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Impianti di desalinizzazione a energia solare, il brevetto della startup italiana

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Il brevetto della startup veneta Genius Watter si propone di fornire acqua pulita nei Paesi emergenti attraverso la realizzazione di impianti di desalinizzazione alimentati con l’energia solare; una soluzione sostenibile, per i costi di realizzazione, per l’ambiente e per le popolazioni coinvolte. Ne abbiamo parlato con Franco e Dario Traverso

L’obiettivo numero 6 nell’agenda della sostenibilità della Nazioni Unite si propone di “garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie“: questo perché, ancora oggi – fonti Unesco, Who e Unicef – circa 2,2 miliardi di persone al mondo non hanno accesso all’acqua potabile, 4,2 miliardi non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari e all’incirca i 2/3 della popolazione mondiale, entro il 2025, si troverà in territori interessati da un fortissimo stress idrico.

Con le conseguenze che ben possiamo immaginare: morti, sofferenze e migrazioni di massa. Per questo motivo i progetti per la fornitura di acqua potabile alle popolazioni di molti Paesi in via di sviluppo sono fondamentali.

L’acqua è un elemento critico per lo sviluppo socio-economico di molti territori ma lo è per la stessa sopravvivenza umana.

Da qui nasce il progetto dell’azienda veneta Genius Watter, nata dall’impegno di Franco e Dario Traverso – padre e figlio – che hanno deciso di mettere la loro esperienza nel campo degli impianti fotovoltaici e una passione per la ricerca di soluzioni innovative per la produzione di acqua pulita, al servizio dello sviluppo sostenibile nelle regioni in cui manca l’acqua.

La loro idea innovativa – Clear Water powered by the Sun – si basa su un brevetto registrato nel 2014 da Franco Traverso che permette la realizzazione di impianti di desalinizzazione di acqua salmastra a osmosi inversa, battery-free, alimentati con moduli fotovoltaici e a zero emissioni di CO2.

Genius Watter – dopo i primi anni investiti nell’addestramento sul campo, nella ricerca tecnologica e nella messa a regime dei primi impianti – vanta oggi una dozzina di installazioni.

Si accennava alla passione per la ricerca innovativa continua dei Traverso: la si vede anche nella modalità con cui il progetto Genius Watter si sviluppa. Gli impianti sono infatti modulabili, facilmente installabili e ad alto contenuto tecnologico.

Le falde acquifere sotterranee, per esempio, vengono individuate attraverso un’indagine geologica svolta attraverso droni e tecnologie a onde elettromagnetiche non invasive.

Inoltre gli impianti realizzati sono controllati tecnologicamente – integrazione IoT, connessione internet e satellitare, monitoraggio dei parametri di funzionamento in tempo reale, manutenzione predittiva senza interruzioni del servizio e gestione remota del sistema – e sono stati progettati per durare almeno 30 anni in zone off-grid, per la produzione di acqua potabile (sia a uso domestico che a uso agricolo e/o industriale).

I sistemi GeniusRo – così si chiamano i moduli di desalinizzazione – sono stati progettati sulle specifiche esigenze del luogo e del committente e permettono la desalinizzazione di acqua, sia marina che salmastra, con una produzione d’acqua pulita con volumi che variano da da 5 a 1.000 m3/giorno.

Un approccio alla soluzione del problema acqua, sostenibile, sia per l’ambiente sia per i costi economici: Genius Watter ha focalizzato la sua attività sulle aree con maggiore richiesta idrica – in particolare in Africa, in zone lontane dalla costa e più difficilmente servibili con impianti di desalinizzazione marina – e attraverso la realizzazione di impianti di medie dimensioni per creare una vicinanza con il territorio.

Sostenibilità che si sviluppa anche nel rapporto con il cliente finale che spesso non è nelle condizioni di sostenere l’investimento iniziale dell’impianto ma che acquista semplicemente il servizio di fornitura dell’acqua a prezzi accessibili.

Il progetto, inoltre, punta a sviluppare localmente interazioni con il tessuto sociale, favorendo la formazione di competenze e l’utilizzo di manodopera del posto.

Il progetto Genius Watter, l’intervista di Greenplanner.it

Il problema dell’acqua è sempre più urgente ed è legato fortemente al tema dell’energia, ma va affrontato in modo sostenibile ed etico.

Risponde Dario Traverso, che ci racconta che “il grande problema dell’acqua è molto spesso legato all’assenza di energia, specialmente nelle zone rurali dell’Africa, dove quasi due terzi di coloro che non hanno accesso all’elettricità non hanno accesso all’acqua potabile; il binomio acqua-energia appare come formula vincente per le sfide future di sviluppo sostenibile.

Forti di un’esperienza quarantennale nel solare fotovoltaico crediamo fortemente nel suo sviluppo applicato alle tecnologie di desalinizzazione così da garantire un accesso all’acqua, sostenibile e a prezzi accessibili. Questa la nostra sfida e missione”.

impianti desalinizzazione genius watter

Quanto costa avviare un impianto del genere e qual è il costo medio di un’installazione?

Dario Traverso afferma che “un impianto di desalinizzazione d’acqua salmastra che produce 75m3/giorno costa chiavi in mano 330.000 euro. I sistemi progettati e sviluppati da Genius Watter a fronte dell’elevato grado di personalizzazione, sono soggetti a variazioni di prezzo dipendenti da numerosi fattori, quali salinità dell’acqua, la tipologia di processo di purificazione, il volume di stoccaggio (tra i principali) e altri.

Abbiamo inteso correttamente che non tutta l’acqua “lavorata” diventa desalinizzata? I valori delle tabelle indicano quanta di questa acqua viene sprecata? Ci può spiegare perché questo accade?

Nel caso di acqua salmastra il 70% diventa desalinizzata, nelle tabelle descrittive dei nostri impianti il valore: 70+ si riferisce quindi alla parte buona del processo, ovvero il soluto; in alcuni casi si può però arrivare oltre il 90%.

La parte restante invece si carica di tutto il sale presente inizialmente e rappresenta il prodotto di scarto del processo di desalinizzazione.

Avete indicato dei limiti di salinità dell’acqua: potete darci dei riferimenti concreti e farci capire cosa accade se tali limiti sono superati?

Gli impianti che sviluppiamo possono trattare sia acqua salmastra (Bw) con salinità tipiche dai 3.000 ai 6.00 ppm, oppure marina (Sw) che arriva a un massimo di 40.000 ppm. Sono limiti che, normalmente, non vengono mai superati.

Questi sistemi possono lavorare anche direttamente con l’acqua di mare?

Certo. Tuttavia, la dissalazione marina, per effetto dell’alta salinità, ha costi superiori per l’elevata presenza di sali da estrarre.

Per esempio, già a qualche chilometro dalla costa, esiste la cosiddetta, acqua salmastra da intrusione marina che, per effetto dell’azione filtrante del terreno, abbassa naturalmente la salinità dell’acqua anche di 5/6 volte.

Questo porta a sfruttare l’acqua salmastra, spesso presente nell’entroterra, proprio in funzione del minor grado di salinità, che consente di ridurre in maniera considerevole sia l’investimento iniziale sia i costi operativi.

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