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Febbraio, il mese delle primule

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Le primule sono belle, colorate, facilissime e rustiche, non tollerano però il caldo eccessivo. Prediligono i terreni umidi e leggermente acidi, ricchi di humus

Prima che arrivi la primavera, spuntano le primule. Fiori molti conosciuti che in questo mese si vedono dovunque. I loro vivaci colori sembrano quasi “fuori stagione” ora che le temperature sono ancora rigide e il gelo non concede tregua. Eppure incominciano a fiorire naturalmente proprio in febbraio.

Per la loro nascita così precoce, nel linguaggio dei fiori sono associate alla giovinezza, al rinnovamento e non a caso sono state prese come simbolo della campagna di vaccinazione conto il Covid-19.

Si tratta in sostanza di una piccola piantina erbacea perenne, alta non più di 10-12 centimetri, con foglioline disposte a rosetta, particolarmente rugose, dove al centro fanno capolino i fiori. Gli ibridi in commercio sono di tantissimi colori… giallo oro, bianco, viola, azzurro, rosa e rosso.

Per decorare la casa vi suggerisco di adoperare piantine singole alloggiate in vasetti di coccio o ceramica. Se invece, volete un effetto più wow, mettetele in gruppi di 3 o 5 in cestini di midollino foderati o in cassettine di legno. Collocatele su di un davanzale o (se possedete un giardino) ai piedi di un albero caducifoglie.

Vi posso garantire che dureranno per mesi. Facilissime e rustiche, non tollerano il caldo eccessivo. Prediligono i terreni umidi e leggermente acidi, ricchi di humus.

Il mio consiglio è quello di andare a rimuovere periodicamente fiori e foglie appassiti, deteriorati o rovinati, così facendo la pianta potrà indirizzare tutte le sue energie alla produzione di nuovi fiori.

Fate attenzione a non lasciare acqua nel sottovaso, poiché il ristagno delle radici è la prima causa di sofferenza delle primule. Una buona idea green è quella di aggiungere all’acqua dell’innaffiatoio, il caffè rimasto nella moka e con tale soluzione liquida, concimare le piante.

Per la prima settimana dall’acquisto fatele ambientare: mettetele fuori ma riparate oppure all’aperto di giorno ma le riportate dentro alla sera; la pianta, con nuove e giovani foglioline, deve avere il tempo di attivare le sue difese dal freddo.

Adoro i prati con le primule. Per naturalizzare il prato, piantatele in buchette abbastanza profonde in modo che il colletto sia leggermente sotto al livello del terreno. In questo modo non risentiranno degli sfalci e spunteranno nuovamente… deliziando i nostri occhi.

Stefano Pagano Stefano Pagano: laureato in Verde ornamentale e tutela del paesaggio alla Facoltà di Agraria di Bologna, collabora con lo Studio Tecnico Paesaggistico, studio che si occupa di progettazione di parchi, giardini e terrazzi ed è responsabile del team operativo La Giardineria | e-mail | Facebook
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