Home Curiosità È “italiano” il campione mondiale dei molluschi

È “italiano” il campione mondiale dei molluschi

argonauta argo - mollusco dell'anno 2021
Foto da Wikipedia

Erano 120 i partecipanti alla competizione globale per eleggere il Mollusco dell’anno 2021, ma alla fine l’ha spuntata il candidato presentato dal nostro Paese. Una gara in cui si intrecciano scienza e senso estetico, il cui risultato potrebbe dare contributi importanti alla ricerche sul cervello

Il loro nome, Argonauta argo, rievoca le avventure del gruppo di eroi guidati da Giasone e che, a bordo della nave Argo, viaggiarono dalla Grecia fino alla Colchide per conquistare il vello d’oro, il mantello capace di curare ogni ferita.

Sono molluschi diffusi nell’Atlantico e nel Mediterraneo che, pur avendo una vita molto breve, dimostrano un’intelligenza decisamente sviluppata.

Mentre i ricercatori sono impegnati a capire come fa a diventare così intelligente in così poco tempo, l’Argonauta argo ha vinto il titolo di Mollusco mondiale del 2021 nell’ambito di una competizione internazionale promossa dal Senckenberg Research Institute and Natural History Museum di Francoforte.

La candidatura è stata presentata da Fabio Crocetta, biologo del dipartimento di ecologia marina della Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli.

Dopo le eliminatorie, il cefalopode è arrivato in finale dove ha sbaragliato altri cinque pretendenti alla vittoria. Su un totale di 21.927 voti pervenuti da 126 paesi, l’Argonauta argo ne ha infatti conquistati 7.888, staccando di parecchio il secondo classificato, la coloratissima Polymita picta, che si è fermata a poco più di 6.300 voti.

Come in ogni competizione che si rispetti, anche per questa è previsto un premio, il sequenziamento del genoma del campione a opera del Loewe Centre for Translational Biodiversity Genomics (Tbg) del Senckenberg.

L’analisi consentirà di svelare i segreti di questi molluschi, la cui storia evolutiva si è separata da quella degli altri polpi circa 500 milioni di anni fa, all’inizio del Cambriano, e che presentano parecchi aspetti decisamente inusuali persino nell’ambito di un ordine, quello degli Ottopodi, che di stranezze ne vanta comunque parecchie.

Gli Argonauta sono infatti caratterizzati da un marcato dimorfismo sessuale: le femmine assomigliano a grandi polpi, e possono superare i 30 centimetri di lunghezza, mentre i maschi si fermano a un paio di centimetri.

Solo le femmine hanno un paio di tentacoli modificati (chiamati braccia), che producono l’ooteca, il guscio sottilissimo in cui depongono e custodiscono le uova.

In passato si pensava che queste due braccia venissero usate come vele per muoversi sulla superficie, tant’è che Aristotele nella sua Historia animalium descriveva questi molluschi come “un marinaio oceanico in una barca di conchiglia le cui braccia dorsali sono adorne di alte vele per catturare il vento“.

In realtà, si tratta di una specie che vive in mare aperto e viene trasportata dalle correnti.

Gli Argonauta sono predatori famelici, che usano i loro tentacoli per catturare le prede e portarle alla bocca, dove le mordono iniettando il veleno prodotto dalla ghiandola salivare, e sono capaci di divorare prede molto più grandi di loro, come le meduse.

La Stazione zoologica napoletana Anton Dohrn è particolarmente soddisfatta di essere riuscita a prevalere in una competizione così serrata, in un ambito, quello degli studi sui cefalopodi marini, in cui vanta una lunga tradizione di ricerca.

La speranza, infatti, è che dalle analisi del genoma e della neurobiologia animale possano emergere elementi utili anche per chiarire alcuni aspetti ancora poco chiari del cervello umano. Dimostrando così che, anche da un (poco ortodosso) concorso di bellezza, possono venire stimoli utili all’avanzamento scientifico.

(testo redatto da Simone Gandelli)

Condividi: