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Tutela e valorizzazione del verde urbano, buoni esempi civici

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tutela e valorizzazione verde urbano
Foto di Fabio Militello - U-DATInos

Sono sempre di più le iniziative, dal basso, che tutelano e valorizzano gli spazi verdi urbani attraverso la tecnologia e i dati. Andiamo a conoscerene due molto interessanti, a Napoli e a Palermo

Sono i cittadini stessi a intraprendere iniziative per preservare e, anzi, dare valore, agli spazi verdi delle loro città sempre più consapevoli che l’azione dal basso sia fondamentale per cambiare il volto degli spazi in cui, in definitiva, si deve vivere.

Così, due interessanti progetti, a Napoli e a Palermo, attrraverso il diretto coinvolgimento dei giovani e dei cittadini, puntano a valorizzare il verde urbano – è il caso di GreeNApp – e a difenere l’ambiente messo a rischio da inquinamento e degrado – U-DatiNos.

Vediamone le carattristiche e gli obiettivi.

GreeNApp, un’app  per valorizzare il verde urbano napoletano

Conoscere, valorizzare parchi e giardini cittadini attraverso il gaming: ecco quanto si propone di raggiungere l’applicazione realizzata, grazie a un’idea dell’associazione Premio GreenCare, dal game designer Fabio Viola, ideatore del videogioco Father and Son del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

GreeNApp, che richiederà 4 mesi di sviluppo, verrà rilasciata gratuitamente nella tarda primavera del 2021 sugli store Apple e Android, si propone di avvicinare, con un linguaggio a loro familiare, le nuove generazioni alla conoscenza del verde urbano, cui dare valore per sviluppare un senso civico green.

L’applicazione permetterà di conoscere le varietà botaniche presenti nei giardini napoletani e promuoverà stili di vita sostenibili trasformando le azioni in un gioco per spingere le persone ad adottare comportamenti virtuosi.

U-DatiNos, progetto partecipativo dedicato al fiume Oreto

Obiettivo raccogliere quanti più dati possibili per conoscere e difendere un ambiente messo a rischio da inquinamento e degrado. Stiamo parlando del fiume Oreto che scorre nella Valle dell’Oreto e ha un bacino che si estende nei territori dei comuni di Altofonte, Monreale e Palermo, in Sicilia.

Il progetto, arrivato alla sua seconda fase – quella della raccolta dei dati – è dell’Ecomuseo Urbano Mare Mermoria Viva e ha vinto il bando Creative Living Lab II edizione, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

Raccolta di informazioni che verrà svolta da “16 custodi dell’acqua” – sette studenti dell’Accademia di Belle Arti e nove cittadini, fra attivisti dell’ambiente, ricercatori, promotori del comitato per il Contratto di Fiume e di Costa Oreto – grazie a una app che geolocalizza il punto della rilevazione e i tipi di dati che generano i sensori a contatto con l’acqua.

Da soli o in piccoli gruppi, i volontari si sono mossi lungo il fiume alla scoperta di una natura urbana tutta da conoscere, muniti di sensi, ruoli e strumenti completamente nuovi.

I dati raccolti – messi a disposizione come open data – sono stati caricati in tempo reale su una mappa, in cui i partecipanti potranno seguire il procedere delle rilevazioni.

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