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Il mercato dei prodotti ricondizionati cresce e aiuta l’ambiente

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mercato prodotti ricondizionati

Il mercato dei prodotti ricondizionati di elettronica – il refurbished market interessa soprattutto smartphone, ma anche computer e notebook – è considerato dagli analisti di settore in grande crescita. Un driver importante per l’economia ma anche per l’ambiente

Il mercato dei prodotti ricondizionati è stimato valere circa 80 miliardi di dollari e avrà da qui al 2024 una crescita molto interessante; questi prodotti, anche a causa della crisi causata dalla pandemia, stanno raccogliendo un sempre maggiore interesse del pubblico che può acquistare prodotti di marca a prezzi decisamente più convenienti – si riscontrano sconti dell’ordine del 30-60% rispetto ai prezzi di listino degli stessi prodotti nuovi.

Ma non è soltanto un discorso economico; infatti, allungare la vita di un prodotto elettronico offre anche importanti ricadute a livello ambientale.

Ricondizionare un prodotto già costruito consente di diminuire le emissioni di CO2 – il 62% delle emissioni avviene durante il processo di estrazione e lavorazione delle materie prime necessarie alla loro produzione -, risparmiare energia e ridurre la produzione di rifiuti.

Inoltre, aiuta ad attivare il circolo virtuoso dell’economia circolare; dei circa 93 miliardi di tonnellate di materie prime utilizzate ogni anno nella produzione industriale, infatti, solo il 9% sono riutilizzate. Un trend che va assolutamente invertito.

Il mercato dei prodotti ricondizionati, la parola ai protagonisti

Per comprendere meglio il fenomeno del mercato dei prodotti ricondizionati e le sue ricadute – ambientali, economiche e sociali – abbiamo intervistato due protagonisti del mercato italiano, Simone Marchiori, marketing manager di Back Market Italia, e Alessandro Palmisano, ad di TrenDevice.

Come funziona il processo di ricondizionamento dei prodotti offerti?

Simone Marchiori, Back Market: “Il processo comincia con una meticolosa fase di test che stabilisce una diagnostica precisa dello stato del prodotto. Nulla è lasciato al caso: i controlli riguardano tutti i componenti e le funzioni del prodotto e ogni elemento danneggiato viene sostituito con uno nuovo.

Le batterie degli smartphone, per esempio, vengono cambiate sistematicamente ogniqualvolta la loro performance è inferiore all’80% della capacità di carica iniziale. La sostituzione degli schermi, addirittura, avviene in una sala sterile, per evitare che le micro-particelle si posino tra il nuovo schermo e il touchscreen.

Completati gli interventi necessari, si procede a un nuovo test di verifica e poi a un’attenta pulizia per evitare che anche la più piccola particella di polvere possa infiltrarsi. L’igiene è garantita anche da un controllo finale prima dell’imballaggio. Naturalmente, tutti i prodotti sono garantiti da 12 a 24 mesi”.

Alessandro Palmisano, TrenDevice: “Il processo di ricondizionamento è totalmente interno. I prodotti acquisiti (smartphone e tablet Samsung, Apple, Huawei, IoT Devices di fascia alta, console) vengono inviati nei nostri laboratori dove i nostri tecnici si occupano della fase di testing e del refurbishment. A seconda dei risultati dei test si decide quali componenti danneggiati o usurati sostituire”.

Da dove provengono i prodotti reimmessi in commercio?

Palmisano: “I prodotti derivano da 4 canali di approvvigionamento: privati, aziende, negozi partner e wholesaler internazionali”.

Marchiori: “La nostra azienda lavora in partnership con professionisti specializzati nel ricondizionare prodotti che loro stessi, poi, rivendono tramite la nostra piattaforma.

I partner si riforniscono di prodotti in vari modi: in molti casi si tratta di ex-modelli da esposizione provenienti da store e punti vendita; in altri, di resi effettuati da chi – dopo un breve utilizzo – ha deciso di restituire il prodotto entro i termini consentiti.

Un’altra via è l’acquisto di stock di prodotti usati da rivenditori esteri specializzati. A breve, inoltre, anche i partner italiani potranno accedere alla nostra piattaforma Buyback, una vera e propria borsa per la compravendita di dispositivi usati che mette in collegamento acquirenti e venditori. Su Back Market, infine, sono disponibili anche articoli direttamente ricondizionati e rivenduti dagli stessi brand che li hanno prodotti”.

Attraverso quali procedure e quali criteri se ne garantisce la qualità?

Palmisano: “Ogni prodotto è sottoposto a oltre 30 test hardware e software. A seconda dei risultati dei test si decide quali componenti danneggiati o usurati sostituire.

L’unica componente che non può subire refurbishment, per non violare le policy dei produttori, è la scocca: riverniciarla implicherebbe infatti dover ristampare i marchi delle case madri e sarebbe una attività non possibile.

Pertanto, a seconda dei difetti estetici, i device ricondizionati vengono classificati secondo diversi grade. Si parte dal grade A+, che sta a significare prodotto non distinguibile dal nuovo, per poi passare al grade A, ovvero prodotto di buona qualità con qualche imperfezione, per finire al grade B/C che fa riferimento ai prodotti che presentano maggiori difetti estetici (come graffi o scheggiature). Ovviamente minore il grado e maggiore è il risparmio”.

