vero che la struttura produce la sua energia grazie al recupero degli effluenti zootecnici e dei sottoprodotti agricoli e, nell’innovativa tecnologia, non ha concorrente alcuno in Italia.

Il riuso, inoltre, non finisce qui. La cooperativa, infatti, ben nota in loco per via del suo impegno a rifornire di biometano il limitrofo Istituto di ricerca sul cancro di Candiolo, ha stretto un’intesa con l’azienda valtellinese Maganetti Spedizioni, specializzata nel trasporto su gomma, per il rifornimento di biocarburante a cinquanta mezzi pesanti della ditta.

Lo speciale biometano sarà reperibile presso la stazione di servizio di Gera Lario di Maganetti e favorirà un deciso ridimensionamento delle emissioni inquinanti degli autoveicoli della società.

Conclude la nostra rassegna, dedicata alle iniziative più interessanti nel campo delle energie da riciclo, Sorgenia.

L’utility ha avviato, infatti, la costruzione di un impianto a Marcallo, in provincia di Milano, in cui la Forsu, deviata dalla sua usuale destinazione in discarica, sarà invece appositamente trattata e trasformata in un nuovo tipo di biometano, 100% ecosostenibile.

Dove la novità? Nelle emissioni, che si riducono a zero e scompaiono anche in termini di odore, e nei sottoprodotti derivati, niente affatto inquinanti e consistenti, piuttosto, in un combustibile solido, utilizzabile nell’industria al posto del carbone o del petrolio, e in un super fertilizzante per l’agricoltura.

Ultima ma non ultima, l’innovatività della stessa tecnologia di produzione, che massimizza il rendimento energetico di un materiale di scarso valore quale la Forsu e permette di ottenerne una quantità proporzionalmente maggiore di biometano.

In linea con gli obiettivi di crescita delle energie rinnovabili definiti dal Piano nazionale energia e clima, l’impianto Sorgenia di Marcallo sarà operativo tra circa diciotto mesi.

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