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Brevetti italiani, più green e finanziati dai fondi europei

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Foto di Pete Linforth da Pixabay

È ormai assodato che ci serve più verde! Tant’è che la transizione verso un’economia più sostenibile è uno degli obiettivi prioritari delle politiche economiche anche italiane, nel rispetto e in linea con Green Deal europeo e Agenda 2030

La tendenza dell’Italia a essere sempre più green è un dato di fatto, rilevato anche dal report dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (Uibm) sul numero dei brevetti green in Italia, cresciuti con una media del 9,6%, tra il 2009 e il 2018, rispetto al totale dei brevetti depositati nello stesso periodo, che è stato di circa 9.000.

La  capacità brevettuale italiana punta, per circa il 60% dei progetti brevettabili incentivifinanpresentati, a invenzioni relative alle tecnologie green di tre settori chiave: gestione dei rifiuti, risparmio energetico e produzione di energie alternative.

Nel stesso rapporto dell’Uibm, vengono indicati e rilevati i dati di quei brevetti classificati utilizzando l’Ipc Green Inventory, la tecnica sviluppata dall’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (Wipo), per la ricerca di brevetti relativi alle Environmentaly Sound Technologies (Ests), che raggruppa le tecnologie eco-sostenibili in 7 distinti campi principali:

  1. produzione e stoccaggio di energia da fonti alternative
  2. trasporti
  3. risparmio energetico
  4. gestione dei rifiuti
  5. agricoltura e foreste
  6. aspetti amministrativi, normativi e di progettazione
  7. produzione di energia nucleare

Guardando all’andamento delle domande di brevetto presentate, riportate nel rapporto dell’Uibm, risulta evidente che l’Italia ha registrato una flessione dell’1% nel biennio 2013-2014, con un trend che dal 2014 ritorna però a salire fino a raggiungere, nel 2018, il 10,6% dei depositi di progetti brevettabili.

Altro elemento rilevante del report è che nel periodo compreso tra il 2014 e il 2018 il trend crescente delle domande di brevetto italiane ha interessato sia il settore dei trasporti, sia il settore dell’agricoltura, con un inserimento, dal 2016, di invenzioni tecnologiche brevettabili per la produzione di energia nucleare.

Si può e si deve fare ancora molto per innovare, brevettare ma anche per tutelare e rispettare il lavoro scientifico e tecnico e per questo, l’Europa ha pensato a un voucher per la proprietà intellettuale che vale 20 milioni di euro.

Secondo l’Ufficio dell’UE per la proprietà intellettuale (Euipo), le piccole e medie imprese, costituiscono il 99% del tessuto imprenditoriale europeo, ma circa solo il 9% di queste pmi ha registrato i propri diritti di proprietà intellettuale.

Ad aggravare questa situazione, c’è anche la pandemia mondiale. Come afferma Thierry Breton, commissario europeo per il Mercato interno, “La pandemia di coronavirus ha avuto un impatto enorme sulle piccole e media imprese. Vogliamo aiutarle a sfruttare le loro innovazioni e la loro creatività per sostenerne la ripresa“.

E come farlo? Mettendo a disposizione ben 20 milioni di euro per le imprese che hanno sede nei 27 Stati membri dell’UE e che intendono tutelare i propri diritti di proprietà intellettuale.

Si tratta dell’iniziativa Ideas Powered for Business, parte integrante del piano d’azione in materia di proprietà intellettuale europeo, gestita dall’Euipo attraverso i fondi del programma europeo per le imprese (Cosme) e che prevede il rimborso parziale dei costi sostenuti dalle pmi europee per le domande di marchio e disegno o modello attraverso due servizi:

  1. un rimborso del 75% dei costi di pre-diagnosi della proprietà intellettuale
  2. un rimborso del 50% delle tasse di base per le domande di marchio e di disegno o modello a livello nazionale, regionale ed europeo

È possibile presentare una sola domanda per uno dei due servizi oppure per entrambi, sempre con un rimborso massimo di 1.500 euro per pmi richiedente.

Per la presentazione delle domande sono previste cinque cut-off, o finestre temporali comprese tra l’11 gennaio 2021 e il 30 settembre 2021.

In dettaglio, la prima decorre dall’11 gennaio al 31 gennaio 2021. Le successive finestre vanno dal 1º marzo al 31 marzo 2021; dal 1º maggio al  31 maggio 2021; dal 1º luglio  al 31 luglio 2021 e infine, dal 1º settembre al 30 settembre 2021.

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