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Piace anche la birra che produce il contadino

pubblicato il: - ultima modifica: 22 Febbraio 2021
birra artigianale
Foto di Simón Delacre da Pixabay

Non è solo il luppolo l’anima vegetale della birra: in campagna, infatti, la bionda si fa anche con il mais, il frumento, oltre ovviamente che con l’orzo

Nella campagna lombarda c’è una nuova moda: produrre birra partendo dalle coltivazioni del campo. Lo fa Carlo Recchia, giovane imprenditore agricolo di Formigara, in provincia di Cremona, che usa il mais.

Il mais corvino – spiega Carloè un cereale antico, dal chicco nero e allungato, coltivato dai Maya già nel 3.500 A.C. Rispetto al mais comune, questa variante unica contiene il doppio delle proteine, ha il 20% dei carboidrati in meno, e 20 volte in più gli antiossidanti, pari a quelli contenuti nel mirtillo“.

La mia esperienza di produttore di birra è nel segno della collaborazione tra aziende del territorio – prosegue CarloMi appoggio a un birrificio locale: la mia azienda porta il mais corvino, mentre un’altra impresa agricola mi assicura malto d’orzo. Altri piccoli produttori locali forniscono il luppolo, prodotto in Italia.

In questo modo nasce la mia birra agricola, che è ad alta fermentazione e a bassa gradazione alcolica, e che propongo ad agriturismi, bar, e che vendo anche tramite web. Considero importante il percorso che è in atto, grazie al Consorzio Birra Italiana, con la sfida di mettere insieme produttori di birra e materie prima, per creare e promuovere una filiera della birra tutta italiana“.

Nella bergamasca la birra “contadina” (o meglio… birra agricola: la birra contadina è un marchio registrato dalla Cascina Motta) nasce nelle campagne di Ardesio.

La nostra birra la produciamo con orzo e frumento coltivati in Val Seriana e quindi ha un profondo legame con il nostro territorio – spiega Marco Delbono, imprenditore agricolo – Il luppolo invece lo prendiamo da un’azienda agricola milanese con cui abbiamo costituito una rete d’impresa.

Abbiamo iniziato questa scommessa nel 2016 e da subito abbiamo puntato sull’identità e sulla qualità del prodotto. Il processo produttivo, così come il protocollo di coltivazione delle materie prime, segue uno specifico disciplinare e questa scelta ci sta dando grosse soddisfazioni perché il consumatore finale apprezza questa attenzione“.

Chi apprezza la birra – di tutti i generi – non manca e, anzi, cresce sempre più: secondo Coldiretti nella solo Lombardia sarebbero oltre 4 milioni i lombardi (dagli 11 anni in su) che consumano birra.

155 i micro birrifici in Lombardia, il 16% del totale italiano, con una produzione di 112 mila ettolitri. Il consumo della birra artigianale – continua la Coldiretti – è diventato negli anni sempre più raffinato e consapevole, con specialità altamente distintive e varietà particolari.

La vera novità è che la birra può essere abbinata anche al dolce. L’apporto calorico va dalle 34 kilocalorie per 100 grammi delle birre standard, alle 60 kilocalorie di quelle più alcoliche.

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