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Tecnologia e ambiente, ecco quali saranno i trend del 2021

pubblicato il: - ultima modifica: 17 Gennaio 2021
tecnologia e ambiente
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Dimentichiamoci il prima posssibile dell’anno appena trascorso e guardiamo avanti, ai trend tecnologici che si profilano all’orizzonte già in questo 2021 ma che ci trasportano già verso il 2024, tra innovazioni e iniziative che ci lasciano sperare in grandi cambiamenti. L’importante, però, è che tecnologia e ambiente, insieme all’equità sociale, vadano a braccetto

Sarà la tecnologia a salvare il mondo – tutelare l’ambiente, livellare le disparità sociali, introdurre governance aziendali più rispettose di dipendenti, fornitori e clienti – o, invece, sarà una causa in più di minaccia per il nostro Pianeta?

Certamente l’esplosione dei servizi digitali e della produzione di contenuti virtuali che viaggiano in rete e raggiungono, ormai, miliardi di dispositivi, farà aumentare a dismisura il consumo di energia.

Ma se la transizione energetica, facilitata dalle innovazioni tecnologiche e da sistemi di certificazione e di controllo sempre meno fallibili, avverrà nei tempi stabiliti, questo dispendio energetico non sarà un problema.

Sarà invece fondamentale che le infrastrutture informatiche siano sempre più resistenti, sicure e scalabili a livello globale, per garantire la flessibilità necessaria ad affrontare qualunque imprevisto o minaccia si profili all’orizzonte.

Non dimentichiamoci che un grande svantaggio della digitalizzazione è che tutto sarà molto più attaccabile da parte dei malintenzionati. Occorre quindi un elevato livello di protezione e, certamente, un’alta informazione ed educazione per i cittadini.

Ma vediamo come alcune aziende IT vedono il prossimo futuro.

Digital divide, IoT e resilienza

Nel prossimo futuro, Cisco vede una riduzione del digital divide, ovvero delle possibilità di accedere alla rete per tutti, ormai sinonimo di partecipazione attiva alla vita sociale e  produttiva del Paese.

Ancora oggi nei Paesi in via di sviluppo, solo il 35% della popolazione ha accesso a Internet, contro l’80% delle economie più avanzate. La connessione rappresenta il presupposto essenziale per una società e un’economia in cui tutti i cittadini possono partecipare, imparare e prosperare.

5G e WiFi6 permetteranno di aumentare la larghezza di banda, la velocità e la latenza e raggiungeranno aree in cui la fibra ottica è proibitivamente costosa. In questo modo si potranno abilitare servizi avanzati, come la telemedicina, e il settore della produzione e dell’istruzione ne trarrà vantaggio.

Vantaggi anche economici perché, secondo la società di consulenza PwC ampliare la platea di chi può usare il servizi web apporterebbe 6,7 trilioni di dollari all’economia globale, facendo uscire dalla povertà 500 milioni di persone.

Lotta alla povertà ma anche un ambiente e una salute migliori: secondo Cisco i sensori diventeranno pervasivi nella nostra vita, migliorandone molteplici aspetti. Oggi servono soprattutto ad assicurare la qualità e a tenere sotto controllo i cambiamenti ambientali.

Domani arriveranno sensori per la salute, la sicurezza e il benessere personale e della forza lavoro, sensori sportivi per tenere sotto controllo i traumi e per controllare lo stress in ambienti particolarmente difficili.

Lavorando quindi sui dati analitici forniti da questi sensori si potrà ottenere un ambiente più sicuro, più sano e più produttivo. Ma anche una società più agile e resiliente.

Un futuro permeato dall’intelligenza artificiale e dall’analisi dei dati

Ricevere informazioni, elaborarle per ottenere gli scenari migliori per la soluzione di problemi complessi. Immaginiamo come queste tecnologie potrebbero aiutarci a risolvere la situazione sanitaria attuale, mettendo in mano ai decisori politici dati analitici precisi sulle cause e i focolai di contagio.

Pensiamo alla lotta all’inquinamento svolta con il supporto di dati precisi sulle fonti inquinaneti, capaci di far scaturire azioni e alert automatici grazie all’intelligenza artificiale… si potrebbe migliorare molto la situazione del nostro Pianeta.