In che modo un professionista può lavorare con voi? Esiste una procedura in Italia per collaborare con voi?

Marchiori: “Per Back Market la qualità è un valore imprescindibile e la pretendiamo anche dai nostri partner. Per questo, anche in Italia, adottiamo il programma Back Label: ogni potenziale partner è sottoposto a un preventivo e rigido processo di controllo e, per ottenere la Back Label e vendere sul nostro marketplace, deve rispondere a un dettagliato questionario su procedure e parametri di qualità adottati, dimostrando ciò che afferma.

Ma non finisce qui, perché l’operato dei venditori è sottoposto a un controllo quotidiano. A tal fine sono fondamentali i feedback dei clienti, ma anche gli accertamenti svolti da un nostro team di esperti che effettua ordini in forma anonima per verificare la qualità dei prodotti e il rispetto delle procedure di vendita.

Tutto ciò si ripercuote nel processo di acquisto dei clienti, a garanzia della qualità delle loro scelte: grazie alla nostra tecnologia BuyBox, infatti, quando fanno una ricerca è un avanzato algoritmo a proporre loro il prodotto con il miglior rapporto prezzo/qualità in base al costo e al livello di affidabilità del venditore, definito proprio secondo le valutazioni dei clienti e il rigoroso controllo che effettuiamo sulle sue performance”.

Palmisano: “Attualmente prevediamo una scontistica destinata ai rivenditori. In genere si tratta di titolari di negozi di usato e riparazioni che vogliono aggiungere alla propria offerta dei device ricondizionati di qualità.

Per quanto riguarda i tecnici sono tutti assunti con contratto di lavoro subordinato e non prevediamo partnership con professionisti terzi: questo a tutela del nostro completo controllo della value chain.

Quali incentivi offrite loro?

Marchiori: “Vista la natura della partnership non c’è una logica di incentivi. È certo, però, che ai partner offriamo affiancamento e supporto concreti in diversi ambiti, per esempio nella gestione dello stock o nella corretta definizione della loro proposta commerciale.

Inoltre, poiché Back Market è una piattaforma internazionale, diamo ai partner di ogni paese la possibilità di vendere i propri prodotti anche in altri mercati, senza alcun costo aggiuntivo. Addirittura, nel caso ne siano sprovvisti, mettiamo a loro disposizione servizi di customer service multilingue e anche di spedizione e logistica”.

Chi è il vostro cliente tipo? Oltre al prezzo qual è la value proposition con cui lo attirate?

Palmisano: “Il nostro cliente tipo è un uomo di 35-55 anni, con un buon grado di istruzione e attenzione all’ambiente.

La value propositon con cui attiriamo i nostri clienti è la possibilità di risparmiare fino al 30% rispetto al prodotto nuovo, mantenendo un buon livello di peace of mind riguardo l’acquisto, coperto dalla garanzia di un anno.

Il nostro marchio si è affermato in Italia da oltre 7 anni e la nostra clientela sa perfettamente che se dopo mesi dall’acquisto ci fosse un problema, l’azienda è operativa e pronta a risolvere eventuali problemi.

Abbiamo migliaia di recensioni con un tasso di soddisfazione del 92%. Non è affatto un tema banale e molti clienti sono spaventati dalle garanzie di rivenditori poco noti e non affermati: garantire significa anche far percepire al cliente che l’azienda è sul mercato per restarci”.

Marchiori: “Sono tre i pilastri della nostra value proposition: risparmio, eccellente rapporto costo/qualità e attenzione all’ambiente. Chi acquista sul nostro marketplace, infatti, ha la possibilità di ottenere la stessa qualità del nuovo ma a costi tra il 30 e il 70% più bassi.

I prodotti ricondizionati, inoltre, hanno un impatto ecologico inferiore dell’80% rispetto ai nuovi. E i tre profili principali dei nostri clienti aderiscono perfettamente a questi valori: c’è chi cerca unicamente un’opportunità di risparmio, chi ambisce a un soddisfacente equilibrio tra spesa e prestazioni e chi, infine, antepone il desiderio di riservare un gesto di attenzione al pianeta nelle sue decisioni di acquisto”.

I prodotti venduti in Italia possono provenire anche dal mercato estero? In questo caso come funziona la loro localizzazione?

Palmisano: “Sì, i prodotti possono provenire anche dal mercato estero. Mentre negli smartphone e tablet è sufficiente installare il software di sistema in italiano, per quanto riguarda i PC è necessario sostituire le tastiere. In ogni caso, rimettiamo in commercio esclusivamente prodotti esteri che siano 100% utilizzabili anche sul mercato italiano”.

Insomma, alla luce anche delle iniziative europee per incentivare l’economia circolare e la riparabilità/riuso dei prodotti, crediamo che il mercato dei prodotti ricondizionati possa sia aiutare l’industria a immaginare un fine vita diverso dalla discarica per i vecchi prodotti, sia aiutare l’ambiente limitando le emissioni nocive e recuperando materie prime seconde e, infine, anche dare una mano ai consumatori, ampliando le loro possibilità di scelta.

Una strada che piace sempre di più anche ai grandi brand – Apple in testa, ma anche le catene di vendita di elettronica di consumo – che si stanno attrezzando per proporre direttamente linee di prodotti ricondizionati.

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