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Il trasporto elettrico, occasione per un’economia sostenibile

auto elettrica

In un’economia sempre più orientata al digitale diventa fondamentale guardare a un futuro sostenibile: per farlo è necessario sfruttare  la smart mobility – in particolare quella elettrica – come leva per un’economia più sostenibile

Energia e sviluppo vanno di pari passo: al crescere del secondo è legata inevitabilmente la richiesta della prima. Ma se tale fornitura non è green la situazione è destinata a precipitare.

A questo si unisce il fatto che molta dell’energia richiesta in futuro sarà destinata al trasporto, con la mobilità elettrica e smart sempre più presente nella nostra società… con quello che comporta.

Ecco allora che si dovrebbe considerare la mobilità elettrica come strumento per rendere la nostra economia sempre più sostenibile: una proposta dell’Angi – l’associazione nazionale dei giovani innovatori – che ha messo a punto un manifesto programmatico in cinque punti per sfruttare le risorse finanziarie del Recovery Fund e avviare così un percorso che porti a una visione più aperta all’innovazione sul tema della smart mobility.

Non è un caso che, in tutto il mondo, si noti a un deciso spostamento di interessi verso l’energia e la mobilità intelligente e sostenibile; due settori che al momento dipendono principalmente dai combustibili fossili.

Trend che è influenzato soprattutto da due fattori: la crescita della popolazione mondiale e del Pil globale che porta alla fame di energia, ovvero a un aumento enorme della domanda di energia.

Una crescita che, se non avverrà in modo sostenibile, farà aumentare inevitabilmente le emissioni nocive allontanando gli obiettivi stabiliti. Lo scorso anno la quota di energie rinnovabili nel mix energetico è stata pari al 38-40%, con un obiettivo del 65% entro il 2030.

Quindi, per iniziare ad appiattire la curva dei consumi energetici, è importante espandere l’elettrificazione dei settori del riscaldamento e dei trasporti. Allo stesso tempo si dovrebbe aumentare la quota di energie rinnovabili utilizzate ma anche promuovere le tecnologie disponibili per l’efficientamento energetico.

L’elettrificazione del settore dei trasporti in combinazione con un più alto mix di energie rinnovabili nella fornitura di elettricità sarà in grado di rendere l’economia più sostenibile e di ridurre l’impronta di carbonio della nostra società.

Per l’analista Smart Mobility e Smart Energy della società di investimenti finanziari di Robeco, Thiemo Lang, “quasi un terzo del consumo di energia è legato ai trasporti. Non parliamo solo di automobili ma anche navi, aerei, treni e camion. Sebbene le auto di oggi siano energeticamente più efficienti che in passato, la maggior parte si alimenta ancora con derivati del petrolio. Anche se da anni il settore automobilistico è in difficoltà e la sua curva dei profitti è discendente, il numero di auto elettriche vendute è in forte crescita”.

Facile prevedere, considerando i trend del mercato dei veicoli elettrici, che circa il 40% delle nuove auto vendute saranno elettriche entro il 2030, “ma questa potrebbe rivelarsi una stima prudente” conclude Lang.

L’onda lunga della mobilità elettrica sta arrivando e lo si vede nelle fibrillazioni provenienti dalla stampa e dalle aziende autombilistiche – leggi Toyota – sempre più preoccupate di uno tsunami produttivo che sta per arrivare loro addosso.

Il Gruppo Volkswagen, per esempio, ha visto quadruplicare nel 2020 le consegne di modelli elettrici in Europa, inclusi Regno Unito, Norvegia e Islanda, con un totale di 315.400 unità vendute contro le 72.600 del 2019.

La quota di veicoli puramente elettrici (Bev) e ibridi plug-in (Phev) sul totale delle consegne della casa di Wolfsburg è cresciuta al 9,7%. Cosa che ha permesso al gruppo di ridurre le emissioni medie di CO2 della propria flotta di vetture nuove in Europa di circa il 20% rispetto al 2019, attestandosi a 99,8 g/km nel 2020.

La mobilità elettrica e smart darà impulso a tutta l’economia

Ovviamente lo sviluppo di questo mercato comporta a catena la nascita di innumerevoli altre opportunità per l’economia globale. A partire dal mercato del lavoro che vedrà crescere il ruolo degli sviluppatori di software, figure che diventeranno essenziali per il futuro dell’auto.

