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Innovazioni e progetti per una nautica sostenibile

nautica sostenibile
Foto di Ricardo Iturralde da Pixabay

Innovazioni e progetti per rendere più sostenibile il settore nautico, fortemente dipendente dai combustibili fossili e responsabile di più del 40% dell’inquinamento atmosferico sulla terraferma

Ridurre fortemente l’impronta di carbonio del settore nautico, minimizzando il suo impatto sul Pianeta attraverso l’utilizzo di carburanti meno inquinanti e adottando innovazioni tecnologiche e di economia circolare che aiutino lo sviluppo di una nautica sostenibile e più green.

Secondo studi italiani, presentati dall’associazione Cittadini per l’Aria, infatti, vivere in prossimità di un porto incrementa del 31% la probabilità di tumore al polmone e del 51% il rischio di morte prematura ricollegabile a malattie neurologiche, a causa dei gas di scarico delle navi che producono una contaminazione che va dal 18% al 30% di ossido di azoto e del 9% di ossido di zolfo.

I progetti in via di sviluppo hanno l’obiettivo di fornire agli operatori navali carburanti a basso tenore di zolfo o catalizzatori e filtri antiparticolato per contenere le emissioni di azoto disfandosi, finalmente, anche dell’olio pesante che rappresenta un rischio grave anche per i mari, la salute e il clima.

La tecnologia lavora per questo ma anche la politica si è posta il problema, come la Norvegia che ha già annunciato che dal 2026 vieterà alle navi che utilizzano carburanti inquinanti di entrare nelle sue acque e, entro il 2030, consentirà la navigazione alle sole navi a emissioni zero.

Convertire i motori endotermici all’alimentazione a gas

C’è un’azienda, in Italia, che ha già effettuato oltre 3.000 conversioni bi-fuel Gpl sulle imbarcazioni, consentendo prestazioni inalterate con un abbattimento degli inquinanti CO, HC e NOX.

Si tratta di Autogas Italia che, insieme a Ecomotive Solutions del Gruppo Holdim, da diversi anni è impegnata nello sviluppo di sistemi che, applicati a motori fuoribordo, permettono il loro funzionamento bifuel benzina Gpl e, in alcune applicazioni, anche a solo Gpl.

La maggior parte dei motori fuoribordo bifuel che viaggiano con i sistemi prodotti dall’azienda modenese navigano in Paesi del Sud America, dove sono stati portati avanti sviluppi tecnici e conversioni su motori da 40 fino a oltre 200 HP di potenza.

Tecnicamente, questo sistema preleva il Gpl in fase liquida dal serbatoio e lo trasforma in forma gassosa grazie a un riduttore di pressione modificato per uso nautico. Il gas in fase gassosa viene inviato al motore e iniettato attraverso una centralina elettronica che gestisce tutto il sistema gas, dialogando con l’elettronica originale del motore.

In particolare, nei grandi allevamenti di pesca, questa trasformazione consente lo spostamento tra le vasche di allevamento mantenendo acque pulite per un pescato di maggior pregio e qualità; per chi invece utilizza i natanti per trasporti giornalieri o a lunga percorrenza di persone o di cose, l’aspetto di risparmio economica della soluzione a Gpl è preponderante.

Nautica sostenibile, grazie all’innovazione tecnologica

Le norme sulle emissioni solforose nel Mar Baltico e nel Mare del Nord e la loro estensione al Mediterraneo, alle coste degli Stati Uniti e probabilmente a quelle di alcuni Paesi asiatici, stanno fortemente incentivando l’innovazione e gli investimenti relativi al gas naturale liquefatto in ambito navale.

In Italia, Vanzetti Engineering dal 2006 ha iniziato a lavorare nel settore del metano liquido per uso navale e , negli ultimi anni, ha iniziato a lavorare sulle applicazioni Lng Marine ad alta pressione, proponendo le pompe centrifughe sommerse delle serie Artika e quelle a pistoni della serie VT-3.

Queste pompe possono essere montate sul fondo dei serbatoi Lng o dentro criostati sottovuoto, installati ai piedi dei serbatoi. In entrambi i casi la soluzione permette il mantenimento delle condizioni di freddo per operazioni di avvio e stop veloci ed efficienti e bassa necessità di manutenzione.

Cosa manca dunque?

“Nel trasporto marittimo – è il pensiero di Andrea Arzà, presidente di Assogasliquidi/Federchimica  – occorre introdurre norme di defiscalizzazione per la costruzione di depositi e/o distributori di Gnl nei porti, oltre a definire idonee tariffe portuali per agevolare l’utilizzo di mezzi marittimi alimentati a Gnl e, infine, prevedere misure premianti per le flotte navali costruite e alimentate a Gnl e la realizzazione di unità navali (bettoline) adeguate ai servizi di Small Scale e per il rifornimento ship to ship. Nel trasporto stradale pesante è invece fondamentale definire incentivi strutturali a favore dell’autotrasporto, come ad esempio la riduzione di tariffe e canoni per l’utilizzo di infrastrutture autostradali e confermare gli incentivi per l’acquisto di mezzi alimentati a Gnl a favore degli investimenti delle imprese di autotrasporto”

Rifiuti marini trasformati in carburante

Trasformare le plastiche che inquinano i mari in carburante per le imbarcazioni, un sistema economico perché non sono necessari pretrattamenti dei rifiuti plastici recuperati dai fondali, ma fondamentale per ridurre l’inquinamento dei nostri mari.

Si tratta del progetto marGnet – Mapping and recycling of marine litter and ghost nets on the sea-floor – coordinato dall’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Venezia (Cnr-Ismar) che ha messo a punto un prototipo portatile capace di trasformare, a un costo contenuto, i rifiuti plastici presenti in mare in carburante per imbarcazioni, attraverso un processo di pirolisi a basse temperature ossia un processo chimico che decompone i materiali mediante calore e in assenza di agenti ossidanti.

Dal 2019 sono già state avviate le prime sperimentazioni in due siti pilota – la laguna di Venezia e l’arcipelago di Cherso e Lussino, in Croazia – con una serie di attività di controllo e di quantificazione dei rifiuti depositati sui fondali per procedere poi, ove possibile, al recupero e al riciclo chimico.

Dal prototipo attuale – realizzato dalla società Sintol – sono stati ricavati tre tipi di carburante: un carburante leggero e di alta qualità, che può essere utilizzato come materia prima per la produzione di nuovi polimeri vergini, il gasolio marino – principale carburante target del progetto – e olio combustibile intermedio.

Il progetto marGnet vede un partenariato costituito dal Blue World Institute (Lussino, Croazia), Sintol S.r.l. (Torino), Laguna Project s.n.c.(Venezia) e TechneProjects S.r.l. (Padova).

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