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U-Datinos, voce e occhi del fiume Oreto

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fiume oreto palermo - progetto u-datinos
Foto da Wikimedia Commons

Il progetto partecipativo U-Datinos per il recupero e per la riqualificazione della costa sud-orientale di Palermo passa alla seconda fase: volontari pronti a raccogliere i dati sullo stato delle acque del fiume

È giunto ormai alla sua seconda fase U-Datinos, il progetto partecipativo dedicato al recupero delle acque del fiume Oreto e realizzato su iniziativa dell’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva della città di Palermo, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

Come da copione nel palinsesto ideato dai due autori, gli artisti Iaconesi e Persico, nelle scorse settimane si sono svolti gli incontri virtuali tra gli organizzatori e i partecipanti all’iniziativa, con l’obiettivo di condividere le migliori strategie per la raccolta e l’organizzazione artistica dei dati relativi allo stato di salute del fiume.

U-Datinos, infatti, è nato per il desiderio di riqualificare la costa sud-orientale della città di Palermo.

A partire, appunto, dal corso dell’Oreto, simbolo di un abbandono e di un inquinamento durato per anni e che ora, invece, la collettività dei cittadini, sotto l’egida del suddetto progetto artistico, intende recuperare e farne emblema, piuttosto, di una acquisita cultura dell’adattamento e del riuso.

Stabilito che, una volta terminata la raccolta dei dati di monitoraggio, questi ultimi serviranno da materiale per la composizione di un’opera d’arte fonica e illuminotecnica che darà voce e occhi alle acque dell’Oreto, nei giorni scorsi è partita l’operazione di vera e propria registrazione delle informazioni, che ha rivestito i partecipanti del ruolo di custodi dell’acqua.

Varie e tutte entusiaste le reazioni degli addetti ai lavori.

C’è chi ha riconosciuto come l’Oreto non sia affatto un fiume silenzioso e che U-Datinos ha fornito l’irripetibile occasione di interrogarsi sul personale rapporto con la propria città e con l’ambiente, e chi ha voluto fare della voce del fiume la voce stessa della città di Palermo.

Ancora, qualcun altro ha tenuto a ricordare che un evento tanto spiacevole come la pandemia ha dato il pretesto per la messa in atto di un’attività tanto inclusiva come quella proposta dal progetto di recupero e riqualificazione del corso d’acqua.

Sulla stessa falsariga anche le risposte della restante platea, quasi incredula dinanzi alla quantità di risvolti sociali e culturali positivi offerti da un’iniziativa di carattere ecologico.

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