Non per nulla il Next Generation EU è stato progettato per sostenere i Paesi nei loro sforzi per recuperare la stabilità economica e costruire un futuro più inclusivo e sostenibile, mettendo loro a disposizione fondi finanziari a sostegno di investimenti urgenti in due aree principali: la transizione verso le economie verdi e la trasformazione digitale.

Ora i decision maker iniziano a fidarsi dell’intelligenza artificiale e, come prevede João Oliveira, Business Solutions Manager di Sas, “maggiore è la visibilità che i decision maker hanno sui risultati dell’intelligenza artificiale, maggiore sarà la loro fiducia nelle decisioni prese dai modelli“.

La recente pandemia, inoltre, ha stimolato una voglia dei dittadini di tornare a centri bitati più vicini alle loro esigenze. Non per niente si cominciare a considerare modelli di città definite “dei 15 minuti” in cui tutti i servizi necessari possono essere raggiunti in brevissimo tempo.

Domani, inoltre, anche i piccoli centri saranno connessi e “intelligenti” perché quando gli abitanti di una città decidono di trasferirsi in paesi di più piccole dimensioni, si aspettano di trovare in questi ultimi gli stessi livelli di servizio, compresa una banda larga veloce, la consegna di cibo a domicilio e un’interazione digitale efficace con enti e funzionari pubblici.

I piccoli centri urbani stanno sempre più recuperando il ritardo rispetto alle grandi città grazie all’utilizzo degli analytics. In questo momento in cui il luogo di lavoro ha assunto meno importanza rispetto al passato, i piccoli centri abitati hanno maggiori opportunità di attrarre persone sfruttando le potenzialità degli analytics e guidando una crescita della popolazione prima impensabile” conferma Shaun Barry, Senior Manager, Global Security Practice di Sas.

I consumatori sono sempre più avvezzi alla digitalizzazione della vendita al dettaglio, delle banche, dell’assistenza sanitaria. Lavoro, scuola, conferenze, concerti, servizi religiosi, fitness vengono fruiti in modo diverso.

Questo è il trend e le aziende e le amministrazioni pubbliche dovranno tenere il passo, portando l’interazione con i clienti/cittadini online e digitalizzando il più possibile i servizi.

Inoltre, anche il mondo della sanità potrà avere enormi miglioramenti perché il processo di sviluppo dei farmaci continua a migliorare con gli advanced analytics – lo abbiamo visto per lo sviluppo dei vaccini, con tempi ridotti rispetto al normale.

I trial clinici sono infatti in grado di raggruppare più farmaci in un unico studio, invece di studiare un solo farmaco alla volta. Le terapie mirate basate sul profilo genetico stanno diventando più facili da sviluppare.

E i risultati di ogni fase dei trial clinici stanno arrivando sempre più velocemente, dando ai pazienti una migliore opportunità per trovare le terapie che funzioneranno per loro.

Ma la digitalizzazione porta con sé anche pericoli: servono informazione e sicurezza

Se gli sviluppi tecnologici hanno offerto ad aziende e cittadini grandi vantaggi – si pensi come il cloud abbia reso efficiente e possibile a tutti lavorare in smart working – la trasformazione digitale non ha lasciato i criminali informatici indaffarati.

Anzi ne ha allargato il campo di azione, grazie anche all’allentamento delle maglie di sicurezza dovute alle connessioni casalinghe dei lavoratori. ll cloud, infatti, permette ai criminali di accedere alle informazioni in qualunque luogo si trovino e da qualsiasi luogo essi operino.

Il furto di dati è così prezioso che è diventato una condizione di tutti gli attacchi e, quindi, non avere un programma di sicurezza informatica efficace mette a rischio la continuità aziendale.

Ecco perché Veeam, società che si occupa di soluzioni di backup e sicurezza, prevede un aumento della spesa IT generale di circa il 5-10% durante il 2021, per lo più destinato alla sicurezza IT.

Ma le aziende dovranno investire anche su persone, processi e tecnologie. Soprattutto servirà la prevenzione.

Come per gli eventi catastrofici ambientali – che si conoscono in anticipo pur non potendoli prevedere temporalmente – è possibile fare prevenzione attiva, così per i dati informatici ci si deve organizzare combinando applicazioni, backup, team di analisi e sicurezza per formare figure professionali dedicate al data management.

Per essere pronti davanti alle minacce informatiche del 2021, le aziende dovranno competere con la concorrenza e cercare di aumentare la produttività: sarà necessario costruire un ecosistema in grado di adattarsi alle continue sfide che la cybersecurity impone.

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