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L’attaccamento dei cani ai loro padroni e viceversa

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Foto di JackieLou DL da Pixabay

Studiate all’Università di Pisa le dinamiche dell’attaccamento dei cani ai propri padroni. Il succo è che i cani sviluppano verso i proprietari un affetto simile a quello dei bimbi verso i genitori o, comunque, ai prestatori di cura (caregiver)

Ormai i cani sono sempre più trattati come figli da molti proprietari: a chi non è capitato di sentire al parchetto “vieni dalla mamma… vieni dal papà“?

Ma in effetti, il legame cane padrone è qualcosa di molto vicino all’amore familiare. Lo conferma una ricerca condotta al dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa, pubblicata sulla rivista Animals- Mdpi a firma di Giacomo Riggio, primo autore dell’articolo, che ha svolto il lavoro nell’ambito del suo dottorato.

Il succo è che i cani sviluppano verso i proprietari un affetto simile a quello dei bimbi verso i genitori o, comunque, ai prestatori di cura (caregiver).

Che da questo punto di vista i cani da compagnia avessero dei comportamenti simili a quelli dei bambini si sapeva già” spiega Chiara Mariti, ricercatrice dell’Ateneo pisano; questa però…

Dopo più di dieci anni di ricerca Chiara Mariti, ricercatrice senior del dipartimento Scienze Veterinarie dove si occupa soprattutto di etologia e di benessere degli animali d’affezione presso l’Ateneo pisano si dice soddisfatta perché: “è la prima volta che siamo riusciti a declinare più precisamente i vari stili di legame sottoponendo i cani a test molto simili a quelli usati per gli umani“.

Con tutte le naturali conseguenze del caso. A cominciare da quando li si lascia da soli: gli studi mostrano che la maggioranza dei cani, come del resto accade per i bimbi, mostra un attaccamento sicuro.

Gli animali hanno cioè un moderato stress quando avviene una separazione involontaria, cioè il proprietario li lascia da soli, in un ambiente sconosciuto e si tranquillizzano non appena lo rivedono.

C’è invece poi una minoranza di insicuri, che non si calma o che manifesta il disagio attraverso una apparente indifferenza, come nel caso degli insicuri evitanti.

Lo studio ha coinvolto 67 coppie di cani-proprietari che sono stati sottoposti a delle varianti di un esperimento denominato Strange Situation procedure (Ssp), usato appunto per valutare gli stili di attaccamento dei bambini.

In pratica, i ricercatori hanno fatto entrare la coppia cane-proprietario in una stanza sconosciuta gestendo, secondo una sequenza codificata, l’entrata e l’uscita del proprietario o di un estraneo per capire la risposta dell’animale.

Insomma, a Pisa si studia la psicologia dei cani per ottenere una nuova chiave di lettura sui disturbi comportamentali del cane, con enormi implicazioni in termini di benessere animale.

I primi a imparare qualcosa di buono saranno proprio i sedicenti genitori di cani.

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