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Sono fatti di micro alghe gli sci verdi biotecnologici

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Grazie a una cordata di aziende internazionali è arrivato sul mercato un paio di sci verdi: backcountry Wndr Alpine. Greenplanner.it ne svela i segreti e la composizione, a partire dai bioreattori della italiana Solaris Biotech Solutions

Sci verdi, non solo per il colore, ma anche per la sostanza. È quanto promettono di essere i nuovi sci backcountry Wndr Alpine che all’Ispo2021 (la manifestazione dedicata alle attrezzature sportive) sono saliti sul podio, premiati per la loro matrice sostenibile.

Si deve alla Checkerspot, azienda biotecnologica californiana impegnata produzione di materiali innovativi e performanti, l’intuizione dei biomateriali applicati agli sci ad alte prestazioni.

Ma se non ci fossero stati i bioreattori italiani, forse, ben poco si sarebbe fatto.

Si deve infatti alla partnership tra Checkerspot e Solaris Biotech Solutions, azienda italiana attiva nella progettazione di soluzioni biotecnologiche, la produzione della materia prima naturale.

L’impiego dei bioreattori progettati da Solaris ha permesso a Checkerspot di mettere a punto il processo produttivo per cui le microalghe marine – precedentemente ingegnerizzate – vengono trasformate per via fermentativa in olii trigliceridi, che sono alla base dei biopolimeri.

Un olio algale è utilizzato per la sintesi dell’Algal Core e dell’AlgalWall, i due biomateriali che costituiscono i nuovi sci Vital 100.

matteo brognoli

Matteo Brognoli, presidente di Solaris Biotech Solutions, ci svela qualche segreto in più a partire quali altri magnifici materiali stanno uscendo dai loro laboratori

Bioplastiche ottenute da Pha e Phb, biocombustibili (ottenuti da fonti rinnovabili come le microalghe) e biopolimeri ottenuti dalla biofermentazione di microalghe ingegnerizzate.

Alghe, girasole, cotone, semi di lino, cardi scarti di produzione: quali consigli si sente di dare per sfruttare o non sfruttare i vegetali? Da dove partire, cosa lasciare perdere?

L’area relativa alla produzione di biomateriali si concentra sulla produzione di composti bioattivi, biopolimeri, enzimi, microrganismi. Attualmente, la maggior parte della ricerca viene condotta per ottenere bioprodotti attraverso la fermentazione.

Accanto a fonti di produzione quali le microalghe, molto adatte a ricavare oli vegetali da utilizzare per la realizzazione di biomateriali, un’area di crescente attenzione è sicuramente lo sviluppo delle bioplastiche attraverso lo studio delle biotrasformazioni microbiche.

Ovvero, l’uso di microbi estremofili ottenuti da nicchie insolite. Solaris Biotech nello specifico lavora sulle bioplastiche ricavate da Pha – ovvero poliidrossialcanoati che sono polimeri poliesteri termoplastici sintetizzati da vari generi di batteri (Bacillus, Rhodococcus, Pseudomonas) attraverso la fermentazione di zuccheri o lipidi – e da Phb poli-β-idrossibutirrato, ovvero un poliidrossialcanoato appartenente alla classe dei poliesteri e che è un prodotto della assimilazione del carbonio da fonti quali glucosio o amido e impiegato dai microrganismi quale molecola di riserva da metabolizzare quando altre fonti di energia non sono disponibili.

In questo settore di ricerca abbiamo una collaborazione proprio con la Harvard University (Usa). Un altro settore affine è quello dei biocombustibili ottenuti da fonti rinnovabili (come per esempio le microalghe): in questo ambito abbiamo delle collaborazioni in corso con alcuni gruppi petroliferi.

Ci può indicare i costi di un bioreattore (segnalando anche le grandezze e le quantità di produzione)?

I fermentatori e i bioreattori Solaris forniscono piattaforme efficienti per applicazioni di R&S e sviluppo di prodotti.

I sistemi su scala di laboratorio sono concepiti per essere estremamente flessibili e scalabili utilizzando la stessa automazione e lo stesso software potenti e intuitivi.

Quindi a seconda delle esigenze del cliente i costi dei macchinari possono variare da un minimo di 15mila euro fino a qualche milione di euro per gli impianti di tipo industriale.

I fermentatori e i bioreattori pilota e industriali Solaris offrono soluzioni completamente personalizzabili. I volumi vanno da 5L fino a 30.000L e oltre.

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