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L’auto elettrica, strumento di mobilità sostenibile, non status symbol

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Foto di Stan Petersen da Pixabay

La percezione dell’auto elettrica attraverso un sondaggio rivolto alla generazione Z, dei più giovani: non uno status symbol ma uno strumento di mobilità sostenibile. E la mobilità elettrica è sempre più diffusa in Lombardia

La percezione dell’utilità dell’auto sta cambiando e, se prima era vista come uno strumento per mettere in mostra la propria capacità di spesa, oggi è, invece, semplicemente uno strumento per muoversi.

In modo sempre più ecologico, naturalmente. Lo evidenzia il risultato di un sondaggio condotto da Skuola.net su un campione di 2.800 ragazzi di età compresa tra gli undici e i trent’anni in occasione deli Electric Days Digital – l’evento dedicqato alla mobilità elettrica.

Sul campione degli intervistati, quasi 9 giovani su 10 ritengono l’auto utile per soddisfare soprattutto le proprie esigenze di mobilità; solo per il 10% è una passione e, addirittura, appena il 2% la ritiene ancora uno status symbol.

Contrariamente però da quello che ci si sarebbe aspettati dalla generazione della sharing economy – bike, car, house, ride e chi più ne ha più ne metta – l’85% del campione intervistato si vede più avanti negli anni – alla “veneranda età di 35 anni” – alla guida di un’auto di proprietà.

Solo il 5% potrebbe valutare il noleggio utilizzando formule a lungo termine e, infine, appena il 10% opterebbe per il car sharing o altre forme di mobilità – in questa scelta potrebbe aver avuto una parte importante l’attuale pandemia sanitaria.

In questo scenario spicca l’interesse dei più giovani verso l’auto elettrica: circa 4 persone su 10 giudicano una scelta trendy possedere un’auto elettrica anche se il 40% dei giovani intervistati ritiene l’auto elettrica ancora troppo costosa.

Anche se la tecnologia che contraddistingue questi veicoli affascina molto la generazione Z perché, tra chi ha avuto l’occasione di salire su un’auto elettrica, la soddisfazione è alta: ben il 41% è rimasto stupito dalla silenziosità del motore, il 26% dalla comodità, mentre il 14% è stato conquistato dalla dotazione tecnologica.

Lombardia, la regione più impegnata nella mobilità elettrica

Lombardia, prima regione italiana per punti di ricarica elettrica: lo rivelano i dati forniti da Parclick, azienda che si occupa della prenotazione di parcheggi online, che indica in Roma, Milano, Firenze e Napoli le città italiane con più postazioni.

Nel nostro Paese tre parcheggi su dieci hanno un sistema di ricarica elettrica (il 32%); i punti di ricarica sono più di 19.300 distribuiti in 9.700 stazioni aperte al pubblico.

Di queste, 8 su 10 sono in aree pubbliche mentre il restante 20% si trova in terreni privati con accesso pubblico (parcheggi, supermercati, centri commerciali).

Il 40% di questi punti diricarica è stato installato nel 2020 e si prevede che nel 2021 i numeri saliranno ancora.

Non stupisce il dato geografico della loro distribuzione: oltre la metà dei punti di ricarica si trova nel Nord del Paese con la Lombardia prima regione per numero di postazioni – più di 3.300 – seguita dal Piemonte (2.000), dall’Emilia-Romagna (poco più di 1.800) e da Lazio, Veneto e Toscana (con circa 1.700 punti di ricarica).

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