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Quando il Web sa… di buon vino

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vendita vini online
Foto di Jill Wellington da Pixabay

Una forte spinta al cambiamento culturale anche nel mondo del vino viene dal Web. Ne sono due ottimi esempi Greenwine e Che vino!

Silvia Zanella è una giovane enologa lombarda ma abruzzese d’adozione che, con un altro socio, ha avviato un sito e-commerce per la vendita di soli vini biologici e biodinamici: Greenwine.

Sin dai tempi dell’università mi sono avvicinata a questo mondo con grande interesse, soprattutto ricercando nella sostenibilità ambientale il motore per conoscere i produttori e degustare il loro vino” ci spiega Silvia.

Il sito Greenwine nasce  nel 2019, anticipando molti dei comportamenti che la pandemia ha invece da lì a poco imposto: “esistevano altri siti di ecommerce dedicati al vino, ma non un’offerta legata esclusivamente ai vini green: per noi è stata più che è una scommessa, si tratta di un progetto imprenditoriale ed etico al tempo stesso“.

Nel catalogo vini provenienti da tutte le regioni, con produttori già noti e altri invece ancora sconosciuti: l’obiettivo è quello di dare visibilità soprattutto alle piccole realtà, che testimoniano una grande adesione al territorio e che meritano di avere maggiore visibilità.

60 produttori per circa 300 etichette, con un progetto di incremento del bouquet nei prossimi mesi: rossi, bianchi, rosati ma anche bollicine, e orange wine, che stanno riscuotendo un sempre maggiore interesse.

Vini biologici, biodinamici, naturali, fermentazioni ancestrali, vini senza solfiti aggiunti e anche vini vegani, ossia vini nel cui processo di trasformazione non viene impiegato alcun ricorso a sostanze di origine animale.

Quali vini piacciono di più? “In realtà non esiste una preferenza tra vini rossi, bianchi e sparkling: devo ammettere che ancora piace molto il brand, ad attirare sono i produttori già noti affermati. Grande lavoro va fatto proprio sulle cantine ancora sconosciute che esprimono grande qualità“.

Le richieste, anche telefoniche, sono per un vino sano, bevibile, che non dia alcun problema successivamente alla degustazione, soprattutto con reazioni legate a emicranie o problemi di stomaco.

Chiediamo a Silvia quale sia il profilo del loro cliente tipico: “Negli ultimi mesi stiamo registrando diverse tipologie di clienti: i giovani nella fascia dai 18 ai 24 anni navigano molto sul sito, ricercano informazioni legate alle cantine, ai vini, al territorio, ai metodi di vinificazione, ma acquistano poco, probabilmente anche per limitate capacità di spesa.

Tra i 25 e i 45 anni l’acquisto si aggira mediamente tra 80 e 100 euro. Molti acquistano una prima bottiglia per sperimentare la validità della nostra selezione e poi fanno seguire un ordine di importo superiore. Stiamo peraltro riscontrando, probabilmente a seguito del lockdown, che molte persone oltre 55 anni si avvicinano con interesse e curiosità al nostro sito“.

Greenwine è sostenitore di Vinnatur, un’associazione culturale che promuove le coltivazioni della vite e la produzione di vini secondo metodi naturali legati al territorio, senza forzature tecnologiche né ricorso a ogni tipo di pesticida.

Si tratta quindi di una partnership importante, luogo di incontro tra appassionati e produttori legati da una filosofia di approccio sostenibile.

Vini sostenibili dalla startup Che vino!

Dal Web anche un’altra importante novità, la box di vini sostenibili di Che vino!: la startup è nata per raccontare la cultura del vino e la conoscenza dei territori, con un approccio legato alla social responsability nei confronti dell’ambiente e della comunità di produttori e consumatori.

Con Che vino! è possibile sottoscrivere un abbonamento mensile con proposte di degustazioni a sorpresa che puntano alla valorizzazione di prodotti di aziende italiane impegnate nel sociale.

Un progetto di e-commerce che promuove solidalmente le aziende del nostro Paese in ottica di solidarietà. Che Box! di Che vino! è inoltre dotata di un packaging ecocompatibile in cartone riciclabile.

Gli ideatori del progetto (Giuseppe Trisciuoglio, Federica ed Elio Maria Piersimoni) hanno immaginato qualcosa che vada ben oltre il delivery: la promozione della cultura del vino in ottica di sostenibilità, presentando territori, produttori e vini con un occhio di riguardo alla piccole cantine, che hanno grandi difficoltà per farsi conoscere e trovare dal grande pubblico di appassionati ed esperti.

Life is on web, c’è posto per tutti.

Sara Missaglia Sara Missaglia: giornalista, sommelier, degustatore e relatore per l’Associazione Italiana Sommelier, racconta di vino e enogastronomia per alcune riviste e testate di settore. Esperta di comunicazione è Degustatore della Regione Lombardia | Instagram | Facebook | Twitter | Linkedin
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