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easyJet: quando i voli riprenderanno dovrano essere più verdi

pubblicato il: - ultima modifica: 18 Febbraio 2021
ridurre impatto ambientale easyJet

La compagnia aerea, guidata in Italia da Lorenzo Lagorio, indica i passi necessari per diminuire l’inquinamento aereo. Supportato da easyJet un nuovo dottorato Executive in Management Engineering al Politecnico di Milano

Quando i voli aerei riprenderanno in forza, dovranno essere più Green. Per easyJet lo promette Lorenzo Lagorio, country manager italiano della compagnia aerea: “Questo è un momento storico per l’aviazione commerciale e intendiamo svolgere un ruolo di primo piano nella transizione verso soluzioni capaci di ridurre significativamente l’impatto del settore aereo sull’ambiente“.

Il primo passo è stato fatto nel 2019 “quando – spiega Lagorioabbiamo deciso di compensare le emissioni prodotte dal carburante impiegato su tutti i nostri voli, pur consapevoli che questa è solo una misura provvisoria, in attesa che le tecnologie in grado di ridurre le emissioni di CO2 all’origine diventino disponibili su larga scala“.

Compensazione che avviene con progetti basati sulla natura, tra cui iniziative di riforestazione e imboschimento, oltre all’adozione di energie rinnovabili.

“Abbiamo già riscattato 3,4 milioni di crediti di anidride carbonica ottenuti dalla gestione forestale e sulla prevenzione della deforestazione e dall’uso di energie rinnovabili” racconta un portavoce interpellato i merito che assicura come ciascun progetto debba soddisfare il Gold Standard o l’accreditamento Vcs (Verified carbon standard).

“Per la selezione dei progetti – continua il portavoce – ci siamo affidati ad alcuni partner  tra cui Climate Focus, EcoAct”.

easyJet jet  sta investendo anche per migliorare le stufe da cucina in India, sviluppare l’uso di residui di biomassa in Bulgaria, ridurre la deforestazione nell’Amazzonia peruviana e sviluppare un quadro di gestione forestale in Etiopia.

E in più c’è la voce R&D in ambito tecnologie Sostenibili come gli aerei ibridi, elettrici e a idrogeno: “è il modo migliore – continua il country manager – di affrontare efficacemente le sfide globali poste dal cambiamento climatico per questo settore“.

Fa parte di questo percorso l’accordo siglato con il Politecnico di Milano che prevede un PhD sulla sostenibilità del trasporto aereo e incardinato nel percorso Executive del Programma di Dottorato in Management Engineering del Politecnico, che sarà supervisionato dai professori Federico Caniato e Paolo Trucco.

Un percorso di dottorato Executive in Management Engineering tra i primi in Europa con focus sulla sostenibilità nel settore aereo. Oggetto di ricerca saranno infatti proprio le sfide e le opportunità presentate dall’innovazione tecnologica in quest’ambito, con particolare attenzione a come le compagnie aeree possano contribuire alla decarbonizzazione del settore e a ridurre gli effetti del cambiamento climatico.

Non si tratta solo di innovazione tecnologica, ma di una complessiva trasformazione dei modelli di business con impatti sistemici a livello di settore che porterà alla nascita di nuove filiere” riflette in merito Trucco, docente di sistemi industriali della School of Management e responsabile del progetto di ricerca con easyJet.

Significativo che questa collaborazione abbia come fulcro il percorso di dottorato di un pilota di easyJet: Diego Babuder, che lavora nella compagnia aerea da oltre 7 anni.

Tra le sue credenziali una laurea in gestione del trasporto aereo nel Regno Unito e una Laurea Magistrale in Scienze Politiche e di Governo con il massimo dei voti all’Università Statale di Milano.

Babuder ha già avuto esperienze di insegnamento proprio al Politecnico di Milano intervenendo alle lezioni del master di primo livello in Fondamenti del sistema di trasporto aereo.

Secondo il suo parere nei prossimi dieci anni il comparto è destinato a cambiare volto in tutta la filiera del volo. Il percorso di dottorato proposto dal Politecnico di Milano ha durata di quattro anni.

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