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Entro il 2030 si potrebbero ridurre del 55% le morti causate dall’inquinamento dell’aria

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Foto da GettyImages

L’inquinamento dell’aria uccide, lo sappiamo bene; una relazione della Commissione Europea rende noto che, se si attuassero le misure già previste in modo completo, si potrebbero ridurre le morti causate dalla cattiva qualità dell’aria di oltre la metà

La Commissione Europea ha pubblicato la relazione First Clean Air Outlook che mostra le prospettive di miglioramento della qualità dell’aria nel nostro continente, presentando al tempo stesso le previsioni di riduzione dell’inquinamento atmosferico nell’Unione europea fino al 2030 e oltre.

Come si sa, purtroppo, le morti premature dovute alla pessima qualità dell’aria, anche in Europa, sono molto elevate. Nel rapporto Air Quality in Europe pubblicato lo scorso novembre dall’Agenzia europea dell’ambiente, si indica infatti in oltre 412mila il numero di morti ogni anno attribuibili all’inquinamento atmosferico – ben 374mila di questi nell’Europa a 28.

Bisogna correre ai ripari, in fretta. Ma non è un problema di regole da varare. bensì di regolamentazioni già approvate da mettere in atto.

Infatti, cita il rapporto First Clean Air Outlook, se tutte le misure già concordate dagli Stati membri fossero messe in pratica, entro il 2030 il numero di morti premature dovute all’inquinamento atmosferico potrebbe ridursi di circa il 55% rispetto al 2005.

Molte misure di riduzione dell’inquinamento atmosferico, se attuate efficacemente, comporterebbero quindi benefici superiori ai costi. Per il commissario per l’ambiente Virginijus Sinkevičiusun’ulteriore riduzione dell’inquinamento atmosferico consentirebbe di salvare più vite umane e di ridurre la pressione sugli ecosistemi, oltre a essere economicamente fondata”.

La relazione dimostra che, attuando pienamente tutta la legislazione esistente, la maggior parte degli Stati membri sarebbe in grado di rispettare gli impegni di riduzione previsti per il 2030 per 4 dei 5 inquinanti atmosferici disciplinati dalla direttiva sugli impegni nazionali di riduzione delle emissioni.

Le misure supplementari di risanamento dell’aria annunciate nei programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico accelererebbero ulteriormente i miglioramenti previsti.

Misure che, seconod la relazione, non sarebbero tuttavia sufficienti a ridurre le emissioni di ammoniaca (provenienti al 90% dal settore agricolo) ai livelli massimi consentiti.

Infine, la relazione indica che le misure di risanamento dell’aria esaminate apportano chiari benefici alla società e che tali benefici saranno sempre superiori ai costi e contribuiranno a stimolare il Pil a lungo termine.

Serve allora un insieme di azioni più ambizioso – come auspicato e dettagliato all’interno del Green Deal – per correlare in maniera sempre più forte e inscindibile la sostenibilità economica con quella ambientale e sanitaria.

Per coltivare l’ambizione dell’inquinamento zero e per raggiungere significati decisivi è però importante che tutti gli Stati membri attuino pienamente le misure concordate e pianificate e intensifichino gli sforzi per affrontare il problema delle emissioni.

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