Home Curiosità Ecco perché l’inverno 2021 sarà denso di neve

Ecco perché l’inverno 2021 sarà denso di neve

cambiamenti climatici

Non avevate mai visto Madrid così bianca? Il perché di così tanta neve è da ricercare nella crisi climatica. Uno studio dell’Università Bicocca di Milano, in collaborazione con Harvard, dà qualche indicazione in più

Con tutta la neve che c’è volete ancora parlare di surriscaldamento del Pianeta? La chiacchiera da bar gira ancora troppo spesso, sarà anche che i locali ora sono chiusi e il caffè lo si prende fuori, al freddo.

Ma c’è poco da scherzare e, come più volte abbiamo segnalato, il riscaldamento del Pianeta non ha a che fare con caldo e freddo stagionali. Le temperature medie sono impazzite e questo è un dato di fatto ricordato anche dalle ultime rilevazioni effettuate da Copernicus.

Caldo e freddo sono correlati in questi picchi e ormai raggiungono latitudini impensabili come per esempio Madrid, coperta dalla neve. Ce lo dice anche una ricerca condotta dall’Università Bicocca di Milano in collaborazione con quella di Harvard.

Le condizioni meteorologiche invernali alle medie latitudini sono ormai fortemente influenzate dal cosiddetto vortice polare, una circolazione atmosferica che intrappola l’aria fredda dell’Artico alle alte latitudini e le impedisce di raggiungere altre zone del globo.

In media una volta ogni due anni, il vortice polare si indebolisce e permette all’aria gelida di raggiungere le medie latitudini: un fenomeno, questo, che può arrivare a interessare anche il nostro Paese.

Tutto è iniziato a Capodanno

L’indebolimento del vortice polare viene innescato dal rapido riscaldamento dell’aria a 30 chilometri di quota, in stratosfera, e provoca un’anomalia dei venti. Nel giro di un paio di settimane le condizioni atmosferiche in superficie cominciano a risentire degli effetti dei venti anomali, favorendo l’incursione dell’aria polare nelle medie latitudini.

Tale fenomeno è estremamente di attualità: infatti, un riscaldamento stratosferico in Artico particolarmente intenso (circa 50°C) è avvenuto proprio a cavallo del Capodanno 2021, con possibili conseguenze di instabilità meteorologica in Europa e/o Nord America nelle settimane successive, in parte già manifestatesi con l’eccezionale ondata di neve e freddo in corso in Spagna.

Il meccanismo analizzato dallo studio curato da Mostafa Hamouda e Claudia Pasquero dell’Università di Milano-Bicocca insieme a Eli Tziperman dell’Università di Harvard offre anche una spiegazione al legame tra il riscaldamento globale e l’aumento degli eventi di freddo estremo.

I risultati del lavoro di ricerca sono stati pubblicati su Nature Climate Change. È già noto che le temperature anomale in stratosfera sono influenzate da diversi eventi climatici, come per esempio la fusione del ghiaccio Artico e le piogge tropicali intense, ma le attuali conoscenze non permettono di fare previsioni accurate sul loro accadere.

Nello studio pubblicato su Nature Climate Change viene evidenziata una condizione anticipatrice delle anomalie stratosferiche che non era mai stata riconosciuta prima.

Si tratta della temperatura superficiale dell’Oceano Pacifico settentrionale: acque particolarmente calde riscaldano la fredda aria che giunge dalla Siberia favorendone la risalita, arrivando a modificare le condizioni stratosferiche.

Lo studio evidenzia che questo meccanismo acquisisce maggiore importanza in un clima più caldo. L’Oceano Pacifico settentrionale, infatti, a causa della circolazione oceanica, si sta riscaldando molto più rapidamente del Nord Atlantico, in risposta alla crisi climatica in atto. E noi ne siamo gli artefici.

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