Lo sviluppo ferroviario dovrà mantenere un necessario equilibrio tra la crescente necessità di movimento – in tempi rapidi e in sicurezza – e la riduzione degli impatti ambientali
Tra le cose che ci sono mancate maggiormente nel 2020 trova un posto d’onore, sicuramente, la voglia di viaggiare, di spostarsi, di muoversi. L’uomo, nel corso della sua storia, ha fatto degli spostamenti una risorsa fondamentale per l’evoluzione.
Viaggiare è imparare, conoscere nuove culture, vedere cose e persone. L’apertura mentale e la conoscenza si associano in modo naturale al viaggio. Mai come oggi ce ne rendiamo conto, chiusi nei nostri appartamenti, in balia del virtuale, che ci fa sì vedere cose nuove, ma dietro lo schermo di un computer.
Ecco allora che, riconquistata la normalità, il trasporto ferroviario sarà sicuro protagonista della mobilità del futuro perché combina la velocità e la capacità di spostare molte persone contemporaneamente con la sostenibilità: la maggioranza delle tratte sono elettrificate, quindi hanno bassi impatti sull’ambiente (se costruite in modo sensato e rispettoso dei territori).
Mobilità sostenibile: ecco cosa cambierà nei prossimi anni
Alcuni dati sulla mobilità del futuro:
- la mobilità condivisa crescerà a un ritmo del 9% all’anno da qui al 2030
- la popolazione italiana invecchia – oggi gli over 65 sono superiori del 30% rispetto al resto della popolazione
- la popolazione nelle grandi città crescerà, con impatti su traffico e vivibilità
- si affacceranno nuove forme di lavoro smart, che limiteranno il fenomeno del pendolarismo
- i cittadini chiederanno una maggiore qualità dell’aria e una riduzione delle emissioni inquinanti
- si prevede una crescita fino al 15% di mezzi privati elettrici e fino al 100% di autobus elettrici
Ma cambieranno anche le abitudini delle persone che sfrutteranno di più la tecnologia – anche in virtù di reti di comunicazione sempre più veloci, leggi 5G – facendo acquisti online, che metteranno la logistica dell’ultimo miglio sotto stress.
Inoltre la mobilità sarà considerata sempre più come un servizio e non come un mezzo: spazio allora alla condivisione e al mobility-as-a-service, interconnesso e multimodale – auto, bici, treno.
Insomma, il Paese conoscerà grandi cambiamenti ai quali il trasporto ferroviario sarà chiamato a dare un profondo contributo. Questo perché sarà necessario migliorare gli spostamenti, incentivando quelli ad alte prestazioni ambientali.
Meno trasporto su gomma, più trasporto su rotaia; meno spostamenti singoli e più tratte condivise per ridurre in modo significativo le emissioni inquinanti che hanno conseguenze sul clima.
Il settore dei trasporti dovrà preoccuparsi sempre di più di efficienza energetica, di energie rinnovabili, del ridisegno dei cicli produttivi e dello shift modale verso mezzi a basso impatto ambientale.
E, sotto il profilo energetico e delle emissioni, quello ferroviario è tra i sistemi di trasporto energeticamente più efficienti e con i minori livelli di emissioni.
Qualche dato significativo per inquadrare le potenzialità del trasporto ferroviario: le emissioni di CO2 di un viaggiatore che utilizza il treno sono mediamente il 75% in meno rispetto a quanto avrebbe emesso se avesse usato l’aereo e il 60% in meno rispetto all’automobile.
Inoltre, in italia, il trasporto ferroviario utilizza ormai oltre il 30% di energie rinnovabili per alimentare le tratte. A livello europeo, poi, le emissioni di anidride carbonica del trasporto ferroviario contano il 2,9% del totale emissioni della mobilità.
L’altro aspetto importante, oltre all’impatto ambientale, è quello che riguarda il cambio di paradigma del lavoro e dei conseguenti spostamenti. In questo periodo, infatti, le aziende hanno aumentato il ricorso allo smart working e all’utilizzo di piattaforme digitali per le riunioni.
Un cambiamento che avrà impatti anche sulle tratte ad alta velocità, frequentate soprattutto da una clientela business, non turistica. Ed è per questo che, per esempio, le Frecce del Gruppo Fs non serviranno più solo le grandi città, ma allargheranno la rete anche alle città medie/piccole e alle località turistiche.
L’alta velocità si estenderà al sud e, secondo le previsioni dei Gruppo Fs tra un paio di anni si potrà percorrere Bari-Napoli in poco più di due ore, in sicurezza e salvaguardando l’ambiente.
La rivoluzione non riguarderà solo il traffico passeggeri, ma interesserà anche il traffico delle merci. L’esplosione del commercio elettronico ha fatto aumentare nello scorso anno i volumi delle merci trasportati.
Una tendenza che dovrebbe confermarsi per il futuro e che ha visto Ferrovie dello Stato utilizzare il Frecciarossa 500 per il traffico merci, di notte, nella linea ad alta velocità Caserta-Bologna per collegare i due interporti.
Infine, il treno permetterà di unire finalmente tutta Italia, raggiungendo anche le località montane che, negli ultimi anni, hanno visto un progressivo isolamento e un abbandono delle tratte per la riduzione dei costi.
Il trasporto ferroviario è stato infatti considerato un costo, da eliminare dai bilanci regionali. Il futuro invece è nelle ferrovie, anche a idrogeno come la Francia sta già facendo e come Trenord farà a breve sulle tratte non elettrificate che raggiungono la Valcamonica.
Non è più il momento di contrapporre mezzi di spostamento ecologici, mettendoli in competizione tra loro per accapararsi le briciole dei finanziamenti; è tempo di togliere risorse alla mobilità che inquina per investire su tutte le forme di mobilità virtuosa e sostenibile.
È il momento giusto – dicono Uncem e il Fai – per una rigenerazione della mobilità che contribuisca a fermare lo spopolamento, l’abbandono, la desertificazione dei nostri territori di montagna, incentivando in questo modo una rigenerazione dei paesi, la nascita delle startup senza il bisogno di spostamenti nelle grandi città, l’esplosione di una mobilità green che anche l’Europa ci chiede.












