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E poi, non smetteremo più di allenarci in casa

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benessere e sport
Foto di Ketut Subiyanto da Pexels

Benessere e sport, resilienza contro lo stress da lockdown, ma una volta imparato bene come si fa e acquistato le attrezzature giuste, credete che si perderà questa buona abitudine?

Attività fisica e resilienza. È ciò che ci dovrebbe trascinare fuori dall’epidemia di Coronavirus. Insieme ai vaccini e ai comportamenti pubblici e privati virtuosi, si intende.

Nel frattempo, però, la reazione positiva e ottimistica alle restrizioni della libertà personale che le misure governative contro la diffusione dei contagi ci impongono può fare tanto per preservare la salute, fisica e mentale.

Gli italiani sembrano averlo compreso, e i dati relativi all’attenzione che, in questi mesi, abbiamo riposto verso il benessere personale lo confermano.

In particolar modo, una ricerca condotta durante lo scorso mese di agosto su un campione di circa mille dei nostri connazionali per conto di Fitbit, in unione all’elaborazione dei dati anonimi e aggregati inviati periodicamente dagli utenti dei device dell’azienda statunitense, dimostra come i lockdown che stanno scandendo le nostre vite abbiano fornito un’occasione irrepetibile per migliorare l’attenzione che rivolgiamo verso noi stessi.

Come altro spiegare l’impennata, dal 20% al 76%, dell’interesse dichiarato verso la cura della salute personale registrato dopo l’inizio delle chiusure?

Come altro spiegare che, per il 54% del campione, tale interesse si è tramutato in un effettivo incremento del benessere, grazie all’adozione di comportamenti quotidiani più sani che in passato?

Nello specifico, chi ha deciso di volersi più bene sono stati gli individui compresi nella fascia di età tra i 45 e i 54 anni (59%) e quelli nella fascia tra i 18 e i 24 anni (57%).

L’effetto macroscopico rilevato è stato l’immediato incremento delle ore di sonno: il 33% degli intervistati ha dichiarato di essere andato a dormire prima del solito, il 43% di aver avuto un risveglio anticipato, il 47% di aver goduto di un riposo notturno più lungo.

Tutto perfetto? Purtroppo no. A dispetto dei lodevoli sforzi per migliorare la qualità del benessere tra le mura di casa, l’emergenza Covid-19 ha riportato in auge un vecchio nemico della vita in città: lo stress.

Il 67% dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha sperimentato livelli mai prima vissuti di tensione, il 40% delle donne afferma che lo stress toglie loro energia e il 46% degli smart worker ammette che il telelavoro provoca una grave incapacità di separare vita professionale e vita privata.

Per non parlare, poi, delle conseguenze fisiche sulla salute: aumento della frequenza cardiaca, sudorazione eccessiva, ipertensione, dolore toracico, iperglicemia e alterazioni gastrointestinali sono solo alcune delle manifestazioni dello stress.

Cosa fare, dunque? Sport. Naturalmente, da remoto! Negli ultimi mesi, complice la chiusura forzata delle palestre e dei centri ricreativi e il desiderio dichiarato degli italiani di mantenersi in forma, sono parecchie le iniziative sorte per consentire lo svolgimento di attività fisica senza recarsi in pubblico.

Ve ne segnaliamo due. La prima fa capo alla stessa Fitbit. Fitbit Sense, infatti, è lo smartwatch ideato dall’azienda californiana per accompagnare gli utenti nello sport quotidiano.

Il dispositivo è dotato di un sensore per la rilevazione combinata del battito cardiaco e dell’attività elettrodermica, parametro utile a registrare i livelli di stress, oltre che di uno speciale programma di elaborazione dei dati di performance e di creazione di un quadro periodico delle tendenze chiave in merito alle migliori tendenze di forma fisica e di salute da poter seguire.

Da segnalare, in particolare, che la rilevazione dell’attività elettrodermica è un aiuto concreto per l’utente per comprendere le cause dell’eventuale stress registrato, mentre la tecnologia implementata per la registrazione del battito cardiaco è in grado di segnalare eventuali disfunzioni del cuore, tra cui la fibrillazione atriale, una patologia abbastanza diffusa nel mondo.

Per chi, invece, dice sì allo sport ma nel salotto di casa, è disponibile Hoopy, una app per dispositivi Android e Ios che consente di prenotare un’ora o più di lezione online con un personal trainer certificato.

Il programma del servizio reso disponibile dalla startup 100% italiana è per ora reperibile soltanto per la città di Milano, ma l’offerta è in espansione sulla carta geografica nazionale.

Il catalogo offre allenamenti personalizzati a opera di circa 60 trainer qualificati, in dodici discipline differenti tra cui yoga, running, pilates e kick boxing.

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