Le automobili, infatti, diventeranno sempre più digitali e saranno connesse, costringendo di fatto le case automobilistiche a diventare essere stesse società di software, oppure ad affidarsi a grandi player indipendenti a cui affidare lo sviluppo del sistema operativo dell’auto – un po’ come accade per gli smartphone con i sistemi Apple e Android.

A questo proposito è ancora il Gruppo Volkswagen a fare scuola con l’annuncio di voler sviluppare internamente la gran parte dei software presenti nei propri veicoli – attualmente la quota software sviluppata internamente è inferiore al 10%, ma entro il 2025 la casa tedesca punta ad arrivare al 60%.

Per riuscirci il gruppo si affiderà a un numero crescente di specialisti altamente qualificati e una parte di questi arriverà da 42 Wolfsburg, la seconda scuola di programmazione attivata proprio Volkswagen.

Ottimizzazione termica per migliorare l’autonomia dei veicoli elettrici

Il crescente sviluppo del mercato elettrico dell’auto porta con sé anche miglioramenti e sviluppi tecnologici, sempre più interessanti. Come quello del progetto di ricerca franco-tedesco InnoTherMS che ha l’obiettivo di disegnare un sistema di gestione termica dei veicoli elettrici per limitarne allo stretto necessario il consumo energetico.

Si tratta di uno strumento di gestione termica virtuale, centralizzato, intelligente e predittivo basato su un software di simulazione e di modellazione del ciclo di raffreddamento che integra il sistema di accumulo termico.

InnoTherMS permette di prevedere e di controllare il riscaldamento o il raffreddamento di un veicolo elettrico consumando il minor quantitativo possibile di energia, massimizzando l’autonomia – aumentandola fino al 10% – e garantendo il comfort termico dei passeggeri.

Il prossimo passo del progetto sarà quello di trovare un produttore disponibile a implementare questa soluzione, indipendentemente dal veicolo.

Riciclo delle batterie delle auto elettriche

Si è sempre detto che uno dei punti deboli della mobilità elettrica è la gestione delle batterie, della loro autonomia, di quali energie vengono utilizzate per ricaricarle e, alla fine, di come vengono smaltite – magari attraverso processi molto inquinanti.

Volkswagen Group Components ha appena annunciato l’apertura a Salzgitter, cittadina tededsca vicino ad Hannover, di un impianto per il riciclo delle batterie delle auto elettriche.

Obiettivo dell’impianto è il recupero industrializzato di materie prime preziose come litio, nichel, manganese e cobalto in un ciclo chiuso insieme ad alluminio, rame e plastiche, con un tasso di riciclo superiore al 90% nel lungo termine e ridotte emissioni inquinanti.

Il sito è stato progettato per riciclare inizialmente fino a 3.600 sistemi di batterie l’anno, nella fase pilota, pari a circa 1.500 tonnellate.

Il processo di riciclo permette di risparmiare CO2 perché non richiede la fusione in altoforno. L’impianto di Salzgitter riciclerà solamente batterie che non possono più essere destinate ad altri scopi.

Ricarica elettrica smart e sicura, in casa e in ufficio

Una soluzione integrata e connessa per la ricarica dei veicoli elettrici: è Terra AC Wallbox, appena annuciata da Abb per applicazioni residenziali, uffici e luoghi commerciali, come negozi e hotel.

L’unità compatta realizzata da Abb, montata a parete misura solo 320x195x110 mm, può ospitare sia connettori di tipo 1 che di tipo 2 ed è in grado di erogare fino a 22 kW di potenza, garantendo le opzioni di connettività wireline (Ethernet, RS485/P1 seriale) e wireless (Bluetooth, Wi-Fi, 4G cellulare), facilitando l’integrazione con l’infrastruttura di rete esistente, oltre a consentire il controllo remoto tramite un’applicazione per smartphone dedicata.

Oltre al contatore di energia integrato nella soluzione, Terra AC Wallbox è predisposto per interfacciarsi con il contatore di energia dell’edificio in cui è installato, rendendo possibili attività di gestione dinamica del carico, con bassi costi di utilità associati.

La soluzione – classificata IP54, con involucri conformi a Nema e temperature operative da -35 a +50°C – è dotata sia di un cavo di 5 metri, sia di una presa universale di tipo 2 e può essere usata insieme a un’alimentazione monofase (per un’uscita di 7,4 kW) o trifase (per un’uscita di 22 kW).

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