Home Smart City Agli italiani piace andare in bicicletta. E i territori si adeguano

Agli italiani piace andare in bicicletta. E i territori si adeguano

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vacanze in bicicletta
Foto da Pixabay

Il nostro Paese si conferma all’avanguardia nella promozione di stili di vita sani e contrari agli sprechi energetici: stanziati i fondi per la realizzazione del tratto mantovano della Ciclovia del Sole e accordo ufficiale tra le istituzioni per nuovi percorsi a due ruote lungo i corsi d’acqua

Quello del riscaldamento globale e dell’inquinamento globale dei mari e dell’aria è un tema, ormai, sulla bocca di tutti.

Giunti all’attuale livello di compromissione degli equilibri fisiologici del Pianeta, infatti, non si tratta più soltanto di una questione di sensibilità individuale o di educazione culturale, ma di un’emergenza pratica collettiva.

Fortunatamente, dobbiamo dire che atteggiamenti sopra le righe e prese di posizione negazioniste come quelle dell’ex presidente statunitense Donald Trump esemplificano il pensiero di una sparuta parte della società: i più dimostrano di tenere all’ambiente, e di volersi impegnare per tutelarne l’incolumità.

Un sondaggio di recente eseguito dall’azienda Qundis, specializzata nella produzione di misuratori per la contabilizzazione del calore e del consumo dell’acqua, certifica infatti che la maggioranza degli utenti è consapevole che una gestione virtuosa dei consumi energetici domestici può fare tanto per contribuire alla causa dell’ecosostenibilità.

I risultati ottenuti dalla ricerca, per esempio, riferiscono che il 60% degli intervistati preferisce gli spostamenti in bicicletta piuttosto che quelli in automobile, oppure, che, nel 43% dei casi, il treno ha la priorità sulle quattro ruote.

Ancora, il 54% è convinto che prendere meno l’aereo darebbe una mano immediata alla salubrità dell’aria.

La grande maggioranza, però, cioè l’81%, sa che il discrimine per invertire la rotta consiste nell’assunzione di comportamenti più consapevoli, rispetto ai consumi di energia, tra le mura domestiche.

È anche cavalcando quest’onda che l’Unione Europea, attraverso la promulgazione della direttiva sull’efficienza energetica denominata Eed, ha inteso fornire agli Stati membri criteri e indicazioni precisi, di carattere economico, ingegneristico e architetturale, per incentivare l’efficientamento energetico degli specifici parchi immobiliari.

I vari bonus dedicati alle ristrutturazioni succedutesi nella normativa italiana nell’ultimo biennio rispondono proprio a questa sollecitazione. Su questa falsariga, dobbiamo riconoscere che l’Italia si sta comportando in maniera ottima.

Grazie all’impegno editoriale del collega Rai Marco Frittella, autore del libro intitolato Italia Green, sappiamo, per esempio, che noi italiani siamo gli specialisti primi, in Europa, nella raccolta differenziata dei rifiuti: lo avreste creduto?

D’altra parte, simili scelte virtuose a livello individuale non percorrono molta strada se non sono accompagnate dalle istituzioni. Anche, appunto, se si tratta di coadiuvare la condotta dei privati.

Sarà allora motivo di soddisfazione per tutti i cicloamatori, che con le proprie due ruote cercano la sintonia con l’ambiente, apprendere che il Comune di Mantova ha finalmente approvato lo stanziamento di oltre cinque milioni di euro per il finanziamento del tratto lombardo della Ciclovia del Sole.

Ambizioso progetto che prevede la costruzione di un tracciato ciclabile snodato da Firenze a Bologna, con destinazione Verona, la Ciclovia del Sole attraverserà quattro Regioni, tra Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, con tutte le implicazioni di valorizzazione del territorio che possiamo immaginare, in termini non solo ambientali ma anche storici, culturali ed enogastronomici.

Su questo fronte, infine, a risultati ancora maggiori potremo puntare quando anche nel nostro Paese saremo in grado di replicare l’esperienza degli altri Paesi europei, dove è buona pratica sfruttare i percorsi naturali segnati dai corsi d’acqua dolce per individuare percorsi ciclabili paralleli.

Da noi, in realtà, la legge numero 2/2018, recante Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta, già prevede il recupero delle strade arginali di fiumi, torrenti, laghi e canali a fini ciclabili.

Come spesso accade, però, la burocrazia ha rallentato i tempi di conversione di un patrimonio stradale calcolato, su base nazionale, in circa 200.000 chilometri.

Non al punto da impedire la recente firma di un accordo tra Anbi, Fiab e Cirem per l’implementazione di progetti congiunti tesi, appunto, a ideare soluzioni infrastrutturali per la collimazione dei letti dei corsi d’acqua e la rete delle ciclovie regionali e nazionali.

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