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Economia del bene comune: la sostenibilità di prodotto

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Foto di Comfreak da Pixabay

Le riflessioni e il concetto di sostenibilità di prodotto nel terzo webinar organizzato dalla Federazione del Bene Comune a sostegno della diffusione dei principi Esg – environmental social governance

Prosegue il tour organizzato dalla Federazione per l’Economia del Bene Comune: dopo aver affrontato, nei primi due appuntamenti, i principi alla base della matrice del Bene Comune – strumento di riferimento per la progettazione e la rendicontazione di percorsi rispettosi dei principi Esg – e il senso di fare impresa, attraverso la declinazione della purpose organizzativa, siamo arrivati alla terza tappa, dedicata alla Sostenibilità di prodotto.

La riflessione parte da una presa di coscienza piuttosto drammatica: la Terra ha risorse limitate e noi, con il nostro modo di operare all’interno del sistema economico, consumiamo più di quanto il pianeta è in grado di generare.

Prendiamo, come indicatore di riferimento, l’overshoot day, ovvero il giorno che segna l’esaurimento delle risorse rinnovabili che la Terra è in grado di produrre autonomamente in un anno: se, nel 1975, tale giorno cadeva il 28 novembre, nel 2019 l’overshoot day è stato il 29 luglio – nel 2020, grazie al lockdown primaverile, questa scadenza è arrivata il 22 agosto.

Per le aziende, quindi, pensare alla Sostenibilità di prodotto diventa un imperativo che va spesso a braccetto con una riorganizzazione radicale dei processi di produzione.

Sono tre i pilastri della Sostenibilità di prodotto:

  1. l’eco-efficienza, sostanzialmente focalizzata sulle materie prime e sul loro utilizzo nei cicli produttivi
  2. la sufficienza, intesa principalmente come sobrietà anche nei comportamenti di utilizzo e di consumo
  3. la circolarità, principalmente legata al concetto di riutilizzo del bene ma anche, in senso più ampio alla circolarità di idee e alla condivisione di conoscenze e know-how

Per progettare un prodotto che sia circolare, infatti, spesso è necessario mettere più attori intorno allo stesso tavolo: chi si occupa di design, chi conosce a fondo i processi produttivi e i materiali, chi analizza i comportamenti dei consumatori e le loro abitudini.

È così che è nata l’idea di Perpetua, la matita creata grazie alla polvere di grafite, tipicamente uno scarto produttivo: questo bene è in grado di combinare l’originalità del design italiano (la matita infatti è esposta al Moma di New York e al Guggenheim di Bilbao) con una capacità di scrittura ben più lunga di una matita tradizionale (circa 21,6 volte).

La combinazione di disegno del prodotto e del processo permette, in un caso come questo, di ottimizzare l’utilizzo di materiale che altrimenti finirebbe in discarica, generando così anche un impatto positivo sulle strutture di costo del sistema di smaltimento.

Ma la circolarità non riguarda solo un utilizzo differente e innovativo di materiale di rifiuto e di scarto; infatti, la capacità di riparare e di riutilizzare il prodotto consente un allungamento sostanziale della vita utile dello stesso.

Prendiamo i tessuti con cui ci vestiamo: la scarsa conoscenza su come trattare al meglio i materiali incide sulla longevità degli stessi. La lana, per esempio, è una fibra naturale che si autogenera grazie ad accorgimenti quali l’esposizione all’aria fredda invernale o al vapore dell’acqua della doccia del nostro bagno.

Saper leggere le etichette aiuta inoltre il consumatore a capire se l’azienda produttrice di un capo di abbigliamento ha puntato sulla qualità o se, invece, ha preferito percorrere scorciatoie indirizzate all’abbattimento dei costi.

Nelle esperienze raccontate all’interno del webinar, l’economia circolare porta quindi diversi benefici al sistema economico nel suo complesso: oltre alla valorizzazione dell’unicità del disegno e della progettazione di un prodotto, alla centralità della partnership e della collaborazione tra competenze diverse, la maggiore consapevolezza e conoscenza dei comportamenti di acquisto e delle modalità di utilizzo da parte dei consumatori può generare impatti concreti e positivi.

Il ciclo di webinar organizzato dalla Federazione per l’Economia del Bene Comune proseguirà con altri appuntamenti: il 24 febbraio, infatti, sarà il turno delle certificazioni e delle etichette ambientali, ma anche dell’impatto positivo che possono generare sull’attività di impresa.

Iscrizioni e informazioni sono disponibili online.

Chiara Guizzetti Chiara Guizzetti: laureata in economia, lavora in Adfor come referente per l’area Internal Audit e Compliance (consulenza, formazione aziendale e universitaria). Crede nel valore dell’etica, della sostenibilità e del network tra persone e imprese. Appassionata di pilates e corsa | Linkedin
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